Approfondimenti

Protezione civile scongelata

di Franco Bomprezzi. Monti conferma la fiducia a Gabrielli, ma l'emergenza resta

pubblicato il 8 febbraio 2012 , 225 letture
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Dopo la polemica astiosa fra il sindaco Alemanno e il capo della Protezione Civile Gabrielli ieri è stata la giornata in cui il premier Monti si è reso conto che forse era il caso di fare il punto su questo nervo scoperto del funzionamento della macchina delle emergenze. Anche perché il gelo e la neve non danno tregua.
“Arriva un'altra ondata di gelo. Monti ai ministri: più impegno” segnala il CORRIERE DELLA SERA a centro pagina in prima e scrive: “Le previsioni del tempo non lasciano spazio all'ottimismo: neve e gelo non allentano la presa sull'Italia. Il picco lo si potrebbe raggiungere tra venerdì e sabato con temperature ancora più rigide e ulteriori nevicate anche in pianura. Il premier Mario Monti ha invitato tutti i ministri a un «impegno più incisivo sotto il coordinamento della Protezione civile» per evitare i disagi di questi giorni. Un modo per rispondere all'appello di Gabrielli che sempre ieri aveva denunciato come la Protezione civile «non sia più operativa». Aumenta di giorno in giorno il conteggio delle persone uccise dall'ondata di gelo. Ieri il bollettino parlava di dieci morti. Le vittime, partendo dal primo di febbraio, sono in tutto 40. Spesso si tratta di anziani colti da malore in casa o mentre spalavano la neve, ma molti sono anche i senzatetto così come camionisti sorpresi dalle bufere in giro per l'Italia”. I servizi da pagina 5 a pagina 9. Spiega Virginia Piccolillo: “Si è concluso con un richiamo a tutti (dai ministri, ai sindaci, ai prefetti, fino alle società che gestiscono luce, gas, e strade), ad affrontare il nuovo allarme neve con un impegno «più incisivo» sotto «il coordinamento della Protezione civile», l'incontro tra il premier Mario Monti e il numero uno dell'emergenza, Franco Gabrielli. Nessuno scossone nella gestione del maltempo. Né l'assegnazione della delega a un sottosegretario ad hoc. Né il ritorno del Dipartimento al Viminale, come i Vigili del Fuoco. Né lo spacchettamento delle competenze a metà con il ministero dell'Economia. Piuttosto un richiamo a una collaborazione più attenta e coordinata con il Dipartimento, diretta a «tutte le strutture del governo del territorio e delle imprese di gestione dei pubblici servizi, al fine di tutelare la pubblica e privata incolumità», ha fatto sapere una nota della presidenza del Consiglio. Un'implicita riconferma della fiducia in Gabrielli che ieri era giunto a paventare le dimissioni”. Ma che cosa è successo alla Protezione Civile? “Quei pochi articoli che hanno riportato la Protezione civile ai tempi dei Savoia” scrive Alessandra Arachi sempre a pagina 5: “senza la proclamazione di stato di emergenza non è stato possibile attivare alcun coordinamento nazionale di protezione civile. Un po' un cane che si morde la coda, di questa legge 10 che ha messo mano soltanto alla legge 225 del 1992 (quella che istituì la Protezione civile) senza toccare minimamente quell'altra legge, la 401, quella che nel 2001 riorganizzò la protezione civile. Con quella legge venne abolita l'Agenzia di Protezione civile (istituita appena due anni prima dalla legge 300) e venne introdotto quel comma (il comma 5 dell'articolo 5 bis) che tanto ha fatto parlare in questi mesi: i grandi eventi nelle mani dirette della Protezione civile. È rimasto intatto”. A pagina 6 l’allarme gas, mentre le pagine 8 e 9 sono dedicate al gelo e alla neve. E non annunciano niente di buono: “Resiste il Burian, il vento siberiano, e irrompe il blizzard, la tormenta di neve fine e gelata in arrivo dai paesi Baltici – scrive Andrea Pasqualetto -. Nessuna tregua, dunque, per gli esperti. Le previsioni sono dall'Istituto di biometeorologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e dai tecnici del sito «ilmeteo.it» che vedono un'Italia stretta nella morsa del freddo polare ancora per una decina di giorni. «Potremmo superare il record storico del febbraio del 1956, ci manca una settimana di neve», azzarda Massimiliano Pasqui, il ricercatore che al Cnr segue giorno per giorno l'evoluzione delle perturbazioni colpevoli di aver fatto precipitare l'Italia sottozero come ai tempi di Napoleone”. Allucinante il diario dalla tormenta di Valerio Ippoliti, operatore sociosanitario all’ospedale di Avezzano, pensieri raccolti da Fabrizio Caccia.
