Comunicato stampa

Crisi, Damiano: "Risolvere problemi rimasti aperti su pensioni"

Dichiarazione di Cesare Damiano, capogruppo PD commissione Lavoro della Camera

di Cesare Damiano,  pubblicato il 8 gennaio 2012 , 1991 letture
Prima di entrare nel vivo dei temi del mercato del lavoro, sarebbe opportuno risolvere i problemi che restano aperti sulle pensioni. Va avviata una riflessione sui risparmi complessivi ricavati dal sistema pensionistico: è significativo il richiamo di oggi di Massimo Mucchetti, sul Corriere della Sera, quando afferma che secondo i primi conteggi Inps la riforma Fornero, a regime già nel 2018, comporterà un risparmio pari all’1,4% del Pil. 

Bisogna chiarire se questo si somma ai risparmi delle riforme precedenti, quelle effettuate tra il 2004 e il 2011, che comportano anch’esse un analogo risparmio su base annua dal 2015 al 2050. 

Si tratta di una quantità enorme di risorse ricavate dallo Stato sociale che possono essere indirizzate in quota parte in due direzioni: la prima, per consentire ai lavoratori che si sono licenziati e che sono rimasti senza lavoro e senza pensione, di poter accedere alla previdenza con le vecchie regole; la seconda, per finanziare ammortizzatori sociali adeguati a fronteggiare la crisi, senza dover mettere in discussione l’articolo 18.
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commenti

#24  carlo marx, 26/1/2012

Complimenti! Anche nel decreto milleproroghe avete portato risultati risibili ed accentuato ancora la divisione tra lavoratori: solo quelli che matureranno i 42 anni entro il 2017 non avranno penalizzazioni... gli altri le avranno. Solo gli esodati che si erano già licenziati potranno "godere" della vecchia normativa: gli altri che avevano già pattuito con l' azienda l' uscita nei primi mesi di quest' anno... nulla. Pensionati di serie A e pensionati di serie B. Nessuna equità e nessuna legislazione uguale per tutti. Per il resto avete accettato tutto: il passaggio al contributivo, i 42 anni, l' aumento dei requisiti per la pensione di vecchiaia, l' aspettativa di vita.... E avete anche la faccia di bronzo di farlo passare come un risultato positivo. Il partito di Antonio Gramsci.

#23  Donato Caracciolo, 21/1/2012

Ho sbagliato a scrivere il messaggio di prima: la delusione e l'amarezza per il fatto che l'emendamento "Ghizzoni" sia stato respinto nella mattinata del 20/01/2012 per mancanza di copertura finanziaria,sono state tanto profonde da farmi sbagliare, addirittura, nello scrivere un messaggio: che dire, mi resta il rammarico di contribuire non so neanche per quanti anni a mantenere le pensioni baby, gli sprechi enormi di denaro pubblico, le voragini di fiumi di denaro spesi per ingrassare qualcuno per 250 ospedali cominciati e mai finiti, oppure, finiti, con modernissimi macchinari all'avanguardia e mai entrati in funzione. Sarebbe bastato rinunciare ad un quota lillipuziana di un caccia militare (sono ben 135 per un costo di non so quanti miliardi di €) perché fossero trovate le risorse per sanare una igiustizia morale nei confronti della classe '52. Il PD gongola per il fatto di essere il primo partito (stando ai sondaggi) con il 30%: si chiedono mai i vertici quanta astensione ci sarà in % e assoluta alla prossima tornata elettorale? Io stesso fino ad adesso ho sempre votato comunista fin da quando ho avuto il diritto di voto accettando tutte le continue evoluzioni del partito avutesi nel tempo. Non andrò a votare questa volta e, sentendo i discorsi della gente del mio paese, sono in buona compagnia. Consegneremo di nuovo l'Italia a Berlusconi? Sinceramente non lo so e, a dire il vero, non me ne frega più di tanto. Provate a convincermi dopo 42 anni di voto a sinistra, del contrario. Cordiali saluti, particolarmente a Manuela Ghizzoni che almeno ci ha provato.

