Il Vicesegretario del PD,
Enrico Letta ha aperto il dibattito all'Assemblea Nazionale parlando della nuova fase che si prospetta per il nostro Paese, dopo l'insediamento del Governo Monti, spartiacque tra il "vecchio e il nuovo mondo".
“Nulla sarà come prima, è finito un mondo che riportava tutto ad una politica sbagliata. Dipenderà da noi se quest’altro mondo che abbiamo davanti sarà migliore. La cosa importante è stato quello che ha fatto Bersani, rivendicare che il passaggio è stato possibile perché ci sono state persone e movimenti che hanno colto il senso e il bisogno di questo cambiamento” .
La prima questione da affrontare secondo Letta è quella “democratica, che deve indirizzare la politica, ma chi dice che si può fare a meno della politica sbaglia. La discussione di ieri infatti ci indica la strada da seguire e ci dice che la bandiera europea è quella che ci dovrà guidare in questo cammino. Il 2011 è stato l’anno di Atene, e proprio su quello che è accaduto alla Grecia occorre una riflessione profonda. la Grecia è il luogo dove è nata la democrazia moderna, ma i cittadini hanno votato per un governo al quale è stato detto dall’alto che doveva cambiare, questo ci dice che la discussione attorno alla politica è più complessa di quello che appare. Per questo, nel dibattito interno al nostro Paese, non è tanto importante parlare di Berlusconi, ma del livello di degrado cui siamo arrivati”.
Letta ha poi parlato del “necessario cambiamento della legge elettorale in Italia, perché come ha detto Bersani, se non si cambia la legge elettorale noi faremo le primarie per i parlamentari, per garantire maggiore democrazia”.
Il vicesegretario ha ribadito il ruolo del PD in questo momento: “Dobbiamo essere in grado di uscire da questa fase di depressione della politica. C’è stato il sorpasso tra chi crede che la politica debba essere centrata su altro, dobbiamo interrogarci sul fatto che la politica in questo senso è sconfitta. Ma un dato importante è che dal 2008 ad oggi, per la prima volta, i sondaggi ci danno in crescita forte e significativa. Gli italiani, i nostri potenziali elettori hanno capito quello che vogliono e che ci vogliono come un Country Party, un Partito del Paese, che dice che l’Italia viene prima di tutto. Ed il PD ha messo avanti il bene del Paese ai propri interessi e lo ha dimostrato proprio in questa fase politica.
Il tempo del governo Monti non è come una Quaresima - ha sottolineato Letta - e se fallisse, l’unica parte politica che ci guadagnerebbe sarebbe la Lega e il PDL. Le crisi industriali, la difficoltà del mondo del lavoro, sono proprie di un Paese che sta vivendo grande smarrimento. Ma con il passaggio al governo Monti, si registra una evoluzione positiva verso la verità di pensiero, la sobrietà, la competenza che è un valore fondamentale. Si parla finalmente il linguaggio della verità, la prima volta che Monti è venuto in Aula ha parlato della gravità dei conti pubblici".
Letta ha ripreso il concetto di "semina e raccolto", proposto ieri da Bersani: "Noi abbiamo seminato tanto - ha detto - abbiamo fatto tante assemblee, tante discussioni e dibattiti e ora ci sarà il raccolto", ribadendo però il proposito che "per stare al passo con i tempi, nel 2012, il PD dovrà trasformarsi nel più grande partito ambientalista europeo. In quanto il tema dell’Ambiente è essenziale, legato alla vita e alla crescita. In questo contesto anche le infrastrutture e una rinnovata rete di trasporti diventa fondamentale".
"Noi dobbiamo rivendicare con orgoglio che siamo il Partito degli amministratori locali - ha voluto sottolineare inoltre Letta a margine del suo intervento - ma non dobbiamo essere politici di professione. Dobbiamo essere anche il grande Partito degli insegnanti degli alunni e dei genitori, che mette la scuola al centro della crescita e del rinnovamento. Dobbiamo in sostanza ridisegnare il futuro ed uno dei temi simbolici da ribaltare sarà che “con la cultura non si mangia”".
Parlando del Mezzogiorno, Letta ha detto che "la politica per il Sud del Paese dovrà essere la politica del sindaco Vassallo che ha pagato con la sua vita l'affermazione delle sue idee. Anche il welfare deve essere motore di crescita e per incrementare le politiche sociali bisogna ribaltare le priorità. Oggi ci sono trentenni che producono un terzo di quello che hanno fatto le loro famiglie, e questa è una situazione insostenibile".
Ha concluso il Vicesegretario: "Il PD è lo strumento giusto per realizzare il cambiamento, il PD come "Partito del Paese". insieme possiamo fare le cose in modo incisivo e duraturo a livello nazionale e periferico che altrimenti non potremmo fare. Siamo i democratici, siamo giovani, ma dobbiamo essere il Partito magnete, che ama la politica e la farà amare".
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