Intervista

Concia: " L'Italia? Un paese impoverito, non solo dalla crisi"

Intervista ad Anna Paola Concia - FdP, Il Futurista

di Anna Paola Concia,  pubblicato il 13 gennaio 2012 , 838 letture
annapaola concia
L'Italia? Un paese impoverito, non solo dalla crisi, ma dalla mancata comprensione che diritti sociali e civili «devono andare a braccetto». Diritti che, riflette Anna Paola Concia, deputato del Pd, non vanno sciolti come se uno fosse un contorno e solo l`altro realmente significativo.

Felicità e nuovi diritti civili: un binomio fattibile?
Il rapporto tra felicità e diritti civili significa che ciascuno di noi dovrebbe scegliere chi amare, come morire e farlo in maniera dignitosa. Quelle libertà fondamentali che hanno a che fare con la sfera più intima di ognuno. Non essere liberi di amare chi si sceglie, mi pare ci porti a un livello minimo di dignità umana. Forse qualcuno dimentica che stiamo parlando di elementi fondamentali nell`esistenza di una persona. Un binomio che reputo necessario e che dovrebbe essere nell`ordine delle cose. Non una richiesta straordinaria, così come invece appare.

Che paese è quello che, ancora oggi, impedisce progressi civili, come permettere a un sigle di adottare un bambino?
Premetto che tutte le grandi crisi economiche mettono a repentaglio la democrazia e, di conseguenza, anche i diritti civili. Intanto perché da una parte ne diminuiscono la portata e dall`altra finiscono per confinarli tra parentesi, come se fossero un contorno. È un`idea molto novecentesca quella della distinzione fra diritti sociali e civili. Le diverse culture del secolo scorso, quella comunista e quella cattolica, hanno sempre fatto distinzioni stabilendo ordini di priorità, prima i sociali e solo dopo i civili. Considerati diritti "borghesi" sia dai cattolici che dai comunisti. Per fortuna nelle società moderne, anche i partiti conservatori, oggi sono consapevoli del fatto che le due cose non possono essere distinte, né possono esserci due ordini di importanza. Penso che democrazia ed economia debbano viaggiare assieme, al pari dei diritti civili e sociali: solo in questo modo le società possono crescere e svilupparsi davvero. In Italia questa cultura non riesce ancora ad affermarsi. Siamo un paese impoverito anche da questo ritardo.

In Danimarca si ha il divorzio in 24 ore: sarebbe attuabile in Italia? 
Non siamo riusciti a fare il divorzio breve in tre anni, vuoi che facciamo quello in un giorno? Assurdo che il nostro paese sia ancora così in ritardo. Se una coppia sceglie di separarsi, lo avrà ponderato, o no? Saranno anche "fattacci" loro: e allora perché impedirglielo in tempi ragionevoli? (fdP)
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