#22  Donato Caracciolo, 21/1/2012

Emendamento "ghizzoni" respinto

#21  carlo marx, 17/1/2012

40 anni numero magico...! Difatti è sparito. Nessuno ne parla più, ne voi ne i sindacati.

#20  celestino galati, 17/1/2012

In merito al mio commento del 13.01.12, di cui molti "colleghi di sorte" hanno condiviso la proposta, informo che la stessa è stata inoltrata al ministro Fornero ed ieri stesso ho ricevuto una prima risposta che vi allego. Speriamo che il ministro ed anche il PD (che nonostante vari solleciti all' on. Damiano, non si è premurato ancora di dare alcuna risposta) la prendano in debita considerazione. ----Messaggio originale---- Da: RelazioniEsterneMinistro@lavoro.gov.it Data: 16/01/2012 12.52 A: "'xxxx'" Ogg: I: decreto pensioni Gentile signor Galati, in merito alla sua mail, la informo che essa è stata posta all'attenzione del Ministro Fornero. Cordiali saluti Ufficio Relazioni Esterne Ministro

#19  pietro zucconi, 16/1/2012

Onorevole Damiano. TROVA MOLTI CONSENSI LA PROPOSTA DI "#10 celestino galati" del 13/01/2012. Spero che quello che scriviamo venga da lei letto e quindi un caloroso invito ad agire e rendere applicabili queste eque modifiche che riassumo con un copia incolla: #10 celestino galati, 13/1/2012 Mi riallaccio a due miei precedenti commenti su questo sito in coda all’articolo “Cesare Damiano: Più equità grazie a noi, ma sulle pensioni non gettiamo la spugna” per riproporre con un esempio quanto ingiusto anche l’’emendamento per i soli dipendenti del settore privato che avrebbero maturato entro il 31 dicembre 2012 i requisiti per la “vecchia” pensione di anzianità (35 anni di contributi, almeno 60 di età e “quota 96”). Vengo difatti ad elencare casi di dipendenti con tali requisiti aventi diversa età e diversi anni di contribuzione 1) persona che nel 2012 raggiungerà 60 anni di età e 36 anni di contributi. Con la nuova normativa potrà andare in pensione tra 4 anni (64 anni); 2) persona che nel 2012 raggiungerà 60 anni di età e 39 anni di contributi (il mio caso). Potrò andare in pensione tra 4 anni (a 64 anni o al raggiungimento di 42 anni di contributi+ 10 mesi ). 3) persona che nel 2012 raggiungerà 61 anni di età e 35anni di contributi. Con la nuova normativa potrà andare in pensione tra 3 anni (64 anni ). Sono quindi 3 casi di persone che andranno in pensione tutti alla stessa età ma con anni di contribuzione diversa: il primo dopo 40, il secondo (il sottoscritto) dopo 43, il terzo dopo 38. Mi domando ciò è equo? Sarebbe stato più corretto per chi avrebbe maturato entro il 31 dicembre 2012 i requisiti per la “vecchia” pensione di anzianità conseguire il trattamento della pensione anticipata al raggiungimento dei seguenti requisiti: - quota 96 nel 2012, pensione a 64 anni; - quota 97 nel 2012, pensione a 63 anni; - quota 98 nel 2012, pensione a 62 anni; - quota 99 nel 2012, pensione a 61 anni; In questo modo non ci sarebbe alcuna disparità di trattamento per i casi sopra descritti (addirittura tra il caso 2) e 3) stessa età di pensionamento ma 5 anni di differenza nella contribuzione). Cosa ne pensa on. Damiano ? #13 pietro zucconi, 13/1/2012 bravo #10 celestino galati, 13/1/2012 sono pienamente d'accordo con la proposta di modifica esposta e che il PD dovrebbe portare avanti. così ci sarebbe veramente un passaggio alle nuove norme + equo. Anch'io avrò 60 anni fra pochi giorni e 39,5 anni di contributi. Dovrò aspettare + 2 anni. 2015 anziché 2013. #15 Donato Caracciolo, 14/1/2012 sono pienamente d'accordo con "#10 celestino galati" del 13/01/2012. Aggiungo anche che, per esempio" e almeno per il personale della scuola come me, la quota "96" era valida per l'a.s. 2010.2011 e per quello del 2011.2012. Ora non si capisce perché a quelli del '51 sì e a quelli del "52" no dal momento che io supererei abbondantemente la quota 96. Diceva una canzone di Dario Fo della "Comune di Milano" - per noi bisogna ridere cchè il nostro piangere fa male al re - Pianga pure la Fornero ma le conseguenze della sua "mannaia le stiamo pagando noi. Ma non si potrebbe fare una "Class Action" che rimettesse in discussione queste norme? Donato Caracciolo #17 gerardo ceccarelli, 14/1/2012 bravo #10 celestino galati 13/1/2012! Una proposta ragionevole e razionale improntata alla ricerca della vera equità. Ci sarà qualcuno nelle alte sfere disposto ad accoglierla?

