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Giancarlo Maria Bregantini Arcivescovo di Campobasso/Boiano

“Il grande male del Sud è la parola 'destino'. Sul futuro bisogna scrivere un progetto, un sogno. Il destino ti può schiacciare mentre il progetto si costruisce insieme, seguendo un ideale. Siate ragazzi che sanno sognare! Guardate l’infinito oltre la siepe!”

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Più che un intervento, alla Scuola di "Finalmente Sud", l'arcivescovo Giancarlo Maria Bregantini ha raccontato ai giovani democratici, riuniti a Napoli una intensa e luminosa parabola con poesia, sentimento e passione.

Per tanti anni Vescovo in Calabria, attualmente di Campobasso/Boiano, ha voluto apportato un grande contributo, riportando la propria esperienza sia con i giovani sia con il Sud del Paese. Ha scelto di “dialogare” con i giovani democratici presenti numerosi in sala, riflettendo su alcune “immagini” virtuali che ha voluto trasmettere ai ragazzi.

“La Scuola di politica è una parola antica che va recuperata, non si impara la politica nel talk show ma studiando e confrontandosi in luoghi come questo. La bellezza e i problemi del Sud li ho maturati in tanti anni. Sono stato 25 anni in Calabria, da prete a Crotone, in Puglia e ora sto in Molise”, ha esordito l’Arcivescovo. Dal film “benvenuti al Sud” ha poi citato una frase: “Al Sud si piange due volte: quando si arriva e quando si parte” e così è stato per lui.

Bregantini ha raccontato una parabola della sua adolescenza ai giovani. E’arrivato in Sicilia in estate, a Catania, insieme ad altri giovani del Nord Italia. Ad un certo punto colgono i fichi d’India, che non avevano mai visto e li mangiano con tutta la buccia. Un ragazzo siciliano che aveva assistito alla scena, dopo aver riso ha sbucciato loro i fichi d’india, che erano di una dolcezza strepitosa. “Siamo come un fico d’india - ha detto Bregantini - se si guarda l’altro con poca stima e fiducia, si notano solo le spine, mentre andando oltre, si assaggia la loro dolcezza. Siate fieri di questo convegno e saprete guardare al Sud come una realtà che è dolce e che non che punge. La politica è la capacità di uscire insieme dai problemi non in modo individuale. Ogni problema può essere scorza o dolcezza”.

Attraverso la poesia l’Arcivescovo ha voluto lasciare ai giovani 5 parole su cui riflettere.

“Nelle scuole, divido le lavagne in due parti: nella parte di sinistra scrivo la parola 'sogno' e i ragazzi che la leggono si esaltano subito, nella parte di destra però scrivo la parola 'segno'. E anche la politica - ha spiegato l’Arcivescovo - è la capacità di tenere alti i sogni, ma con segni coerenti ed efficaci. Se si riesce a dare alla politica un sogno alto e segni efficaci avremo e avrete la risposta che ci riguarda”, ha esortato i giovani democratici.

“Anche la parole 'oltre' è una parola meravigliosa - ha aggiunto - è un un avverbio di tempo e di luogo. La poesia ‘Infinito’ di Leopardi ad esempio, ci dice che Leopardi è un cercatore di verità e di bellezza: si siede nella collina di Recanati e ha davanti a sé una siepe, ma intuisce che dietro, oltre la siepe, c’è un infinito. Bisogna costruire il vento che va oltre attraverso la politica - ha detto ai ragazzi della Scuola - mentre oggi in Italia non si investe più in nulla, perché non abbiamo più voglia di infinito né di sogni”.

Altra parola - visione, indicata da Bregantini è ‘ideale’. “Il grande male del Sud invece è la parola 'destino'. Sul futuro bisogna scrivere un progetto, un sogno, un destino. Il destino ti può schiacciare mentre il progetto si costruisce insieme, seguendo un ideale”.

L’Arcivescovo ha poi sottolineato una parola, che secondo la sua esperienza non dovrebbe mai essere pronunciata: 'ormai'. “Quando dici ormai sei già sconfitto. Al suo posto va scritto 'ancora', per guardare oltre e intravedere l’infinito. Non bisogna fermarsi solo al sogno - ha però voluto ribadire - ma anche al segno. Dei ragazzi costruivano un puzzle di 6000 pezzettini, e cosa hanno fatto? - ha raccontato simbolicamente - hanno incollato sullo sfondo del puzzle il disegno finale, per averlo sempre davanti e questa è la politica. Il disegno deve essere chiaro ma bisogna avere la pazienza di costruirlo”.

Un’altra ‘importanza parola’ per l’Arcivescovo è ‘giardino’, e ha raccontato di averla scoperta guardando i tramonti da Gerace. “Ogni giorno i tramonti sono nuovi e diversi, da miliardi di anni, ma dentro il tramonto si deve scorgere la parola terra, che può diventare giardino. Se hai dei progetti nasce un giardino, se hai solo un destino, nasce un deserto. Se si fa capire ai giovani che la terra che hanno davanti è la propria terra e che se si lavora, lo si fa si fà per il proprio giardino e diventa ‘costruzione’. Il Sindaco Angelo Vassallo aveva capito che il futuro del Sud è amare il Sud - ha ricordato Bregantini - spesso il Sud è marginale, ma non bisogna essere succubi della marginalità ma la si deve trasformare in 'tipicità'. Occorre allargare la tipicità, ma per farlo occorre creare una terza parola magica: ‘reciprocità’. Tra Nord e Sud, manca la coscienza di sapere che quello che fai ha una valenza unica. A Nord, La Lega esalta le tipicità ma non aiuta la gente ad allargare le prospettive, mentre intrecciando Nord e Sud Italia è possibile creare la reciprocità. Le cooperative nate a Locri, nate da esperienze intrecciate di giovani del Nord e del Sud del Paese - ha raccontato - sono un esempio bellissimo di reciprocità”.

“Non fate mai una politica contro - ha esortato con passione l’arcivescovo - perché è da perdenti, fatela pro, così sarete vincenti ed lancerete il cuore oltre l’ostacolo, attraverso stima comune e costruzione del bene comune".
L’ultima parola - immagine, che ha voluto comunicare ai giovani studenti è stata: ‘cielo’, ovvero la capacità di capire che c’è una esperienza più grande oltre e bisogna trovare il proprio pezzo di cielo perché senza cielo la terra è fango, con il cielo diventa giardino. “Il cielo non è una immagine poetica ma rappresenta la voglia di combattere, l’imprenditore in tempo di crisi, ad esempio, dovrebbe alzare il tiro non abbassarlo: ovvero creare flessibilità lavorativa, non precarietà.

“Siate ragazzi che sanno sognare! Guardate l’infinito oltre la siepe!”, ha concluso commosso, l’Arcivescovo Bregantini.

Anto. Pro.
Foto di Andrea Vismara
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