Il Partito Democratico non può che essere dalla parte dei diritti. La posizione del sindaco di Gubbio in appoggio alla mozione del PdL per l'abrogazione del registro delle unioni rappresenta quindi una ferita per la cultura e la civiltà del nostro partito.
Siamo impegnati da mesi in un lavoro serio, e a tratti faticoso, per elaborare proposte che rispondano effettivamente ai bisogni dei cittadini e i nostri amministratori dovrebbero, in tutti i territori, operare sempre tenendo conto di questo.
Una decisione così grave come quella assunta a Gubbio mortifica ingiustamente il lavoro di tanti militanti e di tante amministrazioni, che il Pd guida o di cui è parte, che in tutta Italia si fanno parte attiva per riconoscere dignità e diritti a quei milioni di cittadini cui la legge nazionale non attribuisce strumenti ormai comuni in tutta Europa.
Deve essere chiaro a tutti che il Pd, nella sua interezza, riconosce l'esigenza legittima delle coppie non coniugali, gay o etero, di ottenere riconoscimento giuridico e sociale. Auspico che la commissione diritti, che sta lavorando sotto la guida della presidente del partito Bindi, formuli al più presto una proposta operativa che ne costituisca la dimostrazione pratica.