#18  lorenzo polimeno, 15/1/2012

Lo si vuole capire che bisogna far riguardare la questione pensione in generale?Non potete continuare a far danni.Ormai si è sbagliato e anche da parte del PD ad offrire il fianco all'operazione di questo governo a braccetto con Confindustria(vedasi articolo di Carugi sul Fatto quotidiano.)La legge va rivista con calma dal governo, insieme alle organizzazioni sindacali e sulla base del Vostro invito come forza politica vicina alle classi lavoratrici.Del resto ve lo stiamo chiedendo come iscritti e attivisti di partito e va presa come una mozione bella e buona;si cercherà comunque quanto prima di farla passare come tale, magari chiedendo interventi e dibattiti nelle sezioni ,nei provinciali e regionali.Anzi invito gli altri iscritti interessati alla questione di produrre tutti insieme delle mozioni al Provinciale di appartenenza e al Nazionale proprio in occasione dell'assemblea nazionale di gennaio .Per continuare, caro onorevole Damiano,sono lavoratori anche quelli del pubblico impiego,ricordiamocelo) per i quali la questione classe '52 si configura come una appropriazione indebita e un abuso di potere da parte del governo con il vostro avallo e quello delle altre forze politiche filogovernative.Si andrà avanti altrimenti con iniziative legali:bisognerà trovare il sistema di dare la possibilità di mandare in pensione chi entrava in quota '96 entro il 2012,considerando i tempi di discussione e approvazione della legge e magari di revisione con la richiesta di farla quanto prima.Ricordatevi che i nati nel '51 ricevono la buonuscita regolarmente e vanno in pensione! In sostanza bisogna ragionare sul modo di poter concedere un diritto ai lavoratori pensionandi e magari con un sistema di acquisisizione delle buonuscite ( soldi dei lavoratori) a rate,vista la indisponibilità delle casse statali.Certo caro onorevole e cari deputati PD sarebbe plausibile un default delle casse delle imprese ma quello delle casse dello stato non si può accettare.Togliamoci dalla testa che riuscirete a salvare il salvabile solo regolando i lavoratori in mobilità e alcuni casi eclatanti che vanno comunque risolti.Invitate il governo e il Ministro a rivedere con calma la questione visto che con la fase 2 a loro dire si punta al recupero e alla crescita:Bisogna che lavorino sul recupero di altre entrate sui capitali e patrimoni con buona pace di PDL e anche dei centristi.

#17  gerardo ceccarelli, 14/1/2012

bravo #10 celestino galati 13/1/2012! Una proposta ragionevole e razionale improntata alla ricerca della vera equità. Ci sarà qualcuno nelle alte sfere disposto ad accoglierla?

#16  antonio sgro, 14/1/2012

nn toccate l'articolo 18.. altrimenti vincera' la destra per i prossimi 50 anni... e per favore smettetela di appoggiare uno stato assistenzialista mettendo tasse ai poveracci... oggi sono andat oa pagare il BOLLO auto e mi e' costato 229 euro... se lo pagava una settimana prima costava 206 euro. QUESTA e' LA DEMOCRAZIA CHE IL PD Appoggia?

