Rassegna stampa

Orlando: a guadagnarci è stato soprattutto Di Pietro

Et. Co. - Il Messaggero

di Andrea Orlando,  ,  pubblicato il 3 febbraio 2012 , 1113 letture
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Andrea Orlando è il responsabile Giustizia del Pd. 
Che giudizio dare del voto di ieri alla Camera sulla responsabilità civile dei magistrati? 
«Un brutto colpo a danno della coesione dell`azione di governo, che lo indebolisce e ne vanifica i passi avanti compiuti, sulla giustizia, e un ostacolo serio alla possibilità d`intervenire in un settore delicato come quello delle riforme della giustizia, a partire dalla responsabilità civile delle toghe, che è importante, ma va affrontato non in modo rozzo e superficiale, come fa l`emendamento Pini. Il Pdl ha preferito recuperare il suo rapporto con la Lega, ma questo voto è un vulnus che va sanato al più presto. La norma votata oggi è palesemente incostituzionale». 
C`è chi, come Di Pietro, accusa anche il Pd e i suoi franchi tiratori. Ed effettivamente i numeri parlano di ben 63 voti oltre il centrodestra, come lo spiega? 
«Come gruppo Pd forse abbiamo sottovalutato il clima di allerta alla vigilia del voto, anche perché erano arrivate rassicurazioni. dal Pdl, che avrebbero votato no. e non sì, all`emendamento Pini. Comunque la nostra presenza in aula era quasi al completo. Il voto era segreto e, se dovessimo stare alla logica del cui prod.est, quello che ci guadagna di più in questo passaggio è proprio Di Pietro». 
E ora, che fare? 
«Bisogna cancellare quell`emendamento perché crea solo guai e rimettere in moto l`iter della proposta di legge che riforma l`intero settore della responsabilità dei magistrati e che è fermo in commissione da oltre un anno per responsabilità del centrodestra, che finora ha avuto altre priorità». 
L`Anm si è ribellata subito. 
 «Il problema vero è che si rischia di far credere che il problema della responsabilità civile dei magistrati riguarda solo i giudici e non i comuni cittadini. Invece, applicando tale norma si avrebbe una sorta di conformismo giudiziario in base al quale alcune inchieste si farebbero ed altre no».
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commenti

#1 Mario Desideri, 3/2/2012

GIUDICI E RESPONSABILITA' CIVILE NON DIFENDIAMO SOLO LA CATEGORIA INTOCCABILE L'emendamento del Centro Destra sulla responsabilità civile dei magistrati ha giustamente trovato l'opposizione del Centro Sinistra, ma se non presentiamo nello stesso tempo una proposta di intervento nella giustizia che la renda più efficiente e rompa una serie di privilegi faremo una battaglia sulla difensiva e non per far sviluppare il Paese e tenderlo più equo. Anche l'opinione pubblica è poco convinta della difesa ad oltranza di una casta di intoccabili. Mi riferisco in particolare a: -l'impegno di lavoro e la produttività; l'opinione diffusa è che i magistrati, in particolare i giudicanti lavorino poco; scandaloso il periodo di “ferie” di quasi 2 mesi. Se non è così si stabiliscano regole semplici e controllabili dal pubblico sulla produttività e si dia poteri ad un organo indipendente di sanzioni reali sia sulla permanenza in ruolo sia sulla carriera. Se il CSM non è stato in grado di funzionare su questo punto si costituisca una Autorità indipendente con questa funzione. -l'omnicomprensività degli stipendi; la questione vale per tutti i dipendenti e in particolare per i dirigenti, ma è ancora più scandaloso per i magistrati perchè porta spesso a conflitti di interesse. Si tratta di fare una norma semplicissima che vieti ogni attività esterna e che attivi una ufficio/funzione pubblica per gli arbitrati/contenziosi, pagata dai litiganti e senza compensi extra. -le sentenze (o le mancate sentenze per ritardi) “scandalose” anche per interessi di vario tipo. Il problema esiste a tutti i livelli e rende poco credibile la giustizia. Anche per questo occorrerà cambiare l'organo di controllo magari come emanazione del CSM ma con personalità “indipendenti”. -lo stipendio e la carriera dei magistrati (e la pensione); la funzione è importante ma non tale da avere il massimo delle retribuzioni della PA (vedi recente decreto Monti che stabilisce il massimo per tutti i Dirigenti con lo stipendio del Presidente della Corte di Cassazione). Il problema è generale, ma la convinzione è che se la giustizia è una missione (come la scuola) allora meglio avere missionari convinti dell'importanza in sé della funzione e non per il suo alto stipendio. Ovviamente occorre nello stesso tempo dare indirizzi generali sugli stipendi dei dirigenti per ridurli e non solo stabilire un tetto massimo. Ovviamente dovranno essere fatti nello stesso tempo interventi radicali per migliorare la giustizia civile (tutte le PMI e gli artigiani stanno rinunciando a portare in tribunale i debitori, con danno gravissimi per l'economia) e quella amministrativa TAR e Consiglio di Stato (se ne parla poco di quest'ultima ma è spesso motivo di gravi costi e ritardi per la PA) Se c'è crisi vale per tutti e la sinistra non consideri la magistratura un terreno tabù o perchè deve/doveva disarcionare Berlusconi e perchè ognuno ha i suoi scheletri nell'armadio. I lavoratori chiedono equità e efficienza dei poteri pubblici TUTTI per per migliorare la qualità della loro vita. Mario Desideri mario.desideri@hotmail.it

#2 luigi scopinaro, 4/2/2012

E' ASSOLUTAMENTE RIDICOLO, NONCHE' SCANDALOSO CHE I NS BENEAMATI RAPPRESENTANTI IN PARLAMENTO (DICO NS PER GENERALIZZARE, IO NON HO MAI E MAI VOTERO'LEGA...) CONTINUINO A PERCEPIRE DEI LAUTI STIPENDI PER PROPORRE EMENDAMENTI DOVE GIA' ESISTONO LEGGI CHE DISCIPLINANO LA MATERIA. SE IO FOSSI FINI (NON PINI----) ADOTTEREI DEI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI PERCHE' UN DEPUTATO DEVE CONOSCERE LE LEGGI IN VIGORE VE NON DEVE FAR PERDERE TEMPO, ENERGIE, SOLDI E INNESTARE UNA TURBATIVA....PER UN ARGOMENTO GIA' AMPIAMENTE DISCIPLINATO DA UNA LEGGE DI ALMENO 15 ANNI FA....CREDO CHECI SIANO GLI ESTREMI PER UNA "CLASS ACTION" DEI CITTADINI "SCHIFATI" DALLA POCHEZZA , SUPERFICIALITA' ETC ETC DI MOLTI DI COLORO CHE SIEDONO IN PARLAMENTO PER "SCALDARE" LE PANCHE E NON PER FARE COSE UTILI ALLA NAZIONE. SALUTI DA UN CITTADINO INORRIDITO....

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