Il videomessaggio di
François Hollande candidato alla Presidenza della Repubblica francese
Cari amici italiani, non posso essere con voi questo pomeriggio e so che siete in tantissimi a rispondere all’appello del Partito Democratico di Pier Luigi Bersani.
Sarei molto felice di essere con voi per manifestare per un’altra Europa. Per un’Europa in grado, in questa crisi, di dare una risposta efficace alla speculazione.
Un’Europa che sia in grado di affrontare la questione greca, con rispetto e autorevolezza.
Un’Europa che possa intraprendere una politica di crescita e allo stesso tempo di riduzione dei deficit.
Siete qui anche per manifestare contro una politica ingiusta come quella attuata da Berlusconi nel vostro Paese. E so che siete anche indignati sia dal suo comportamento che dalle sue scelte.
Però vi voglio anche dire il mio messaggio di speranza. Siamo in Francia in un momento in cui la riconquista diventa possibile. Sono stato designato con le primarie, come quelle che avevate immaginato nel vostro Paese, e sono oggi il candidato dei socialisti e della sinistra per diventare il prossimo presidente della Repubblica in Francia se i miei concittadini mi daranno la loro fiducia.
So che anche in Germania c’è un movimento che con il partito socialdemocratico si sta impegnando per preparare l’alternativa.
E so che qui in Italia in qualsiasi momento potreste essere chiamati a andare a elezioni anticipate.
Quindi insieme, magari dall’anno prossimo, possiamo o potremo riorganizzare l’Europa, riorientare le sue scelte e agire di concerto, insieme, i nostri tre Paesi, Francia, Italia e Germania, per costruire uno spazio che sia quello della democrazia, del rispetto, della dignità, dell’impegno per un’Europa diversa.
Ecco il messaggio semplice che vi volevo rivolgere. Condivido lo spirito della vostra manifestazione, vi porto la mia solidarietà e allo stesso tempo vi dico che da domani potremmo costruire insieme il futuro che vogliamo, non solo per ognuno dei nostri Paesi ma per l’Europa intera.
Abbiamo la possibilità di cambiare. In Francia farò di tutto, e mi impegno qui davanti a voi, per riuscire a sconfiggere Nicolas Sarkozy. Sarete voi a fare in modo, quando sarete chiamati a votare, di creare un’alternativa a Berlusconi insieme ai partiti democratici e di sinistra che si mobilitano per il cambiamento. E facciamo che ciò accada anche in Germania . Così credo che i francesi, gli italiani e i tedeschi riacquisteranno fiducia nel futuro e crederanno finalmente possibile di avere l’Europa che sperano.
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Intervento di
Sigmar Gabriel, Presidente della SPD
Come nessun'altra, Roma è una città che ha influenzato sempre e comunque la cultura e la storia europee e che ancora oggi conserva la sua importanza.
Roma e l'Italia le ammiro non solo per l'eredità che portano con sé; le ammiro soprattutto perché nonostante questa eredità non si sono fermate a riposare sugli allori ma rimangono tutt'ora tra le società culturalmente più dinamiche e vitali.
Continuamente i suoi abitanti raggiungono risultati di punta/importanti nei campi dell'economia, dell'arte, della cultura nonché, purtroppo e qui è il tedesco a parlare- sul campo da calcio.
L'ITALIA E' GOVERNATA AL DI SOTTO DELLE SUE POTENZIALITA' E SI GIOCA LA SUA TRADIZIONE EUROPEISTA
Altiero Spinelli, Alcide de Gasperi, Pietro Nenni, Enrico Berlinguer e Romano Prodi- per citare solo alcuni nomi. Assieme hanno rappresentato e rappresentano, benché in maniere differenti, un'Italia cosmopolita ed europeista. La storia italiana e quella europea sono indissolubilmente legate a questi nomi.
Tuttavia i conservatori e la destra rischiano oggi di giocarsi tutto questo- questa grande tradizione europeista dell'Italia. Governano l'Italia al di sotto del suo potenziale reale. Tra questo potenziale e la parte di esso che il governo riesce ad esprimere si apre un abisso che non ha eguali negli altri paesi europei.
Un paese con una tale forza industriale, con una tale capacità d'innovazione, un paese con tante persone creative ed impegnate sarebbe sicuramente capace di fronteggiare al meglio la crisi. La responsabilità della mancata reazione alla crisi è dei conservatori e della destra; è di un governo che per due anni ha negato l'esistenza stessa della crisi per poi approvare, l'estate scorsa, una manovra economica che colpisce soprattutto chi lavora/i lavoratori; è di un governo che ha rifiutato ancora una volta di metter mano agli interessi dei più abbienti; è di un governo che non ha alcuna visione del futuro ma che anzi mira soltanto alla propria sopravvivenza.
