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Damiano:Welfare e crescita così la macchina può ripartire

Ormai tutti convengono circa la necessità di affrontare come tema prioritario quello della occupazione e degli ammortizzatori sociali, considerato il periodo di recessione al quale stiamo andando incontro.

di Cesare Damiano,  pubblicato il 30 dicembre 2011 , 642 letture
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Il tema dell`articolo 18
pare finalmente archiviato. Il ministro Fornero
ha dichiarato nei giorni
scorsi: «non ho in mente
nulla di particolare sull`art.
18....Sono stata ingenua. I giornalisti sono bravissimi a
tendere trappole e io ci sono
caduta». Apprezziamo l`onestà
intellettuale e andiamo
oltre. I dati di Confindustria
debbono rappresentare
un ammonimento per tutti: si
parla di circa 800 mila lavoratori
che potrebbero perdere
l`impiego nel corso del 2012.
Anche se il primo tempo del
governo Monti può considerarsi
concluso, alcuni problemi
sono ancora rimasti aperti,
come quello relativo al sistema
pensionistico. 

Il primo riguarda
le penalizzazioni dell`importo
della pensione per i
lavoratori che usufruiranno
della anzianità conseguita con
i 42 anni di contributi. Su questo
tema il governo ha accolto
un ordine del giorno, di cui
sono primo firmatario, sottoscritto
da tutti i partiti che
sostengono l`esecutivo, che
chiede la cancellazione di questa incomprensibile penalità a
carico dei lavoratori cosiddetti
"precoci". Questo impegno
deve essere onorato dal governo
perché altrimenti si può
generare il sospetto che anche
in questo caso ci troviamo di
fronte ad atteggiamenti
opportunistici, quelli che di
solito vengono imputati_ alla
classe politica e che non ci
aspettiamo da un "governo di
professori": vale a dire accettare
in modo strumentale gli
ordini del giorno per non
avere problemi in Parlamento,
per poi metterli nel dimenticatoio. 

Noi ci batteremo affinché
alle parole seguano i fatti e, se
come ha dichiarato Monti,
non ci sarà spazio nel "milleproroghe"
per trovare aggiustamenti
alla manovra, dovremo
individuare tempestivamente
altre soluzioni legislative.
Così come va risolto il problema
dei lavoratori rimasti
intrappolati a causa della cancellazione
delle cosiddette
"quote Damiano" (96 nel 2012
e 97 nel 2013), i quali rischiano
di dover aspettare il
momento della pensione per
altri 5 o 6 anni. Si tratta di persone
che si sono licenziate o
che sono state convinte a licenziarsi
perché prossime al pensionamento
e che adesso si trovano
senza stipendio, senza
mobilità e senza pensione.
Inoltre, abbiamo più volte
denunciato al governo la
disparità che si è creata tra
dipendenti pubblici e privati a

proposito della possibilità, che
vale solo per questi ultimi, di
andare in pensione a 64 anni
avendo maturato entro il 31
dicembre 2012 almeno 35
anni di contributi e 60 anni di
età. 

Si renderà inoltre necessario
effettuare un monitoraggio
per quanto riguarda gli
effetti che si produrranno con
l`eliminazione delle quote di
anzianità su alcune classi di
età, per intenderci i nati negli
anni `50, al fine di apportare
dei correttivi alle situazioni più
esposte, come abbiamo fin qui
inutilmente richiesto.
Adesso il governo intende
affrontare il tema del mercato
del lavoro, ma quello delle
pensioni non può essere archiviato
sbrigativamente. Sul
tema dell`occupazione difficilmente
potremo affrontare la
questione della precarietà se
non daremo impulso alla crescita
del paese. Come abbiamo
più volte affermato si può
riformare il mercato del lavoro
senza toccare l`articolo 18 e
fornendo maggiori tutele ai
giovani.
Proviamo a formulare i punti
essenziali di un programma di
riforma: disboscare il numero
dei contratti di lavoro precari;
reintrodurre la protezione
contro la pratica aberrante
delle dimissioni in bianco,
tutela che il governo precedente
ha eliminato; adottare il
Contratto Unico di Inserimento
Formativo, che è una proposta depositata nel 2009 alla
Camera da 80 parlamentari
del Partito democratico, che
prevede un periodo di "abilitazione"
che va da un minimo di
6 mesi ad un massimo di 3
anni terminato il quale, il
datore dì lavoro comunica se il
contratto viene interrotto o se
viene convertito a tempo indeterminato:
in questo caso valgono
tutte le tutele, compreso
l`articolo 18; attuare uno sconto
sull`Irap a quelle imprese
che scelgono la strada della
stabilizzazione del lavoro per
le posizioni considerate oggi
più deboli: giovani, donne e
over 50; riformare il processo
del lavoro rendendo píù rapide
le cause per licenziamento:
una corsia preferenziale che
concluda il contenzioso in
pochi mesi; applicare la delega
del governo Prodi sugli

ammortizzatori sociali, contenuta
nel Protocollo del 2007,
che prevede di unificare la
cassa integrazione ordinaria e
straordinaria e le indennità di
mobilità e disoccupazione;
infine, risolvere come fatto
prioritario il problema dei
lavoratori che si sono licenziati
nella certezza di riscuotere la
pensione nei prossimi anni. 

