La legge elettorale "porcata" sta davvero per essere cambiata o si sta menando il can per l'aia, presidente Marini?
«Credo che arriveremo al traguardo. Tutte le forze politiche, Lega e Berlusconi inclusi, hanno compreso che non siamo più al 2006, quando la gente non capì bene il danno del Porcellum. Oggi dovunque ti giri è un coro. Ti dicono: "Attenti, avete calpestato la Costituzione". Chiunque pensi di arrivare al voto con la legge Calderoli prenderà una batosta sonora, dimezzerà i voti. Il Pd nell'ultima assemblea nazionale ha deciso che sarà la priorità assoluta. È l'ultima occasione dei partiti. Se non si sbaglia, la riforma andrà in porto».
Berlusconi propone al Pd: "Facciamola insieme". C'è da fidarsi?
«Dire "fai l'accordo con me" è ridicolo. Così s'imbocca un viottolo che porta in campagna. Non devono esserci discriminazioni di forze politiche, i Democratici devono aprire a tutti. Altrimenti si creano le condizioni per fallire. Poi, ci può essere qualcuno che si mette fuori, e comunque non può frenare la trattativa».
E nel merito?
«Innanzitutto ridare ai cittadini il diritto costituzionale di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento. Prevedendo una larga parte di collegi uninominali e una minima di liste di partito. Un collegio di circa 100 mila elettori, così tutti conoscono i candidati in gara. Occorre togliere inoltre il premio di maggioranza, però un governo deve poi essere in grado di governare. E il bipolarismo, anche se non forzoso, è una condizione ormai interiorizzata dagli italiani. Il sistema potrà essere tedesco o spagnolo, si vedrà. Se aggiungiamo la riforma dei regolamenti parlamentari avremo fatto un passo importante».
Delle altre riforme istituzionali non se ne fa nulla?
«Sono in programma. Ma devo essere realista: oltre a questi due obiettivi il tempo di pensare al superamento del bicameralismo non riesco a vederlo. Mi accontenterei di un traguardo limitato».
Pensa che non ci sarà il tempo perché prevede che il governo Monti cada prima del 2013?
«Questo governo non può cadere perché l'enorme problema italiano è la ripresa e la difesa del lavoro. Monti ha il compito di portare il paese fuori dalla crisi economica. Al di là delle schermaglie, non credo che ci siano forze politiche che possano dire "Monti a casa"».
I partiti politici inoltre sono in crisi di credibilità. Un discredito che il "caso Lusi", il tesoriere del suo ex partito, ha contribuito ad aumentare. È possibile che manchino 13 milioni dalla cassa e nessuno se ne accorga?
«Dei fondi spariti si sta occupando la magistratura. Devo dire però che all'Assemblea di giugno della Margherita mi accorsi che il clima era diventato insostenibile. Proposi l'istituzione di un gruppo autorevole che verificasse la situazione e facesse una proposta per la destinazione dei fondi ancora disponibili. Detto questo, senza ipocrisia, le somme che la legge ha dato a un partito, anche dopo il suo scioglimento, a cosa dovevano servire? A fini turistici o, ahimè, privati? Destinarli a sostenere iniziative politiche o formative non mi pare possa suscitare scandalo. Per quanto mi riguarda non ho chiesto né ricevuto fondi dalla Margherita».