L'Italia merita un governo migliore: un governo che governi realmente anziché fingere di farlo! Un governo che si senta responsabile delle sorti del paese. Un governo che attui una valida politica economica badando al contempo alle sue ricadute in termini di giustizia sociale, facendo sì che non siano i più deboli a dover sostenere i pesi maggiori. Un governo che punti alla crescita attraverso l'innovazione, che difenda il lavoro anziché accettare imbelle la disoccupazione giovanile. Un governo dunque che riconduca l'Italia al posto che le spetta, nel cuore dell'Europa.
Un tale governo è possibile, anzi è già pronto: si tratta del Partito Democratico e di Pier Luigi Bersani!
UNA GUIDA POLITICA MIGLIORE PER L'EUROPA
Mai come in tempo di crisi è fondamentale una salda direzione politica.
Una direzione politica responsabile, che lavori per realizzare ciò che veramente conta: il bene generale di tutti, in Italia, Francia, Germania e in tutta Europa.
Che non difenda quindi gli interessi privati della finanza creativa e della speculazione, e tanto meno quelli di singoli politici.
Troppo a lungo i governi europei – per lo più a maggioranza conservatrice- si sono lasciati trascinare dai mercati finanziari e hanno reagito, frenetici, con continue e sempre più massicce misure di salvataggio, senza però prendere in mano personalmente le redini di quanto stava accadendo.
Né la cancelliera Merkel in Germania, né il presidente Sarkozy in Francia e tanto meno il presidente Berlusconi in Italia hanno mostrato di avere le qualità politiche necessarie per arginare per tempo la crisi riguadagnando la fiducia dei mercati e soprattutto dei cittadini.
Il taglio del debito greco, stabilito in ottobre durante l'ultimo vertice dei capi di stato e di governo europei, il rafforzamento dell'ombrello di salvataggio, e i diversi passi verso un governo economico europeo: si tratta sì di passi nella giusta direzione, ma che arrivano tardi. Speriamo solo che non sia troppo tardi.
Da soli, questi passi non basteranno. Dobbiamo continuare a fare di tutto per riprendere il controllo delle finanze dei nostri paesi e per abbattere i nostri debiti. Non potremo certo riuscirci senza sacrifici. Ma le misure di austerità non devono tarpare le ali alla crescita economica né devono ricadere interamente sulle spalle dei lavoratori, mentre i ricchi si sottraggono alla solidarietà e alla responsabilità. Sarebbe una mossa non solo socialmente ingiusta, ma anche economicamente stupida!
Inoltre è ormai chiaro che serve un'imposta sulle transazioni finanziarie, affinché anche le banche e gli speculatori paghino i costi della crisi. Dovranno rassegnarsi ad accettarlo anche i conservatori.
Dobbiamo anche vincolare le banche a regole più chiare e stabilire finalmente e definitivamente un limite all'eccessiva speculazione sui mercati finanziari. La sete di profitti di pochi non deve più, non deve mai più, mettere a repentaglio il benessere di tutti.
UN NUOVO INIZIO PER UNA NUOVA EUROPA
Nelle ultime settimane ho parlato spesso con i miei buoni amici Pier Luigi Bersani e François Hollande. Non è solamente la convinzione che i governi dei nostri paesi vadano sostituiti ad unirci. Ci unisce anche la convinzione di dover collaborare di più e meglio a livello europeo.
L'Europa può essere unita e perciò forte, oppure può essere divisa e dunque debole e priva di peso nel mondo di domani. Cina, India, Brasile e altri stati emergenti: ecco le nuove potenze mondiali, questo è certo. Se potrà appartenervi anche l'Europa, invece, non è ancora certo. E' però evidente che singolarmente neanche paesi forti come Italia, Francia e Germania possono riuscire a sedersi al tavolo dei grandi.
Perciò lottiamo insieme affinché non prendano il sopravvento coloro che vogliono dividere l'Europa mettendoci gli uni contro gli altri. Lavoriamo insieme affinché l'amicizia e la collaborazione in Europa continuino a vivere, affinché possiamo avere insieme un futuro migliore.
Per realizzare i nostri propositi, dobbiamo vincere le elezioni nei nostri paesi- voi in Italia, François in Francia e noi in Germania. Perciò, forza, diamoci da fare fin da subito.