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Castagnetti: "II Pd e in campo ma guai se chiude la porta ai Renzi"

Intervista a Pierluigi Castagnetti di Simone Collini - L'Unità

di Pierluigi Castagnetti,  pubblicato il 7 novembre 2011 , 215 letture
Siamo alle battute finali». dice Pierluigi Castagnetti riferendosi al governo.

Cosa glielo fa pensare?

«Finalmente anche all'interno della maggioranza si sono resi conto che così non si può andare avanti».

Berlusconi dice di avere i numeri.

«Berlusconi ha trasformato Palazzo Chigi in un bunker. Ne uscirà solo con un voto parlamentare».

Presenterete una mozione di sfiducia?

«Non sarebbe neppure necessaria se ci fosse un numero cospicuo di parlamentari che sottoscriva un documento tale da indurre il presidente del Consiglio a prendere atto che non ha più la maggioranza. Altrimenti servirà una mozione di sfiducia, non c'è dubbio».

Ammettiamo si apra la crisi: e poi?

«C'è bisogno di un governo sostenuto da tutte le maggiori forze del Paese, che coinvolga le migliori energie perché solo così può essere recuperata la credibilità sul piano internazionale. E poi nel 2013 ognuno giocherà la propria parte, e noi con le nostre proposte andremo in competizione con la destra».

C'è chi sostiene che non siano ancora chiare le vostre proposte.

«Lo può dire solo chi non ha seguito il lavoro che abbiamo compiuto fin qui, e comunque Bersani a San Giovanni ha risposto alle accuse stucchevoli di assenza di un'alternativa e ha delineato i nostri contributi molto solidi per una praticabile alternativa di governo».

Non è che le vostre proposte non arrivano perché c'è un coro di voci che non sempre sono in sintonia?

«Il problema è semmai che va riconquistata una unità vera. Oggi diamo per scontata una unità che in effetti non c'è e questo mi fa paura, sia per quando avremo responsabilità di governo sia per quando dovremo affrontare le elezioni».

Cosa intende dire?

«Ho l'impressione che il processo di costruzione del partito si sia come arrestato. La vicenda di Renzi può essere assunta come paradigma della possibilità che nel partito si realizzi un pluralismo interno vero. Non condivido il discorso di Renzi, rabbrividisco quando gli sento dire che berlusconismo e antiberlusconismo sono la stessa cosa perché non coglie il male rappresentato per il Paese da questa stagione berlusconiana. Però sta ponendo la questione di un dibattito più largo, vero e tollerante».

Cuperlo, in un intervento sull'Unità, ha fatto notare che non è normale tentare di scalare un partito dall'esterno.

«Ho apprezzato l'intervento, anche perché Cuperlo non ha demonizzato Renzi. Però il punto non è il tentativo di scalata alla leadership del Pd per vie esterne. La vera domanda che il Pd ha di fronte è un'altra: è scalabile solo per vie interne da uno che può avere anche le migliori idee ma che non viene da una storia di sinistra?».

Lei dice di no?

«Tanti dirigenti del Pd sui territori mi parlano di cose che vanno aggiustate, sono preoccupati perché come cattolici si sentono nei fatti regrediti allo stadio di ospiti e non di padroni di casa. Non si tratta solo della carriera di qualcuno, ma di capire che il Pd deve essere intriso di culture diverse, che devono tutte avere lo spazio che loro compete. Stiamo attrezzandoci per una campagna elettorale ed è bene che non sottovalutiamo problemi che hanno una loro consistenza».

A quella campagna elettorale andrete dopo aver scelto con le primarie il candidato del centrosinistra e con il Pd che sostiene Bersani?

«É prematuro oggi un discorso su primarie e candidati premier se dovremo allargarci anche al Terzo polo. Non precluderei la possibilità di alleanze larghe facendo prima del tempo delle scelte che devono invece essere condivise da tutti i protagonisti».
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commenti

#1  rino foschi, 13/2/2012

Mettetevi il cuore in pace voi democristiani a livello nazionale siete in minoranza renzi è diventato sindaco per le divisioni a sinistra ma non verrà rieletto ha fatto troppi guai.

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