#15  Donato Caracciolo, 14/1/2012

sono pienamente d'accordo con "#10 celestino galati" del 13/01/2012. Aggiungo anche che, per esempio" e almeno per il personale della scuola come me, la quota "96" era valida per l'a.s. 2010.2011 e per quello del 2011.2012. Ora non si capisce perché a quelli del '51 sì e a quelli del "52" no dal momento che io supererei abbondantemente la quota 96. Diceva una canzone di Dario Fo della "Comune di Milano" - per noi bisogna ridere cchè il nostro piangere fa male al re - Pianga pure la Fornero ma le conseguenze della sua "mannaia le stiamo pagando noi. Ma non si potrebbe fare una "Class Action" che rimettesse in discussione queste norme? Donato Caracciolo

#14  DANILO C., 13/1/2012

Manovra iniqua e ipocrita. E' bello vedere che la sig. Fornero riesce a portare avanti una riforma su chi nn si puo' difendere. Dicono che questo progetto è nel suo cassetto da anni. Nessuna riforma è prevista per voi politici. E' piu facile prendersela con noi lavoratori che tanto abbiamo dato ,compreso in salute. Siete complici sporchi di Berlusconi. Con quale faccia vi presenterete in piazza di fronte alla gente? vecchia regola è che quando una cosa va bene x Berlusca, sicuro a noi fa male. E voi votate al suo fianco. Vergogna..

#13  pietro zucconi, 13/1/2012

bravo #10 celestino galati, 13/1/2012 sono pienamente d'accordo con la proposta di modifica esposta e che il PD dovrebbe portare avanti. così ci sarebbe veramente un passaggio alle nuove norme + equo. Anch'io avrò 60 anni fra pochi giorni e 39,5 anni di contributi. Dovrò aspettare + 2 anni. 2015 anziché 2013.

#12  vik fer, 13/1/2012

come dice il proverbio, passata la festa gabbato lo santo, ora che hanno sistemato le pensioni con la vostra acquiescenza, vedrete che la fase 2 ossia le cosidette liberalizzazioni non passera' per l'opposizione del centro destra che difende i privilegi dei propri elettori.Quanto prima il governo Monti cadra' e cosi' ci ritroveremo cornuti e mazziati grazie aanche a voi

#11  Mario Panzuti, 13/1/2012

Si parla molto di diritti ed equita' ma noto che si argomenta principalmente di forme pensionistiche ed equita' per i lavoratori dipendenti. Sono stupefatto dalla miopia che dimostra il PD quando tratta di queste normative dimenticandosi del numero di partite IVA, lavoratori aticipi e del terziario avanzato, che versano all'INPS contributi nella Gestione Separata. Lavoratori che si trovano con norme che non riconoscono malattia, infortunio, disoccupazione ed in primis gli stessi diritti pensionistici e di equita' dei lavoratori dipendenti. Partito Democratico di stai dimenticando di un numero elevato di cittadini.