LA REPUBBLICA titola su “Protezione civile, più soldi e poteri”. Il servizio all'interno: «Un'ora e mezza per ottenere la fiducia del premier e pure una promessa di cambiamento: “Stiamo cercando una strada legislativa e nuovi finanziamenti per ridare forza alla Protezione civile, oggi la struttura non funziona”». Sarà dunque rivista la legge 10, firmata nel febbraio 2011 da Giulio Tremonti. Il prefetto Franco Gabrielli ieri sera è stato congedato dal presidente del Consiglio con una stima rinnovata e due richieste: basta con le polemiche pubbliche e poi «affrontiamo con un impegno più incisivo la nuova settimana di emergenza maltempo». Gabrielli guiderà un tavolo con tutte le istituzioni e le aziende di servizio (domani un comitato straordinario a Palazzo Chigi). «Siamo un Tir con il motore di una 500», aveva detto al mattino nell'audizione in Senato. Monti ha chiesto al viceministro Grilli risorse per finanziare gli interventi immediati e ha dato indicazioni di dettaglio sul futuro della struttura: strumenti legislativi per togliere i freni burocratici e autorizzativi, ma non si tornerà mai più a una gestione «straordinaria e derogatoria». In appoggio un dossier su conti e problemi, in particolare sulla prevenzione questa sconosciuta... Bilancio ridotto da Tremonti (tagli del 10%), lentezza nell'intervento e nel coordinamento, ma anche sprechi e inchieste: in 8 anni, sono stati usati più di 10 miliardi e sono numerose le inchieste che hanno svelato come la Protezione civile fosse al centro di un sistema di corruzione pubblico-privato. L'emergenza però non è finita: previste altre nevicate ed ecco che LA REPUBBLICA spiega ai suoi lettori i dieci errori...: l'allerta non sempre chiara; la debacle della capitale; il piano neve delle Ferrovie che è naufragato su piccoli dettagli; interventi non efficaci sulle strade; il nodo autostradale; 12680 forniture ieri senza elettricità; ancora ieri 40mila famiglie senza acqua (tubi in ghisa grigia, un materiale che si spacca con il freddo); enti locali che non hanno chiesto lo stato d'emergenza (perché ora sono loro a dover tirar fuori i soldi per gli interventi urgenti, aumentando tributi); anche l'esercito in difficoltà; senza catene le auto delle aziende strategiche, anche della Polizia...
(... n.d.r.)
La grande foto della rampa d’accesso all’autostrada A24 completamente innevata domina la prima pagina del MANIFESTO dal titolo “Discesa libera”. Il sommario punta decisamente sulle denunce di Gabrielli: “«I tagli di Berlusconi ci hanno bloccato». Diretta e pesante la denuncia del capo della Protezione civile Gabrielli: «Costretti a lavorare con i mezzi messi a disposizione dalle amministrazioni». Le bufere di neve mettono a nudo la fragilità dell'Italia. Ieri altri dieci morti, i Comuni non dovranno pagare i militari”. In prima del MANIFESTO anche l’editoriale di Guglielmo Ragozzino “Sconfitte su sconfitte” dedica alcune riflessioni alla Prociv «Il fine settimana sarà gelido. Siamo stati tutti avvertiti e dobbiamo fare del nostro meglio. La Protezione civile conta su 800mila persone; essa sola ha strutture di comando e mezzi e capacità di intervento. Occorrono soldi, ma la prevenzione può far risparmiare al paese vite umane e disastri (...)  La Protezione civile durante il vecchio governo è stata, quanto a vertici, un crogiolo di malaffare, tra feste patronali, sprechi cortigiani e tentata società per azioni. È comunque l’unico strumento che abbiamo e dobbiamo aiutarla a funzionare (...)». Due i richiami che fanno un affondo sul tema di apertura: “La conversione ecologica necessaria” e “L’emergenza svela i nostri limiti” che ha per occhiello “Il Belpaese in frantumi”. Se l’apertura di pagina 2 è “Gelo, allarme per il weekend” a pagina 3 il titolo è per la Protezione civile “Tutti i poteri di Bertolaso” e l’articolo si apre con l’immagine usata da Gabrielli per descrivere la situazione attuale della Prociv «Un Tir col motore di una Cinquecento». Nell’articolo si spiega che il governo «(...) sembra al momento intenzionato ad affrontare solo il nodo – anzi, la palla al piede – della legge 10/2011, quella che Tremonti usò come un gioco da illusionista per dissimulare la sua impotenza contro la legge “Grandi eventi” (401/2001), la vera responsabile dell’era Berlusconi (...)».
