Intervento
Il nuovo ruolo del Partito
Contributo del Circolo Pd di Città della Pieve (PG)
pubblicato il
24 novembre 2011
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Vogliamo cominciare col dire che ci siamo trovati a fare la Conferenza sul Partito in un momento molto difficile sia della politica che della democrazia italiana: grave crisi economico-finanziaria-occupazionale, Presidente del Consiglio dimissionario, rischio di default economico, derisi dall’Europa e dal mondo, con la finanza che decide i governi mondiali e le politiche nazionali di ogni Stato ed ha preso il comando, scalzando la politica dal ruolo che gli compete di guidare i popoli e guarda re al futuro con idee per migliorare la società.
Ecco perché in tale occasione le domande che ci siamo fatti erano molte e rispecchiavano un clima di incertezza: ma è il momento di parlare di noi stessi, della nostra organizzazione oppure significa guardare altrove mentre in Italia e nel mondo succede di tutto ed i problemi della gente sono altri e tanti? I tempi del Partito sono troppo diversi dai tempi della società, che va veloce e non aspetta le nostre discussioni? Una risposta a queste domande potrebbe essere che sicuramente il nostro è ancora un partito giovane ed ha bisogno di essere “revisionato” in modo da essere pronto ad affrontare le sfide che gli si pongono davanti e che non saranno certo facili. Inoltre in questi anni il PD ha agito molto bene, riuscendo ad imporsi come primo partito italiano, credibile ed alternativo a questo centro-destra, anche perché ha lavorato proponendo delle risposte concrete e giuste su ogni singola problematica del nostro paese per ricostruire l'Italia di domani.
Ma il nostro obiettivo è anche quello di costruire il nostro partito e rivalutare il suo ruolo ed il ruolo della politica nella società, solo così potremmo mettere radici nel paese, essere rappresentativi scegliendo di tutelare degli interessi più di altri, soprattutto le classi più svantaggiate ed a rischio emarginazione.
Il PD ha le idee, il programma, le persone giuste per vincere e governare questo paese,il momento è quello giusto, la gente vuole cambiare, starà a noi dimostrare che siamo un'alternativa valida, che può fare molto per questo paese anche in situazioni difficili.
Non pensiamo alle alleanze, quelle verranno e devono essere chiare e certe per creare stabilità, ma piuttosto pensiamo a tutte quelle persone indecise o deluse dalla politica e dalle istituzioni che non andranno a votare, sono loro quelli da convincere a cui spiegare che si può dare fiducia al PD ed alle sue proposte. Penso che la classe dirigente del PD dovrà seguire nelle sue attività e nella sua politica le tre parole sottolineate dal nostro segretario Bersani nel suo intervento chiaro ed entusiasmante della manifestazione del 5 novembre a Roma: fiducia, verità, equità.
Quindi anche se presi da tante questioni, abbiamo accolto la Conferenza sul Partito come uno strumento utile per parlare di nuovo di politica e della società e soprattutto contattare tutti i nostri tesserati e simpatizzanti, perché più che mai abbiamo bisogno di ridare visibilità alla nostra azione politica nel territorio e coinvolgere più persone possibili in questo grande sogno che è il Partito Democratico.
Ruolo del partito:. La politica è diventata agli occhi della gente INUTILE, cioè non decide e non da più risposte ai cittadini i quali non si fidano più di nessuno, si sentono delusi, arrabbiati, impotenti e sono spinti dall'antipolitica a mobilitarsi solo contro e non per qualcosa. Anche il partito non svolge più un ruolo centrale nella società come un tempo, anzi in un mondo sempre più individualistico in cui si mettono in primo piano i propri interessi a discapito del bene comune.
Quindi occorre ridare fiducia e forza alla politica con idee e valori per dare risposte concrete ai cittadini. Oggi il partito non deve diventare proprietà di qualcuno, non ci deve essere l'identificazione di un partito con il suo leader che lo fa suo, mettendo il nome nel simbolo e lo gestisce come un padre-padrone. Il partito è fatto dai suoi iscritti, dai militanti e da chi lo vota, i leader passano ma i valori, gli ideali, i programmi rimangono e sono più importanti di qualsiasi leader.
Bersani ha parlato di unità e pluralismo all'interno del partito, quindi fermo restando la presenza di varie anime - in quanto partito nato proprio dal “compromesso” tra due ideologie – le discussioni non devono portare alla disgregazione del Partito, ma ci sia una sintesi delle varie idee e culture soprattutto sulle strategie politiche per governare il nostro paese. Si deve essere fedeli al Partito e non al capo corrente. Non pensiamo a come deve essere questo partito se “pesante” o “leggero”, sappiamo che per lavorare bene ci deve essere un'organizzazione ed un coordinamento, che serve per rendere possibile veicolare i progetti ai cittadini, ma ricordiamoci che il partito è fatto prima di tutto da persone e tutto dipende dalla passione e dall'impegno di coloro che ci credono e devono agire di conseguenza.
