IL PARTITO
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Intervento

Contributo sulla Conferenza sul Partito

Contributo del Circolo "Antonio Gramsci" di Carvico, Sotto il Monte Giovanni XXIII, Villa d'Adda (BG)

pubblicato il 9 novembre 2011 , 188 letture
A seguito di una attenta lettura della Relazione del Segretario, il nostro Circolo territoriale, con la collaborazione di Luigi Carissimi e Luca Pontani membri del Circolo di Pontida, Cisano Bergamasco e Caprino Bergamasco, ha elaborato questo documento di risposta ad alcuni dei diversi temi proposti nella relazione.

Secondo noi, tra i temi principali spiccano: il meccanismo delle primarie, il referendum tra gli iscritti, i rapporti tra partito e amministratori locali, Albi di iscritti e elettori, i rapporti tra partito e società civile, comunicazione, il costo della politica.

Innanzitutto, vorremmo sottolineare una cosa importante: questa riflessione richiesta dal nostro Segretario è in assoluto una novità nello scenario politico italiano, e merita da parte di noi militanti una attenta partecipazione e meditazione.

Detto ciò, pensiamo che noi si debba innanzitutto dare un contributo dettato dalla nostra esperienza di lavoro sul territorio, più che proporre tecniche per l’attuazione.
Dobbiamo cioè porre l’attenzione su questioni pratiche, su ciò che determinate scelte hanno causato, nel bene e nel male, sul come pensiamo si dovrebbe agire per evitare sbagli ed errori, e ovviamente abbiamo anche qualche proposta su come dovrebbero funzionare le segreterie.


PRIMARIE
Le primarie ci piacciono, è indiscutibile. E piacciono anche a chi generalmente non milita o non si iscrive al PD.

Sono una forma di partecipazione fondamentale, che ha un senso, uno sbocco reale e tangibile. Danno a chi vota la possibilità, vera, di poter essere protagonista anche senza impegnarsi in prima persona nella militanza politica.

Le primarie devono essere di due tipologie diverse a seconda del tipo e dell’importanza delle elezioni stesse.

Le elezioni del Segretario Nazionale, devono essere aperte a tutti gli elettori del PD, in quanto l’eletto sarà destinato ad essere anche il rappresentante della coalizione del centrosinistra per le elezioni politiche.

Analogamente dovranno essere aperte agli elettori le primarie per il candidato di circoscrizione oltre che per i candidati a presiedere le regioni, le provincie ed alla carica di sindaco per le città.

Dovranno essere ristrette, invece, ai soli iscritti, le primarie per la scelta dei segretari regionali, provinciali, e di circolo, oltre che, se si ritiene il caso, dei candidati sindaco nei centri minori.

Le primarie vanno sostenute, ma dobbiamo evitare che diventino uno strumento per “spingere” un candidato legato ad una corrente o che ha appoggi “in alto”.

La questione di fondo è la necessità di una azione improntata sulla assoluta trasparenza, sia nel proporre un candidato, sia sulle motivazioni della candidatura.

E’ chiaro che se il PD propone un candidato di coalizione, ad esempio per il sindaco di una grande città, questo candidato deve superare il vaglio dei circoli interessati a quelle elezioni. I circoli in ogni caso devono avere il tempo di analizzare i requisiti di questo candidato grazie all’apporto che la segreteria provinciale fa loro avere in tempo utile, oltre naturalmente alla possibilità di incontri diretti e personali.

Nel caso in cui ci siano più candidati del PD che concorrono alla carica di sindaco, una consultazione all’interno dei circoli, anche tramite primarie, indicherà il candidato per la coalizione, che dovrà avere il sostegno dei non eletti e di chi li aveva proposti, appoggiati e votati.

Un tale candidato, che ha passato il vaglio della maggioranza degli iscritti del territorio, sarà quindi ragionevolmente appoggiato da tutto il PD, perché sarà stato scelto da una maggioranza in piena trasparenza.

Chiaramente, in caso di comuni più piccoli di una città, dove c’è un solo circolo, la questione è diversa e per certi versi più complicata. Infatti, potrebbe accadere che uno stesso circolo si divida su due o più candidati, con il rischio, concreto e pericoloso, che si vadano a formare più liste di area PD per la stessa amministrazione.

I principi della trasparenza e dell’ unità, che a nostro avviso devono diventare regola fondamentale nel Partito, devono guidare le azioni dei responsabili di circolo e degli iscritti tutti.

E’ importante tenere sempre ben presente lo scopo che deve avere un circolo politico, che è quello di includere, non di escludere, e di unire, non di separare, nell’azione politica.

Conseguentemente l’azione del segretario di circolo deve essere al di sopra delle parti, e facilitare lo scambio, il dialogo ed il confronto. Anche in questo caso, le consultazioni tra gli iscritti esprimeranno poi il candidato dell’unica lista PD.