Del tema protezione civile IL SOLE 24 ORE si occupa a pagina 5: “Piano neve, in campo il Governo": «D'ora innanzi nessun responsabile di governo potrà chiamarsi fuori o ignorare le proprie competenze e responsabilità. Non ci sono allusioni, ma il caos sopraggiunto non ammetteva altre esitazioni. Senza trascurare un dettaglio finale: quelli in programma contro l'emergenza maltempo sono impegni e attività da svolgere «nel quadro del coordinamento esercitato dal Dipartimento della Protezione civile». Fine (si spera) dei giochi, delle polemiche, dei rimpalli e delle accuse mentre neve e ghiaccio sono ancora in gran parte dell'Italia e anzi incombono di nuovo minacciose. L'incontro tra Monti e Gabrielli si è svolto insieme al ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, il viceministro all'Economia Vittorio Grilli, il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Antonio Catricalà. Il prefetto ha illustrato «un'ampia relazione» sulla situazione in corso, spiega la nota di palazzo Chigi. La riunione ristretta è servita a mettere a punto proprio le coordinate più operative, nell'immediato, vista anche la presenza del ministro dell'Interno con le sue prefetture sul territorio. L'interazione con il dicastero dell'Economia, invece, ha un ruolo diverso, altrettanto fondamentale: assicurare la garanzia e la copertura finanziaria in caso di intervento diretto, e non solo di coordinamento, della Protezione. È la trappola più volte denunciata da Gabrielli. Per forza: ogni sua ordinanza, per decisione dell'allora ministro dell'Economia Giulio Tremonti, deve avere l'ok del Tesoro e il visto della Corte dei conti per essere operativa. Ieri, invece, in un colpo solo Gabrielli ha incassato copertura economica e soprattutto politica. Al massimo livello. Ciò non significa che va esclusa una riforma dell'attuale assetto della Protezione civile (si veda Il Sole Ore di ieri). Non sarà fatta, ha confermato palazzo Chigi, sull'onda di un'emergenza ancora in corso. Il tema però è aperto, anzi: la riunione di ieri prima del Consiglio sancisce la sospensione della procedura di verifica e revisione dell'assetto istituzionale. La neve certo ha fatto emergere anche i problemi richiamati da Gabrielli».
Freddo e lavoro sono i temi che aprono la prima dell’AVVENIRE che titola “Un’Italia in bianco e nero” e nel catenaccio riunisce i temi: “Neve, grave emergenza a Sud. Lavoro, nel 2011 scovati 118mila irregolari”  e su questi due binari anche i richiami. Alla situazione della Protezione civile è dedicata pagina 5 che con la 4, la 6 e la 7 sono dedicate al “Generale inverno”. Nel sommario si spiega “Lungo incontri a palazzo Chigi tra il premier e il prefetto che al Senato si era detto pronto alle dimissioni dopo le critiche dei giorni scorsi. Confermati poteri e assicurati anche ulteriori fondi per affrontare la forte perturbazione prevista nel prossimo fine settimana” in un box in falsa apertura la posizione del volontariato «Nessun fango sulla protezione civile» è il titolo per spiegare la posizione della Consulta nazionale del volontariato che «scende in campo in difesa della Protezione civile nella polemica lanciata dal sindaco Alemanno (...)» L’apertura è invece incentrata sull’arrivo di una seconda emergenza e nel catenaccio si legge: “Monti rinnova fiducia a Gabrielli: «La Protezione civile coordini, i ministeri collaborino»” e nell’articolo: «(...) Basta polemiche e lavorare tutti. Alla Protezione civile nazionale Monti assicura, quindi, una copertura politica e economica. (...) È dunque anche un’indiretta conferma della permanenza del Dipartimento sotto la Presidenza del Consiglio, bloccando voci che ipotizzavano un passaggio al Viminale (...)». A piè di pagina trova posto anche un’altra polemica: «L’Esercito non chiede soldi alle città» e il sommario spiega: “La Difesa replica alle proteste di alcune amministrazioni: mai pretesi contributi”.
“Gabrielli: non è più operativa”. Il giudizio sulla condizione della Protezione Civile pronunciato dal suo stesso capo, il prefetto Franco Gabrielli, non è dei più rassicuranti. LA STAMPA dedica le pagine 2 e 3 alla condizione quanto mai precaria dell’ente, messo a dura prova dall’ondata di gelo e maltempo. Chiarissimo lo schema che mette a confronto le due diverse Protezioni civili, quella dell’epoca Bertolaso (che “aveva praticamente carta bianca su qualunque iter burocratico riguardasse l’emergenza; poteva dichiarare autonomamente lo stato d’emergenza di una particolare zona; poteva spendere risorse senza gare d’appalto e a coprire le spese ci pensava poi il ministero dell’Economia”) e quella riformata dalla legge 10 del 2011, e gestita oggi da Gabrielli: che non può effettuare interventi senza la previa autorizzazione  del ministero dell’Economia e della Corte dei conti; per le risorse può solo attingere  al proprio fondo di 5 milioni di euro; lo stato d’emergenza può essere dichiarato solo dalle Regioni. L’audizione di Gabrielli ieri al Senato, e i contatti ripetuti con Monti hanno delineato una linea comune: usciamo dall’emergenza gelo, e poi pensiamo a una riforma della Protezione Civile che le restituisca la possibilità di agire in modo efficace.
(Vita.it)

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