#10  celestino galati, 13/1/2012

Mi riallaccio a due miei precedenti commenti su questo sito in coda all’articolo “Cesare Damiano: Più equità grazie a noi, ma sulle pensioni non gettiamo la spugna” per riproporre con un esempio quanto ingiusto anche l’’emendamento per i soli dipendenti del settore privato che avrebbero maturato entro il 31 dicembre 2012 i requisiti per la “vecchia” pensione di anzianità (35 anni di contributi, almeno 60 di età e “quota 96”). Vengo difatti ad elencare casi di dipendenti con tali requisiti aventi diversa età e diversi anni di contribuzione 1) persona che nel 2012 raggiungerà 60 anni di età e 36 anni di contributi. Con la nuova normativa potrà andare in pensione tra 4 anni (64 anni); 2) persona che nel 2012 raggiungerà 60 anni di età e 39 anni di contributi (il mio caso). Potrò andare in pensione tra 4 anni (a 64 anni o al raggiungimento di 42 anni di contributi+ 10 mesi ). 3) persona che nel 2012 raggiungerà 61 anni di età e 35anni di contributi. Con la nuova normativa potrà andare in pensione tra 3 anni (64 anni ). Sono quindi 3 casi di persone che andranno in pensione tutti alla stessa età ma con anni di contribuzione diversa: il primo dopo 40, il secondo (il sottoscritto) dopo 43, il terzo dopo 38. Mi domando ciò è equo? Sarebbe stato più corretto per chi avrebbe maturato entro il 31 dicembre 2012 i requisiti per la “vecchia” pensione di anzianità conseguire il trattamento della pensione anticipata al raggiungimento dei seguenti requisiti: - quota 96 nel 2012, pensione a 64 anni; - quota 97 nel 2012, pensione a 63 anni; - quota 98 nel 2012, pensione a 62 anni; - quota 99 nel 2012, pensione a 61 anni; In questo modo non ci sarebbe alcuna disparità di trattamento per i casi sopra descritti (addirittura tra il caso 2) e 3) stessa età di pensionamento ma 5 anni di differenza nella contribuzione). Cosa ne pensa on. Damiano ?

#9  gerardo ceccarelli, 12/1/2012

Anche per le pensioni, come per altri temi scomodi, la soluzione è smettere di parlarne. La segretaria della CGIL, Susanna Camusso, fino a qualche tempo fa (prima dell'approvazione definitiva del decreto Salva Italia).dichiarava con forza che "40 è un numero magico e non si tocca". Aveva proprio ragione! Infatti, come tutte le cose magiche è sparito e non se ne parla più! Insieme ad esso sono spariti, per quanto mi riguarda, 40 anni di fedeltà al PARTITO della sinistra e 40 anni di versamenti e di anni di lavoro. Adesso il numero 40 è stato sostituito dal numero 18 che verrà poi sostituito a sua volta da chissà quale altro numero. Sono rimasti a pensare al magico numero 40 solo quei lavoratori che hanno avuto la sfortuna di nascere nell'anno, nel mese e nel giorno sbagliato e che per ragioni anagrafiche minime devono adesso inseguire l'obbiettivo di 42 anni più tre mesi insieme con l'età di 62 anni; essere trattato in un modo piuttosto che in un altro per motivi puramente anagrafici è una delle più opprimenti forme di ingiustizia e getta in una sorta di profonda depressione. Il Corriere della Sera on line del 31 gennaio 2011 così spiega il concetto di "ragioni anagrafiche minime": “ -POCHI I FORTUNATI- I correttivi dell'ultima ora allo «scalone» per i nati nel '52 non risolvono tutti i problemi, in quanto escludono per esempio i dipendenti pubblici. E che dire del signor Rossi nato a dicembre 1951, che ha 36 anni di contribuzione e potrà quindi andare in pensione nel 2012, mentre il suo collega Bianchi, nato a gennaio 1952, con 37 anni di contributi - ossia un mese di età in meno e un anno di contributi in più - il quale dovrà lavorare circa 5 anni in più. Chi taglia il traguardo dei vecchi requisiti (vecchiaia e anzianità) entro il 31 dicembre non sarà toccato dalla riforma.". I signori Bianchi sono numerosi (io sono uno di quelli), oscillano tra la depressione e un rabbioso rancore e ascoltano increduli i commenti compiaciuti dei vari leader politici (specialmente di centro sinistra) che si attribuiscono il merito di aver reso la manovra equa (per chi?) e che ormai si occupano alacremente dell'articolo 18. (Per adesso mi sono limitato a non rinnovare l’iscrizione al PD, poi non so ....)

#8  vik fer, 12/1/2012

da tempo sono "stato" elettore del PD , con la riforma monti delle pensioni i "soliti" sono stati nuovamente fregati ... ora aspettiamo la fase 2 ma il mio voto e quello della mia famiglia ve lo potete dimenticare...la smania di far cadere il governo del cavaliere vi ha traditi, la vostra acquiescenza a monti avra' l'unico risultato di far vincere di nuovo berlusconi..