Ruolo degli iscritti e formazione: i cittadini in questo nostro tempo vogliono poter partecipare per contare e pretendono di essere ascoltati per affermare i propri diritti. Quindi gli iscritti del PD devono essere coinvolti nelle decisioni del partito, in ogni fase, non basta portargli la tessera una volta all'anno o chiedere il voto quando serve. Molto spesso questo coinvolgimento è solo di facciata, perché si chiede il loro intervento solo quando le decisione sono già state prese dai soliti noti e la fiducia viene meno. Infatti, è sempre più difficile fare il tesseramento – che è fortemente calato anche nelle nostre piccole realtà e l'età media dei tesserati è alta – questo perché purtroppo c'è delusione e sconforto anche in chi le tessere deve andarle a fare e non si riesce a fare coinvolgere le nuovi generazioni che possano essere il futuro del partito.
La classe dirigente del Partito Democratico – soprattutto quella futura – deve avere competenze adeguate, quindi è fondamentale l'aspetto di una formazione valida e strutturata che contribuisca a preparare coloro che andranno a rappresentare i cittadini italiani sia in Parlamento che nelle amministrazioni locali e che dovranno essere in grado di rispondere ai cittadini sulle questioni che li riguardano. La formazione e la conoscenza servono anche per prevenire casi di corruzione, malaffare o cattiva gestione di dirigenti e amministrazioni del Partito.
Primarie: fermo restando che un partito che funziona deve prendersi la responsabilità di scegliere la propria classe dirigente più competente, è appurato che la gente vuole intervenire direttamente sia sui grandi temi che costituiscono l'agenda del PD che nella scelta degli organismi dirigenti, quindi ben venga l'utilizzo delle primarie come strumento prezioso per la scelta dei coordinatori di circolo, comunali, provinciali, regionali e nazionale, nonché dei sindaci, ecc, certo l'uso di questo strumento dipende anche dalle realtà territoriali, ma il punto da sottolineare è che non dovranno esserci più elezioni degli organi dirigenziali del partito con un solo candidato.
Naturalmente nelle primarie di coalizione deve esserci un solo candidato del PD, altrimenti non siamo credibili e per garantire una partecipazione più trasparente pensiamo ad un metodo di registrazione dei partecipanti che devono dichiarare di essere elettori del PD. Se per le prossime elezioni la legge elettore “porcellum” restasse la stessa, il PD dovrà dare il buon esempio, dando la possibilità agli iscritti di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento, che si sentiranno più responsabilizzati verso coloro che li hanno scelti e rappresenteranno meglio un territorio.
Una proposta che ci sentiamo di avanzare riguarda la possibilità che il Segretario del partito potrebbe anche non essere il candidato Premier, se con sguardo lungimirante e senso di responsabilità riuscisse ad individuare un possibile candidato in grado di ricoprire degnamente il ruolo di premier.
Rapporto tra partito e amministrazioni locali, ribadita la reciproca autonomia ed il ruolo diverso che ricoprono, il rapporto tra il partito e l'amministrazione deve essere più stretto, il primo deve guardare al futuro e dare le linee direttive sostenendo la seconda nella gestione della cosa pubblica e nei rapporti con i cittadini, ai quali devono essere date delle risposte e delle spiegazioni in tempi brevi. Inoltre si deve lavorare affinché gli eletti abbiano un ruolo più attivo all'interno del partito, partecipandone alle attività.
Costi della politica In tempi di crisi è logico fare dei sacrifici, partendo però da chi ha di più e non sempre dagli stessi, prima di arrivare alle pensioni, pensiamo - senza populismo - ad abbassare i costi della politica ed i privilegi di pochi. Questo dei costi della politica è un tema che tocca la pancia dei cittadini, combattendolo si ridà credibilità alla politica e si abbatte l'antipolitica. L’Albo dei Sostenitori a livello nazionale, provinciale, regionale e locale è un buon esempio di autofinanziamento trasparente del Partito.
Temi etici-morali, su questi argomenti ci deve essere una discussione sempre nel segno della laicità e nella libertà di coscienza di ognuno, con la convinzione che dare più libertà a chi le merita non la toglie agli altri. Per i grandi temi come le coppie di fatto, la procreazione assistita, il testamento biologico discutere, ma sempre tenendo presente la libera scelta di ogni essere umano.
Nuovi metodi di comunicazioni occorre raccontare gli effetti del Partito nella società, ma farlo con i metodi tradizionali (volantinaggio, assemblee pubbliche) non riesce a raggiungere la “massa” e soprattutto le nuove generazioni che non sono attirati dal vecchio modello di partito.
La rete ed i nuovi mezzi di comunicazione sono strumenti fondamentali per osservare la realtà che ci circonda e capire le nuove generazioni, attraverso di esse. E si possono veicolare le proposte del PD con parole chiare e semplici che possano ridare fiducia e speranza.
In questa ricostruzione quindi le parole chiave che vogliamo sottolineare sono: FORMAZIONE e COMUNICAZIONE. Rendiamo decisivo il ruolo di ogni iscritto, militante, simpatizzante affinchè ognuno di loro conti veramente nelle scelte e si riconosca nelle politiche del partito, dobbiamo rendere solida la nostra organizzazione, valorizzare i momenti di confronto e le occasioni di scambio. Vogliamo finire citando una frase molto incisiva e condivisibile dell'Europarlamentare Debora Serracchiani "Dobbiamo indignarci ma ancora di più dobbiamo impegnarci: ognuno nel suo ruolo, ognuno nella sua vita per cambiare questo Paese”. Tutti insieme possiamo farlo, non aspirando ad essere uomini di successo, ma uomini di valore.