Comunicato stampa
Morti bianche, Nerozzi: "Crisi mette a rischio sicurezza i lavoratori"
Il governo Monti non deve abbassare la guardia
"La sicurezza sul lavoro deve divenire 'il tema' della politica, della società civile, delle forze sociali e imprenditoriali, e non solo dei cosiddetti esperti del settore. Solo così saremo capaci di dar vita a quella battaglia culturale e sociale capace di sradicare una delle più gravi tragedie del nostro Paese: morire per il lavoro. Solo così saremo davvero all'altezza dei ripetuti appelli del Capo dello Stato a fare di più e meglio per garantire dignità e sicurezza ai lavoratori". Lo afferma il senatore del Pd Paolo Nerozzi, vicepresidente della Commissione Infortuni e morti sui luoghi di lavoro annunciando il voto favorevole del Pd alla risoluzione in discussione in Senato.
Nerozzi sottolinea che i dati ufficiali "mostrano complessivamente un lieve calo degli infortuni e dei decessi sul lavoro rispetto agli anni precedenti" ma, aggiunge, "a parità di monte ore lavorate c'è un nuovo incremento degli infortuni nell'ultimo periodo. Infortuni, malattie professionali e decessi che riguardano in particolare alcuni settori produttivi: edilizia e l'agricoltura, e alcune categorie di persone: giovani, donne ed immigrati. Si comprende quindi che il tema della sicurezza sul lavoro è strettamente correlato alle dinamiche produttive e occupazionali, laddove si rinuncia più facilmente alla sicurezza se c'è un rischio per la propria occupazione, e alla qualità complessiva del lavoro, al suo grado di dignità e di professionalità".
In particolare Nerozzi si sofferma su alcuni "macro problemi: la formazione, ancora inadeguata; il lavoro sommerso, grigio e l'impiego di immigrati irregolari; agricoltura, lavoro autonomo e specifici settori d'impresa dove molto spesso la consapevolezza del rischio è molto bassa e gli strumenti di controllo inefficaci. Infine - conclude Nerozzi - mi soffermo su un aspetto molto importante e purtroppo poco valorizzato: i lavoratori addetti alla sicurezza (RLS), troppo spesso poco ascoltati e poco formati, possono essere un vero valore aggiunto se non lasciati soli, se messi in condizione di essere soggetto e luogo di contrattazione e di miglioramento complessivo della qualità del lavoro. Un vero e proprio esercito di riserva a cui offrire risorse e strumenti di lavoro".