IL PARTITO
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Intervento

Contributo alla Conferenza per il Partito

Contributo del Pd del Comune di Venezia

pubblicato il 17 novembre 2011 , 192 letture
Documento licenziato dall’Assemblea comunale del Partito Democratico di Venezia il 10 novembre 2011.
Un partito per il lavoro, per i giovani, per le donne, per un Italia veramente democratica.

Il partito democratico della città di Venezia ha inteso discutere e confrontarsi sulla relazione del segretario nazionale Bersani che ha aperto il percorso verso la Conferenza sul partito.

Abbiamo partecipato sin qui ad esercitare un diritto che ogni iscritto al PD rivendica e persegue: poter discutere su come migliorare la nostra politica, il nostro progetto, la nostra proposta nel confronto con i problemi del Paese.

La scelta di aderire ad un partito deve essere richiamata quale scelta importante verso il bisogno di una società democratica nella quale l’esercizio dei diritti costituzionali è il primo valore da salvaguardare.

La Carta costituzionale è oggi l’atto fondamentale che riconosce cittadinanza in un paese democratico, ed è il continuo attentato ai valori contenuti in essa che ha portato al deperimento della nostra democrazia.

Conveniamo quindi che l’aver scelto di chiamarci Partito Democratico ha consegnato a tutti noi che vi aderiamo uno straordinario progetto per l’Italia, un progetto che intende difendere i valori della democrazia attraverso l’esercizio democratico nella forma partito.

Non siamo però un partito che si pone un limite di vedute, il nostro orizzonte politico guarda all’Italia come realtà nella realtà e come realtà delle realtà: l’Europa è la realtà nella quale il nostro paese deve lavorare per costruire regole democratiche di condivisione dei diritti e dei doveri, è la realtà dove il nostro partito deve esercitare la sua capacità politica di proporre ed indirizzare le scelte per lo sviluppo e per il progresso della società aperta al mondo; i territori diversi del nostro paese sono le realtà dell’Italia dove il PD deve stare con i suoi iscritti, con la sua organizzazione per guidare la crescita delle idee e delle persone, dei pluralismi virtuosi e delle nuove generazioni di democratici.

Il PD ha dunque una vocazione, dalla sua nascita: di riformare e far progredire la politica e quindi ogni singolo individuo, guardando al coinvolgimento del maggior numero di persone nel compimento delle sue scelte, nelle proposte dei suoi amministratori.

Per questa sua fondamentale modernità il PD non può non interrogarsi se e come la società guarda alla politica e ai partiti ben sapendo che nessuna democrazia matura nel mondo ha rinunciato a una funzione dei partiti ma cresce sempre più la dimensione di società che vuole diventare protagonista delle scelte per il suo futuro, attraverso forme di partecipazione diretta; queste mettono in difficoltà il modello rappresentativo ma solo perché questo è debole e ha trovato nel suo deperimento il “leaderismo” come alternativa.

Il tema della relazione tra leadership e collettivo è quindi il tema di domani e lo si deve affrontare riportando in rapporto la democrazia rappresentativa con i movimenti democratici e civici, coinvolgendo, per far questo, le elettrici e gli elettori anche con diverse metodologie di democrazia diretta e/o partecipata, già consolidate e verificate nelle esperienze di diversi paesi europei.

E’ quindi il PD un moderno partito popolare e riformatore in viaggio, consapevole della sua funzione unificante.

Il PD deve essere per questo naturalmente aperto agli elettori e in costante sintonia con loro.

Le primarie sono state e sono straordinario strumento per coinvolgere gli elettori sulle scelte delle persone che rappresenteranno il partito nelle istituzioni, utilizzandole per accompagnare le persone al progetto. Non solo quindi un modo per far scegliere ma un azione che alla base deve avere il giusto confronto sul progetto/programma politico nel territorio a garanzia che qualsiasi scelta fatta dall’elettore con le primarie consegni al confronto elettorale e quindi alle Istituzioni persone leali, coerenti, corrette e radicate.
Quindi per il PD di Venezia le primarie sono strumento fondamentale per la scelta di tutte le cariche monocratiche elettive (sindaco, presidente di provincia, presidente di regione, presidente di circoscrizione/municipalità, ecc.) e anche per la scelta dei candidati parlamentari.

L’esigenza di preservare le primarie come patrimonio dell’elettore ha fatto emergere l’opportunità di dotare il Partito Democratico di un albo degli elettori al quale ci si possa iscrivere per partecipare alla consultazione: riteniamo sia da cogliere come opportunità, da costruire con le dovute accortezze, segnalando in particolare l’esigenza che non si diminuisca, con la presenza di questo strumento, la dimensione del tesseramento.

Sul fronte delle scelte di rappresentanza interna riteniamo che queste debbano necessariamente essere affidati agli iscritti. Se il PD vuole ribadirsi strumento di esercizio della democrazia, e quindi confezionare la posizione politica per lo sviluppo ed il progresso, nei territori così come nel paese, si deve guardare al confronto interno come ad un obiettivo da raggiungere lì dove non è ancora realizzato e da preservare lì dove già è realtà.

Chiaramente non si può pensare che ciò sia facile ma la sfida di accettare il pluralismo come risorsa e agente fertile per il dibattito passa attraverso il ruolo attivo dell’iscritto al partito, perché solo l’incontro vero tra persone contribuisce alla crescita generale. Rendere agibile il partito nelle sue diverse articolazioni al maggior numero di persone è straordinariamente importante purchè questa partecipazione non diventi evento ciclico o estemporaneo solo in occasione dei congressi. La possibilità di scegliere i propri rappresentanti per la conduzione del partito è sicuramente tra i più importanti strumenti concessi all’iscritto per partecipare alle scelte e deve essere valorizzata.

