Comunicato stampa

Pensioni, Damiano: bene Monti, adesso si passi ai fatti

Cesare Damiano, capogruppo Pd in commissione lavoro della Camera.

di Cesare Damiano,  pubblicato il 29 dicembre 2011 , 591 letture
"La domanda che ieri abbiamo posto al presidente Monti sulle pensioni ha trovato oggi una prima risposta nella conferenza stampa. Il presidente del consiglio si e' riferito agli effetti prodotti dalle misure sulle pensioni e ha sottolineato la necessita' di un intervento di tutela per i lavoratori che resteranno senza lavoro e senza pensione e ad altri casi di analoga criticita'. Era quello che avevamo richiesto; adesso si tratta di passare dalle parole ai fatti". 
"Molti ritenevano che il tema della previdenza dovesse considerarsi archiviato - ha proseguito Damiano -. Per noi non e' cosi' e il nostro obiettivo rimane quello di risolvere i problemi rimasti aperti a seguito della riforma. Abbiamo fatto bene a disturbare il manovratore e lo aiuteremo ad apportare le giuste correzioni per rendere la manovra sostenibile sotto il profilo della equita' sociale, senza metterne in discussione l'impianto complessivo. 
Su questa strada proseguiremo portando le nostre proposte di correzione sulle penalizzazioni dell'assegno pensionistico, sulla tutela di chi non ha piu' il lavoro e sulla esigenza di maggiore gradualita' nell'ingresso nel nuovo sistema per quanto riguarda le pensioni di anzianita'. Anche sul mercato del lavoro avanzeremo le nostre proposte escludendo un intervento sull'art. 18".
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commenti

#4  vik fer, 12/1/2012

da tempo sono "stato" elettore del PD , con la riforma monti delle pensioni i "soliti" sono stati nuovamente fregati ... ora aspettiamo la fase 2 ma il mio voto e quello della mia famiglia ve lo potete dimenticare...la smania di far cadere il governo del cavaliere vi ha traditi, la vostra acquiescenza a monti avra' l'unico risultato di far vincere di nuovo berlusconi..

#3  DANILO C., 7/1/2012

essere fregati da Berlusconi era logico, ma vederci fr...ti anche da Bersani a braccetto con quello, non è bello nè tollerabile

#2  pietro zucconi, 2/1/2012

la storia infinita della classe 1952. Dopo la riforma Dini, la classe 1952 ha sempre rincorso l'obiettivo della quota. quando erano necessari 58 anni di età ne aveva 57, quando erano necessari 59 ne aveva 58, e così via. Finalmente nel 2012 arriviamo ai 60 anni ma le quote non ci sono più. Sono necessari 42 anni. A gennaio 2012 avevo quota 99,50 con previsione di pensionamento febbraio 2013. Con Fornero devo attendere 42 anni + 6 mesi di aspettativa di vita. PENSIONE MARZO 2015. Ancora +2 anni. Rendiamo più graduale questo iniquo scalone che a pochi giorni dalla maturazione della pensione é veramente difficile da digerire. Mi ritengo comunque fortunato perché ho sempre il posto di lavoro che purtroppo dovrò lasciare più tardi ad un giovane che aveva bisogno di crescere professionalmente e di lavorare più di me.

#1  Luigi Severi, 31/12/2011

Faccio una proposta in linea con la tesi della flessibilità, da tempo sostenuta dal P.D., per i pensionamenti. Le esigenze dei lavoratori sono diverse: senza entrare nel dramma di chi ha la prospettiva di vivere un periodo, anche lungo, senza pensione e senza stipendio, per cui qualcosa andrà obbligatoriamente studiato, mi limito a considerare che a 60 anni c'è chi è stanco di lavorare e vorrebbe cambiare vita e c'è invece chi, anche a 65 anni o più, lavora ancora volentieri. C'è anche chi ha bisogno o desiderio di avere entrate più alte e c'è chi riuscirebbe a gestirsi con meno soldi, in cambio di più tempo per sè. Dunque, a chi nel 2012 avrà almeno 60 anni d'età e almeno 35 anni di contributi potrebbe essere concessa una doppia possibilità: o pensionarsi con le regole introdotte dalla riforma Monti-Fornero, oppure con le quote avendo, in quest'ultimo caso, la pensione interamente calcolata con il sistema contributivo che porterebbe alla riduzione dell'assegno pensionistico del 20-25%, però con il vantaggio di smettere di lavorare cinque e più anni prima e di non doversi sentir dire che la sua pensione è pagata da qualcun altro.

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