Va
ricordato che il Protocollo del
2007, oltre alla delega, ha previsto
interventi immediati
sugli ammortizzatori sociali
con lo stanziamento di una
quota dell`extragettito pari a
700 milioni di euro. Questo ha
consentito di migliorare la
durata e l`importo della

indennità di disoccupazione
con requisiti pieni e ridotti, di
migliorare la contribuzione
figurativa al fine di garantire
una piena copertura previdenziale
e di aumentare la perequazione
relativa ai tetti delle
indennità, portata dall`80% al
100% dell`inflazione.
Una strada già esiste e va continuata
dirottando una parte
delle ingenti risorse risparmiate
dal sistema pensionistico
verso gli ammortizzatori sociali:
si tratterebbe di un`azione
di stile europeo e di riequili-
brio tra le generazioni che
dovrebbe rientrare nell`ispirazione
fondamentale dì questo
governo.
servizi
 

commenti

#6  nicola fornataro, 5/1/2012

Perchè lo "scalone" dell' età pensionabile è valido solo per i lavoratori del privato, e non anche per i lavoratori del pubblico? Sono un dipendente "pubblico" Il 6 aprile 2012 avrei raggiunto i 36 anni di contributo (quota 96),quindi avrei potuto benificiare della norma,invece la "beffa"vuole che ne faccia altri 6 anni e più: andando in pensione oltre il 66° anno di età e 42 anni di contributi. Non erano sufficienti che facessi 4 anni di lavoro in più??? Prevedete di intervenire in merito? Grazie

#5  maurizio breschi, 4/1/2012

caro damiano, avete ceduto su tutto ma la penalizzazione, che considero oltretutto incostituzionale, e' stata la ciliegina sulla torta. se non riuscirete a farla togliere prevedo che, ai voti che avete gia' perso, se ne aggiungeranno molti altri....tenete presente che ogni "quasi" pensionato, che si e' visto scippare in corsa quanto credeva ormai di aver raggiunto, ha accanto a se moglie, figli etc.etc. cordiali saluti

#4  ALDO C., 2/1/2012

Che fine hanno fatto le vs. proposte a tutela dei lavoratori Precoci?!! E voi avete approvato questa "bella" riforma delle pensioni! Voi che fino a ieri (perchè da oggi in molti hanno aperto gli occhi) vi siete sempre vantati che eravate il Partito dei Lavoratori! Ma per piacere, se fate così a difendere i diritti di chi da 40 anni lavora e paga le tasse e fa enormi sacrifici a recarsi al lavoro, non ci sono solo i lavori usuranti, c'è chi ogni giorno si alza 5,30 e rincasa alle 19,30 sa va bene!(vedi trasporti pubblici inefficienti!). Mi mancavano 6 mesi scarsi e adesso mi ritrovo a dover lavorare altri sette anni per non essere penalizzato! E questa sarebbe equità!! PD cambiate registro perchè se no sarete sempre all'opposizione!! Di certo non avrete più il mio voto se non vi svegliate!

#3  livio bille, 1/1/2012

Sono d'accordo con Roberto non ti è rimasto altro che le penalizzazioni per noi precoci sei proprio come i tui colleghi tanto per te cosa cambia?Mi fate veramente pena comunque saprò fare terra bruciata contro il tuo partito di merda e la tua ex confederazione preferita. ah dimenticavo sono iscritto alla fiom ed ho votato sempre sinistra.Su Napolitano che delusione....del resto l'unico comunista con il permesso di soggiorno negli Stati Uniti ai tempi del p.c.i. (ci sarà stata una ragione)

#2  Adriana G., 1/1/2012

Gentile Onorevole, in merito alla riforma delle pensioni recentemente prevista dal decreto Monti, il comma 15-bis dell'art. 24, prevede un regime agevolato di accesso al sistema pensionistico per i lavoratori e le lavoratrici dipendenti del settore privato, in possesso di specifici requisiti, consistente nell'accesso al pensionamento con un'età anagrafica non inferiore a 64 anni. Fonte: sole 24 ore - testo- I requisiti attualmente previsti dal comma 15-bis sono i seguenti: lavoratori e lavoratrici del settore privato che al 31/12/2012 abbiano maturato una anzianità contributiva di almeno 35 anni ( 61 anni di età) oppure anzianità contributiva di 36 anni ( 60 anni di età ) - in sintesi la vecchia quota 96 -. Le chiedo di estendere il diritto previsto dal comma di cui sopra, attraverso l'inserimento di detta modifica nel decreto mille proroghe che sarà varato a fine anno, anche ai lavoratori ed alle lavoratrici del PUBBLICO, nonchè ai lavoratori autonomi onde evitare una penalizzazione troppo pesante per coloro che sono stati esclusi e, soprattutto, una discriminazione ingiusta tra lavoratori privati, pubblici e autonomi che inevitabilmente darebbe luogo a moltissimi ricorsi su tutto il territorio nazionale. La ringrazio.

#1  Roberto Bertuzzi, 30/12/2011

on. Damiano non insiste più sui 40 anni di lavoro?Come mai,cosa le ha fatto cambiare idea?Perchè non parlate chiaro ai lavoratori?Vorrei ricordarle che il passaggio dai 35 anni ai 40 non è stato cosi irruento era più graduale!!!MI piacerebbe che lei mi spiegasse che differenza passa tra un lavoratore che ha maturato i40 alla fine del 2011 euno che li matura durante il 2012?Non le sembra che la disparità sia eccessiva visto che come minimo il secondo dovra lavorare come minimo per altri 3 anni?Che fine hanno fatto nel pd i difensori dei 40 anni di contributi? Forse pensano che questi lavoratori siano pochi?Anche se fosse (la mia tessera)e il loro voto contava !!!!!Penso che perderete voti e simpatzzanti visto che avete abbandonato in un angolo l'EQUITA'!!!!NON nascondetevi dietro le penalizzazioni affrontate il problema più apertamente chi ha iniziato a lavorare a 15-16 anni si meriterebbe più attenzione da un partito di centosinistra E particolarmente da lei ex sindacalista!!!!!!parlate tanto ma in concreto non vi fate capire!!!!!!!!

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