Queste devono diventare regole stabilite di comportamento, sancite nei documenti fondanti, prevedendo anche conseguenze politiche a quei segretari che dovessero usare scorciatoie e/o favoritismi verso questo o quel candidato.

REFERENDUM DEGLI ISCRITTI
Oltre che sulle persone, gli iscritti devono essere chiamati ad esprimersi in merito a scelte alternative su precisi aspetti della linea politica del partito (possibilità a loro non ancora concessa da quando è nato il PD). Il Referendum deve essere quindi di natura consultiva, che indirizzi in modo non rigidamente vincolante gli organismi nazionali, ma che indichi l’espressione della base su determinati problemi.


RAPPORTI CON AMMINISTRAZIONI LOCALI
Un altro grosso problema posto dalla relazione di Bersani, è quello dei rapporti, spesso di “pace armata” fra amministrazioni locali e circoli, che si esprime in una sostanziale indifferenza quando va bene, ma che spesso sfocia in contrapposizioni anche violente.

In sostanza, il candidato sindaco proposto dalla maggioranza degli iscritti, una volta eletto, dovrebbe continuare a fidarsi del circolo, e in alcuni casi anche ad affidarsi. Ed analogamente il circolo ha più possibilità di continuare nella sua attività di appoggio alla lista eletta, facendo da “antenna territoriale” per la Giunta, spesso costretta ad occuparsi quasi esclusivamente di problemi pratici e contingenti.

Se il dialogo continua, ed il principio di trasparenza non viene mai meno, sarà più facile per il sindaco svolgere la sua funzione politica per il bene comune, e per il circolo compiere quelle azioni di collegamento e partecipazione politica per le quali è nato. Quanto detto ovviamente vale anche per gli amministratori.

Ruolo estremamente importante, in tutto questo, è quello delle segreterie provinciali e regionali. La segreteria provinciale, in concerto con quella regionale, non deve mai cessare i rapporti con i circoli interessati alle elezioni amministrative.

In realtà sarebbe buona cosa se, almeno sei mesi prima di ogni scadenza elettorale, le segreterie superiori si facessero carico di istituire un gruppo di appoggio per i comuni interessati. Questo gruppo, coordinato da un responsabile, deve poter analizzare i casi critici in tempo utile, proporre soluzioni, aiutare nelle analisi, magari facendosi aiutare da formatori professionisti, idonei ad analizzare casi e comportamenti.

Inoltre questo gruppo potrebbe essere un valido appoggio in tutte quelle operazioni di formazione delle liste e del loro deposito, spesso difficili ed ostiche.

Altro compito importantissimo del quale dovrebbe farsi carico la segreteria provinciale, è prevedere, per i comuni amministrati da liste PD o civiche di centrosinistra, un organismo idoneo a supportare i problemi tecnici, legali e di rapporti politici che una giunta e un sindaco si potrebbero trovare ad affrontare, specialmente se al loro primo mandato. Questo organismo potrebbe essere formato da ex sindaci, ex amministratori, ex segretari comunali ecc. In pratica si dovrebbe pensare a convogliare le diverse e utilissime esperienze che il territorio può esprimere in appoggio e aiuto di chi opera in quel momento.


ALBI DI ISCRITTI E ELETTORI
E’ già prevista una sorta di sottoscrizione in qualità di “elettore del PD” in caso di primarie “allargate, e pensiamo che questo sia sufficiente. Secondo noi le Primarie devono essere un’apertura e non una cosa esclusiva, cioè che esclude, invece di includere, e un eccesso di burocrazia può dare la sensazione di esclusione, di élite, di casta, assolutamente da evitare.


RAPPORTI CON ORGANIZZAZIONI APARTITICHE, ASSOCIAZIONI, MOVIMENTI
Spesso i fini sociali e civili di molti movimenti e organizzazioni che si proclamano apartitici, sono gli stessi di alcuni partiti, tra cui il PD. Ma, stranamente e secondo una logica molto in voga oggi, questo non viene quasi mai riconosciuto.
Proclamarsi sganciati da ogni partito viene visto come una cosa positiva e giusta, mentre perseguire gli stessi fini militando in un partito viene considerato “di parte”, negativo, opportunista.

E’ l’”antipolitica”. E’ il pensiero corrente, secondo il quale fare politica significa essenzialmente perseguire fini personali e non comuni.

Come può fare un partito che, come il PD, vuole essere permeabile, partecipante, con “un rapporto cioè di affiancamento e collaborazione con movimenti democratici e civici, che pretendono politicità senza per questo pretendere di sostituirsi alla politica.”, a sperare di riuscire a collaborare con questi movimenti? Affiancandoli senza “usarli”.

Proprio come fatto nelle occasioni degli ultimi referendum, ad esempio. Purtroppo ci vorrà molto tempo prima che questa distanza tra politica e società torni ad essere colmata da rispettive collaborazioni.

