Intervista

Fassina: "non c'è equità" Nella manovra ci sono misure che noi sosteniamo ma va fatto di più per welfare e crescita

M.Teresa Meli - Corriere della Sera

di Stefano Fassina,  pubblicato il 6 dicembre 2011 , 1946 letture
Question Time con Stefano Fassina  Question Time con Stefano Fassina
"Sulle pensioni intervento brutale"
Fassina, che cosa pensa di questa manovra? 
«Ritengo che sia necessaria sul piano politico. Serve al nostro governo e quindi all`Italia per andare a Bruxelles e cambiare una linea economica sbagliata, che rischia di mandare a picco il nostro Paese e l`Europa. E' la linea portata avanti dai governi conservatori tedesco e francese, impostata sull`ossessione dell`austerità, senza nessuna strategia per la crescita».

E nel merito, qual è il suo giudizio? 
«Cominciamo dagli aspetti che mi convincono.
Certamente è positivo che si torni a essere attenti all`economia reale. Nella manovra sono contenute misure di politica industriale che noi abbiamo sempre sostenuto.
Ma ci sono altri punti che non vanno bene. Il primo è l`intervento brutale sul pensionamento di anzianità, che non distingue tra lavoratori che si trovano in condizioni molto diverse. Comporterà degli effetti pesantissimi sulla vita delle persone. C`è poi il blocco dell`indicizzazione sopra i 960 euro lordi. E' un punto che per noi va rivisto.
Non si può non tener conto che in questo modo ci sarà gente che non arriverà alla quarta settimana. E questo non va bene: non è coerente con il principio di equità».

Si dice equità per non cambiare niente? 
«Non è così. Non dimentichiamoci che la stagione del governo Berlusconi, a livello di equità, non è finita pari, ma è finita quattro a zero. I lavoratori hanno già pagato prezzi pesanti prima, non si può non tenerne conto».

Il governo ha deciso di tassare i capitali scudati.
«E' un fatto sicuramente positivo, ma è un intervento timido. Chi ha evaso e poi regolarizzato un milione di euro ne pagherà quindicimila, la stessa cifra che perde annualmente un operaio che ha lavorato duramente per quarant`anni e che viene bloccato per cinque, sei anni nel suo progetto di vita».

Che cosa manca nella manovra? 
«È debole il capitolo 110 della lotta all`evasione. Il limite di mille euro per la tracciabilità è il doppio di quanto hanno proposto le rappresentanze delle imprese a settembre. E soprattutto non c`è nulla per il welfare dei giovani e delle donne».

Il Pd ha paura delle reazioni dei suoi elettori? 
«È diverso: noi ci facciamo carico delle domande di milioni di lavoratrici e lavoratori, di giovani e meno giovani, che non riconoscono l`equità necessaria in questo pacchetto di misure economiche. Da questo punto di vista . guardiamo con preoccupazione allo scavalcamento da parte del governo delle parti sociali, che hanno sempre dimostrato di farsi carico del problemi del Paese. Questo cortocircuito democratico non aiuta il Paese. Perciò mi auguro che il governo incontri le parti sociali durante il passaggio della manovra in Parlamento».

Passaggio fulmineo: pare che Monti chieda la fiducia.
«Spero che non sia un passaggio parlamentare di maniera e mi auguro che il governo ascolti le proposte del Parlamento. Sull`interlocuzione con le forze sociali e sul rapporto con il Parlamento si gioca la credibilità del governo Monti».

Comunque voi voterete questa manovra.
«Noi ci assumeremo le nostre responsabilità. Pdl e Lega hanno portato l`Italia a un centimetro dal baratro. Ora, è fondamentale che questa manovra consenta a Monti di spostare la signora Merkel su una politica economica diversa. Già, la manovra è necessaria, ma non sufficiente, perché se la linea continua a essere quella del governo tedesco le misure contenute nel decreto non rimetteranno in pista né l`euro, né l`Italia. La Merkel sta portando l`Europa a sbattere».
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