Dopo l’Inno Nazionale, l’ufficio di presidenza ha preso posto sul palco e la Presidente Bindi, ha salutato la platea, dedicando il primo pensiero alle vittime del Concordia e a coloro che si stanno adoperando per evitare che la tragedia diventi più grande.
“Tragedia frutto di chi ha smarrito il senso del dovere, anche se non dobbiamo farci identificare all’estero, da questa immagine dell’Italia che come la nave continua a sprofondare”, ha esortato la Presidente.
Bindi ha ricordato anche Martino Martini, Giorgio Franceschini e Ugo Spagnoli che sono scomparsi di recente, e che”non ci hanno lasciato soli in passato e non lo faranno neanche adesso”.
Ironicamente ha presentato “i suoi”, ovvero Pier Luigi Bersani, Marina Sereni, Dario Franceschi e Ivan Scalfarotto, presenti in Presidenza, parafrasando la campagna 2012 di tesseramento del PD, oggetto dopo il suo lancio di controverse critiche.
“Nel 2012 - ha annunciato - terremo atre due Assemblee, perché questa è l’ultima del 2011 che è stata rimandata. C’è stata negli ultimi mesi l’acuirsi della crisi economica e di governo e poi il governo Monti. Ma non può passare in cavalleria - ha ribadito Bindi - che siamo arrivati a questo punto perché qualcuno ha concentrato l’agenda politica sui propri problemi. E che almeno dal 14 dicembre del 2010, questo Paese non ha avuto una maggioranza politica. Non è caduto il governo solo per lo spreed - ha spiegato - ma grazie anche alla nostra azione politica che ci ha portato a vittorie importanti nel 2011, alle elezioni amministrative ed una azione ferma e solida nelle sedi parlamentari”.
Bindi ha ricordato che “quel 309 scolpito nel display della Camera è stato il frutto di un sapiente lavoro politico del PD. Noi abbiamo preparato l’avvento del governo Monti e questo deve essere sottolineato con forza. Ciò che è avvenuto in questi mesi è frutto anche della generosità del Partito democratico perché al primo posto c’è l’Italia e il bene degli italiani”.
Inoltre la Presidente ha voluto sottolineare che “tutto ciò non sarebbe accaduto se non avessimo avuto un Presidente della Repubblica che ha saputo gestire la situazione, al di là degli attacchi personali e alla Costituzione che sono stati messi in atto in questa fase”.
“Sarà ancora lunga - ha ammonito - ma vogliamo registrare la qualità delle persone che stanno ora al governo, la dignità che ha ritrovato la politica, l’importanza di aver riavuto la parola in sede europea. Noi sosteniamo questo governo con lealtà e forza, anche se non sono mancati i nostri emendamenti alla manovra. Perché siamo convinti che il tema dell’equità e della crescita daranno valore al governo. Non siamo stati timidi nel chiedere più determinazione nella lotta all’evasione fiscale e nella tutela delle parti deboli del Paese”.
Bindi ha nuovamente espresso “pieno sostegno e lealtà al governo Monti, da parte del PD”, come più volte sottolineato, ma ha voluto ribadire che il PD non è il governo Monti. “La natura di questo governo non è di nessuna forza politica in particolare - ha spiegato - intanto noi come PD lavoriamo per l’alternativa, prima di tutto in Parlamento, per fare le riforme, soprattutto quella elettorale. Non verrà meno la nostra determinazione nel cambiare la legge elettorale. Deve essere un impegno pregiudiziale, in quanto andare al voto con l’attuale legge, non sarebbe rispettoso nei confronti di chi ha raccolto le firme per il referendum, e dell’impegno istituzionale del Presidente della Repubblica”.
A conclusione del suo intervento Rosy Bindi ha voluto sottolineare quello che è lo scopo principe del PD ovvero: ‘lavorare per l’alternativa vera’.
“Stasera discuteremo di Europa, domani di Italia. Ma noi vinceremo le prossime elezioni politiche e dobbiamo continuare a lavorare contro le cause che hanno prodotto questa crisi. Sappiamo che dobbiamo riporre al centro, i valori dell’equità, della giustizia, del lavoro e rafforzare il processo europeo. C’è una favola che gira in questi giorni - ha concluso - che il PD è ridimensionato da questa fase, ma non è vero. I sondaggi dicono il contrario, ma solo un partito che non è democratico potrebbe farsi travolgere da questa fase. Se il PD saprà far ritrovare l’autorevolezza alla politica, contro l’antipolitica, attraverso il modo di stare nei territori e di stare insieme, non potrà che uscire più forte da questa fase e ne costruirà una nuova, secondo i valori della nostra Costituzione e questa Assemblea che è l’organismo più alto del PD, potrà fare un buon lavoro, auguri a tutti”.