Sei un giornalista che segue da vicino le vicende politiche di questo Paese, dal tuo punto di vista si avverte l'esigenza di ricostruzione dell'Italia?
Quello che si può attribuire a Berlusconi è l'aver promesso dall'inizio, dalla sua discesa in campo una ricostruzione che non ha mai realizzato. Dalla riforma dello Stato, a quella della giustizia che non fosse solo costituita di leggi ad personam, l'esigenza della ricostruzione è stato proprio Berlusconi a teorrizarla, senza però realizzarla, creando invece una sorta di distruzione istituzionale, dei ruoli e delle istituzioni stese. Questa necessità deve ora passare in carico a chi verrà dopo di lui, e mi sembra giusto che il Partito democratico si ponga questo problema.
Da dove si parte per ricostruire, quali sono i punti focali per la ripartenza?
Il PD ha avuto u merito che va coltivato, individuare il punto chiave nel lavoro, soprattutto quello precario, che è il lavoro dei giovani, da cui deriverà un nuovo stato sociale, una nuova impostazione della Previdenza, la ripartenza dei consumi.E' questo il punto principale che Bersani aveva individuato per tempo, quando il governo negava con decisione la crisi.Ora è il momento di dare risposte precise, non si può annullare il precariato e tornare alla vecchia formula del lavoro fisso, ci vogliono risposte che siano più precise e complete, e certo non solo per la lettera della BCE. Bisogna mettere in equilibrio il mercato del lavoro che è anche una forma di equità sociale. Ne suggerirei solo uno di punto, il lavoro, che inevitabilmente si porta dietro gli altri.
Qual'è il ruolo che l'informazione gioca nel percorso virtuoso della ricostruzione?
Quando si dice informazione si pensa sempre all'informazione televisiva, e quindi il primo passo, il tema più importante è la ricostruzione della Rai, non perchè ci sia solo la Rai o solo la televisione, ormai l'informazione è anche molto altro, ma la riforma della Rai sarebbe un segnale forte. Sono del tutto contrario all'idea che quando non si riesce a riformare si debba privatizzare, bisogna invece riuscire, superare finalmente il sistema di lottizzazione, riaprire un percorso che riconosca e valorizzi i meriti. La politica deve fare un passo indietro, la Rai viene identificata come parte della casta, e un'operazione seria di libertà segnerebbe un cambiamento nella percezione che i cittadini hanno della politica. Spero che l'informazione del dopo Berlusconi sappia tenere sotto controllo il potere e non si accontenti dell'uscita di scena del personaggio che pretendeva invece di controllarla.
Redazione web Dipartimenti e Feste - Sara Guabello