Nelle regioni più colpite dall'emergenza neve i comuni approntano accrescono l'accoglienza e aprono luoghi pubblici come stazioni o auditorium.Associazioni al lavoro in tutto Italia per garantire un posto caldo e sicuro anche achi vuole rimanere in strada.
In Veneto stazioni aperte e strutture di accoglienza a pienoregime. A Venezia raccolta di coperte per gli homeless e unità di strada allavoro: continua il servizio notturno di assistenza del comune incollaborazione con la cooperativa Caracol e delle altre realtà convenzionate(City angels, Croce rossa e Croce Verde e altre associazioni): volontari in strada tutte le sere, per accompagnare lepersone nelle strutture di accoglienza e per portare generi di conforto agli “irriducibili” .A Vicenza la scorsa notte tutti i posti disponibili sono stati occupati. DonSandonà (Caritas Vicenza): “Nessuno viene lasciato indietro”. A Verona aggiunti45 posti ai 200 già disponibili nei dormitori e da venerdì allestita unatensostruttura con altri 40 posti letto.
In Toscana oltre 100 nuovi posti letto disponibili. Quasi tutti i comuni hanno potenziato le strutture d’accoglienza per i senzatetto. A Firenze prosegue a pieno ritmo il lavoro delle associazioni (comunità di Sant’Egidio, Ronda della Carità, associazione Aurora) e parrocchie (Suore di Madre Teresa di Calcutta e Preziosissimo sangue): appello per aprire la sala d’attesa della stazione. A Lucca un auditorium è diventa un rifugio e a Livorno messo a disposizione dei senzatetto un albergo.
A Roma la situazione è al momento sotto controllo: 60 postiin più all'Ostello della Caritas , altri 120 all'ospedale San Camillo Forlaniniper i senza dimora. Si lavora per convincere chi vive in strada a accettare l’aiutodelle associazioni. Molina (Caritas Roma e Ostia): ''Il vero problema èriuscire a fare un buon lavoro strada. Più c’è 'drenaggio' e più è facile chele persone arrivino''. Due homeless hanno perso la vita nei giorni scorsi ad Ostia,mentre questa notte una donna di 78 è morta alla stazione Termini. La situazione è quindi ancora preoccupante. Alla stazione Termini raddoppiate le forze al centro diurno. Radicchi (Osservatorio nazionale sul disagio e lasolidarietà): “Da dieci siamo passati a 23 posti per la degenza. Ma la cosa piùdifficile resta traghettare le persone nei centri, anche per la situazionedelle strade, in molti tratti sono ancora ghiaccia.
A Perugia l'emergenza è iniziata molto prima del maltempo; le richieste di posti letto sono aumentate già all'inizio dell'inverno. La Caritas: ''Arrivano a decine, sono soprattutto padri di famiglia italiani senza lavoro''. Ma il freddo di questi giorni rende necessario uno sforzo ulteriore. Un senzatetto è morto a Castiglione del lago: ''Aveva rifiutato l'alloggio per la notte''.
(Redattore Sociale)