Ai congressi degli iscritti quindi si affidano l’elezione degli organismi tutti del partito.

L’elezione del segretario nazionale del Partito Democratico, sia per la sua funzione di rappresentanza generale che per la sua esposizione esterna, si ritiene però una responsabilità che non può essere intesa come rivolta solo al corpo degli iscritti, perché poi vive quotidianamente sotto i riflettori di una battaglia che coinvolge l’opinione pubblica nazionale, e perché può avere dei tratti unificanti in un Paese che di questo ha assolutamente bisogno.

Anche alle primarie quindi l’elezione del segretario nazionale.

La credibilità del Partito Democratico deve diventare uno dei suoi punti di forza e non pensiamo oggi di essere in grado di affermare che siamo sempre e completamente credibili: serve per affermarlo dimostrarsi innanzitutto coerenti tra proposta e azione, evitando le liturgie e le tattiche slegate dall’obiettivo politico, e sobri nella gestione delle risorse economiche a disposizione della politica, pur necessari, giungendo al loro massimo contenimento.

Serve quindi una tenace difesa dell’idea che a tutti, in questo Paese, possa essere permesso di fare politica e che questa debba trovare quale luogo ideale per essere praticata e praticabile la forma partito, così come indica la Costituzione all’art. 49.

Aderiamo quindi convinti alla proposta di dare forma di legge a questo dettato costituzionale.

Diventa importante sempre nell’ottica di rinforzare l’autonomia dei territori dare la possibilità agli stessi di avere non solo autonomia nel scegliere i propri rappresentanti e la propria rappresentatività all’interno delle Istituzioni ma soprattutto garantire loro l’azione politica.

Per questo dobbiamo rafforzare l’autonoma responsabilità economica, organizzativa e politica dei nostri livelli territoriali del partito.

Si conviene nel proporre che la rappresentanza territoriale trovi diretta espressione negli organi dirigenti nazionali attraverso il principio per cui una quota consistente degli organismi ad ogni livello (nazionale, regionale e provinciale) debba essere espressa direttamente dalle organizzazioni dell’ambito territoriale sottostante.

Occorre poi rispondere all’esigenza di consolidare il rapporto tra l’organizzazione nazionale del partito e organizzazioni territoriali e tra partito e amministratori locali.

In riferimento al rapporto tra l’organizzazione nazionale del partito e organizzazioni territoriali si possono ritenere tutte buone pratiche quelle avviate fin qui e si condivide che continui il lavoro comune fra dipartimenti, forum, gruppi parlamentari e gruppi consiliari regionali.

Manca però un coinvolgimento diretto, a nostro parere importante, tra il livello nazionale e le segreterie provinciali e comunali dei capoluoghi di provincia, ambiti che attraverso le politiche degli enti locali, oggi più che mai, formano la proposta politica più generale e maggiormente percepita dall’elettore.

Si chiede quindi di istituire un appuntamento periodico che veda a confronto la segreteria nazionale con i segretari provinciali e delle città capoluogo di provincia.

Per il rapporto tra partito e amministratori locali si riconosce l’importanza di intensificare la condivisione di esperienze e proposte politiche territoriali elaborate di conseguenza alla linea politica nazionale specializzando la funzione dei forum e svolgendo almeno una conferenza degli amministratori nel corso dell’anno.

Come detto sopra il protagonismo dei territori nel scegliere la propria classe dirigente è un viatico che permette anche di rinnovare. Occorre essere consapevoli che si può rimanere moderni solo se si vive il proprio tempo e lo si vive per costruire ciò che sarà la società.

Abbiamo bisogno di coinvolgere le donne e i giovani, per i quali diciamo di fare molto, e forse facciamo più degli altri, ma ciò non basta.

Da un lato occorre guardare al partito e alla sua attività affinché tale coinvolgimento possa diventare concreto dall’altro serve determinazione politica verso l’esterno perché donne e giovani diventino protagonisti della società in ogni suo ambito.

Se vogliamo essere fino in fondo partito di progetto non possiamo prescindere dalla presenza delle donne e dei giovani.

In particolare le donne e i giovani devono potersi misurare sempre di più con responsabilità di direzione politica.

Occorre accompagnare i territori perché possano investire sulla formazione politica dei giovani innanzitutto e favorire la presenza di competenze nei ruoli amministrativi.

Ai giovani e alle donne dobbiamo anche risposte sul tema del lavoro, oggi forse la più preoccupante delle situazioni nel nostro paese.

Il lavoro deve essere il tema principale del nostro dibattito, consapevoli che lo si deve declinare assieme alle parole sviluppo ed economia. Ciò significa che si deve guardare all’opportunità delle riforme, tutte, e scrollare dalle spalle dell’Italia il conservatorismo ed il centralismo del centrodestra.

Serve quindi un’azione energica del PD, in tutti i suoi livelli organizzativi e nelle Istituzioni, per far vivere gli italiani un futuro migliore, un futuro europeo, costruendo la propria azione politica verso il lavoro, i giovani, le donne.

Miglioriamoci per migliorare l’Italia, miglioriamoci per il bene dell’Italia.
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