Non ci sono, pensiamo, ricette facili, ma solo comportamenti idonei, che con il tempo medicheranno questa ferita della società e della democrazia. E creare condizione per riprendere il dialogo, ed il confronto.

L’essenziale è che il PD non continui ad apparire fragile, sempre in procinto di dividersi, a dar voce e corpo ai distinguo ed ai personalismi inutili oltre che dannosi alla causa comune.


COMUNICAZIONE
La comunicazione è di fondamentale importanza, è alla base di ogni tipo di relazione, soprattutto politica, e deve essere capace di vincere l’indifferenza . Oggi purtroppo, la comunicazione più articolata e complessa, necessaria per far arrivare le nostre proposte ai cittadini, non coglie nel segno.

La comunicazione, per essere efficiente, deve avere una strategia, e deve basarsi su una organizzazione precisa e capillare. Deve essere incisiva, puntuale, riconoscibile, chiara, nonché in grado di creare un filo conduttore tra nazionale e locale.

Manifesti, volantini, cartoline ecc., devono avere il medesimo aspetto di base. Tutto il materiale deve avere lo stesso logo del PD nel medesimo posto, deve avere gli stessi colori di sottofondo e il medesimo spazio per le parole da riportare, che variano a seconda del messaggio da dare.

Le parole devono essere scritte con il medesimo carattere. Riteniamo che non debba essere usato troppo colore, per facilitare eventuali stampe eseguite in economia con stampanti “casalinghe” per materiali utili ai singoli circoli per organizzazioni di eventi particolari.

Le stampe dei materiali per le campagne nazionali, preparati dal nazionale con tali modalità, devono essere eseguite dalle segreterie provinciali con l’apporto economico dei circoli interessati. La stampa in grandi quantità costa molto meno di tante singole stampe di minor numero, e i circoli che hanno più possibilità economiche possono dare un po’ di più se fosse il caso.

Un esempio di mala comunicazione è l’arrivo tardivo di materiale per le campagne nazionali.


COSTI DELLA POLITICA
Altro argomento importante è quello riferito ai costi della politica. Ovviamente il populismo ha fatto molti danni anche su questo.

Riteniamo che lo studio promosso dal PD per stabilire le medie europee sia positivo e utile in prospettiva, ma nell’immediato non ci aiuta.

Dare un segnale forte da subito sarebbe utilissimo.

Ad esempio, si potrebbero “incoraggiare” i deputati PD che ricoprono una doppia carica, a rinunciare a una delle due. Del resto il nostro Codice Etico parla chiaro: Art. 2 lettera b) “ assolvere con competenza, dedizione e rigore le funzioni ricoperte, senza cumulare incarichi che precludano di svolgere compiutamente la responsabilità affidata, evitando in particolare, di: sommare più funzioni monocratiche interne al partito; assumere o ricoprire contemporaneamente più cariche istituzionali elettive”.

Non sono molti, poco più di una decina, ma sicuramente sarebbe un bel segnale.

Analogamente, unitamente alla proposte PD già presenti in Parlamento, e che il partito deve aver cura di pubblicizzare al massimo ai cittadini, rivolte ad una drastica riduzione dei parlamentari, e all’obbligo, per un parlamentare eletto di sospendere il proprio lavoro o professione, proponiamo come circoli di diminuire significativamente gli emolumenti economici destinati ad ogni parlamentare.

Proponiamo, quindi, di agganciare tali emolumenti alle medie dei compensi, parametrizzandoli a indici e standard legati al benessere del paese.

Noi, che dobbiamo agire sul territorio, cercare di far passare le scelte del partito come proiettate verso il bene comune, veniamo enormemente penalizzati dalla mancanza di azioni come quelle descritte.

Noi dobbiamo sentirci sempre in grado di poterci “mettere la faccia” senza alcuna remora o timore. Siamo in genere conosciuti, sul nostro territorio, svolgiamo lavori e professioni, e abbiamo una credibilità da difendere.

I vertici dovrebbero considerare questo aspetto, perché tramite noi passa l’immagine e l’opera del partito verso il territorio, ed è quindi importante che noi stessi si sia convinti che l’azione svolta dai vertici nazionali sia sempre trasparente nelle intenzioni e comunque proiettata verso il bene comune e, in senso contrario, deve però poter arrivare ai vertici, sempre tramite noi, l’eventuale malessere dello stesso territorio e della base.

In conclusione, riteniamo che la Conferenza, l’idea stessa di averla programmata, i presupposti per i quali è stata proposta, siano estremamente importanti.

La Conferenza può realmente dare inizio alla svolta che in molti stiamo da tempo aspettando, nella speranza che tutti gli esponenti delle segreterie, i deputati, i senatori, riescano a coglierne l’importanza e le opportunità che offre, così come noi dei circoli riteniamo di averlo fatto rispondendo all’invito del Segretario Pierluigi Bersani.
Carvico, 13 ottobre 2011
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