#7  pietro zucconi, 12/1/2012

Non dimenticate la classe 1952 già penalizzata dalla riforma Dini. Chi aveva maturato il diritto in questo mese di gennaio 2012 deve ancora aspettare minimo 2 anni in più. E' difficile da digerire!!!!

#6  Luigi Severi, 11/1/2012

E quindi di quelli come me, dipendente pubblico della classe 1952, che sarebbe andato in pensione a 61 anni prima della riforma Monti-Fornero, ed a 66 o 67 dopo, al PD non interessa nulla? Siamo molti e ce ne ricorderemo alle prossime elezioni. E poi, mi si permetta la seguente considerazione: 1) si dice che i dipendenti pubblici sono troppi; 2) si dice (lo si dice da molti anni, perciò, oggi, la cosa non può che essere peggiorata), che l'età media dei dipendenti pubblici è elevata; 3) lo stipendio dei dipendenti pubblici è pagato con soldi pubblici, come anche le loro pensioni. Però costiamo di più come stipendio che come pensione. Dunque, non ce ne sarebbe abbastanza per capire che sarebbe conveniente mandare presto in pensione i dipendenti pubblici anziani? E invece si va nel senso esattamente opposto: qual è la logica?

#5  Giampaolo Del Dotto, 11/1/2012

Caro On. Damiano sono davvero allibito. La riforma delle pensioni è stata approvata e si scopre solo ora che comporterà un risparmio notevole. Ma la "grande" Fornero non era la massima esperta in materia? Non lo sapeva questo? Mi viene il sospetto che ha voluto deliberatamente esagerare. Ma voi politici dove eravate? A togliere le provincie? Basta leggere l'introduzione dell'art. 24 del decreto 201/2011 per renderci conto che la Sig.ra Elsa ha dato sfogo al suo ego smisurato e i parlamentari alla propria infinita superficialità. Comma 1 ....... le disposizioni del presente articolo sono dirette a garantire il rispetto, degli IMPEGNI INTERNAZIONAI e con l'UNIONE EUROPEA, ............ e a rafforzare la sostenibilità di lungo periodo del sistema pensionistico IN TERMINI DI INCIDENZA DELLA SPESA PREVIDENZIALE SUL PRODOTTO INTERNO LORDO ...... L'articolo prosegue con altre amenità: ..... a) equità e convergenza intragenerazionale (decisamente falso) e intergenerazionale (forse), con abbattimento dei privilegi e clausole derogative (solo parzialmente)...... b) flessibilità nell'accesso ai trattamenti pensionistici anche attraverso incentivi alla prosecuzione della vita lavorativa (quali sono questi incentivi? direi casomai disincentivi e poi la flessibilità sarà solo da 67 a 70 anni ..... cioè quando saremo morti) c) adeguamento dei requisiti di accesso alle variazioni della speranza di vita ...... (la Sig.ra non era contenta di portare l'età a 67 anni ci ha aggiunto anche altro, per non parlare delle finestre). Incredibili poi le lecrime delle Sig.ra, un bel colpo di teatro, e altrettanto incredibili le motivazioni: "pensavo ai sacrifici dei miei genitori". Infatti la Sig.ra è figlia di operai. Che delusione. I peggiori maestri sono proprio quelli che provengono dal popolo. Assurde le considerazioni che la Sig.ra ha fatto nei giorni successivi: "questa riforma non avrà successo se non ci sarà crescita economica" (infatti siamo in recessione) - "gli anziani che lavorano dovrebbero guadagnare meno perché la loro produttività diminuisce" (ma che brava questa professoressa!) A essere buono mi sembra che il suo credo sia la contraddizione. Caro On.le, certo che le pensioni devono essere aggiustate, ma non così poco come pensa Bersani. E' una questione di equità e convergenza intragenerazionale ..........

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