Ufficio stampa
[/documenti/dettaglio.htm]
Articolo

Bersani parla di democrazia con i giovani tunisini

Durante la visita in Tunisia, il Segretario del PD ha incontrato in un bar di Tunisi alcuni ragazzi tra i protagonisti della Primavera araba. VIDEO

pubblicato il 9 febbraio 2012 , 766 letture
ragazzi tunisini e Bersani  ragazzi tunisini e Bersani  ragazzi tunisini e Bersani
Sono giovani, avranno poco più di 20 anni. Eppure alle spalle hanno già una rivoluzione che hanno alimentato con passione, ma che temono incompiuta, e davanti a sè un futuro incerto in cui scrivere le regole di una nuova democrazia.

Sono una ventina di ragazzi tunisini, molte le ragazze di Ennadha con il velo, esponenti di movimenti e partiti politici, alcuni dei quali eletti nell'ottobre scorso all'assemblea costituente. Pier Luigi Bersani li ha incontrati oggi in un caffè di Tunisi per un lungo e intenso confronto sul senso della democrazia.
E sono bastati pochi interventi per far dire al Segretario del PD: "Ho capito molto di più ascoltando voi che in tutti gli incontri ufficiali".

L'incontro c’è stato dopo una lunga serie di colloqui ufficiali con il premier Hamadi Jebali, il presidente dell'Assemblea costituente Mustafa Ben Jaafar e il leader storico del partito islamico di maggioranza Ennadha. A tutti gli interlocutori Bersani ha ribadito “il sostegno dell'Italia” e lo ha fatto anche coni ragazzi: “I giovani di questo Paese sono anche i nostri giovani".

Dai giovani costituenti il leader del PD ha ascoltato la preoccupazione per una rivoluzione tradita nei suoi ideali, per la battaglia identitaria tra forze islamiche e laiche, per un governo che non affronta i problemi economici, per il rischio di una seconda rivolta per il pane o, peggio, di controrivoluzione dei nostalgici di Ben Ali'. E una ancor confusa idea di come debba essere il confronto politico e il ruolo dell'opposizione.
Su questo punto però è stato categorico: "In democrazia l'opposizione può dire ciò che vuole, poi gli elettori giudicheranno. La democrazia è proprio il diritto delle minoranze di dire ciò che pensano".



Ha spiegato Bersani: "Oggi, voi siete fortunati perchè state vivendo un passaggio che racconterete ai vostri nipoti. Io credevo di essere fortunato perchè alla vostra età facevo il '68, ma qui sta accadendo ben di più. Eppure - ha ammesso - quando lo racconterete, dovrete dire che non tutto quel che volevate è arrivato, che certo un pezzo di quello che pensate è stato tradito, ma che siete comunque orgogliosi di avere messo in piedi un nuovo Paese. Voi giovani dovete dare una mano a creare un sistema politico in cui le cose si fanno assieme e si scrive la Costituzione. Poi la politica risolverà mano a mano le cose e le ragioni e i torti si vedranno tra 20 anni. Di certo, una democrazia non può vivere a lungo senza il pane, ma un uomo solo al comando non garantirà mai il pane. Bisogna occuparsi del pane e creare bene la democrazia".

Davanti ai ragazzi che gli citavano Silvio Berlusconi, Bersani ha ammonito: "Mettete regole nel campo dei media, evitate le concentrazioni. Noi abbiamo sottovalutato il problema ed è stato un disastro".

E sul ruolo delle istituzioni: "Noi siamo per un regime articolato in partiti aperti alla società civile e stiamo lavorando a un rafforzamento del sistema parlamentare, dopo l'ubriacatura populistica da cui siamo reduci. Non dico che per noi non siano possibili meccanismi semipresidenziali con un buon equilibrio di poteri, ma nella nostra esperienza e con la nostra Costituzione è più ragionevole semplificare e perfezionare il sistema parlamentare. Qualche potere in più al Governo ma anche qualche potere in più al Parlamento di controllare l'esecutivo, meno parlamentari, fine del bicameralismo e una legge elettorale che eviti la frammentazione, ma non tagli la testa a troppi soggetti politici, l'obbligo per i partiti che si uniscono di indicare il candidato premier. Forse questa - ha riconosciuto Bersani - non è la ricetta giusta per la Tunisia che invece potrebbe preferire mantenere un sistema presidenziale. Ma certo c'è comunque l'esigenza di rappresentare le formazioni politiche che saranno il tessuto della democrazia”.

Bersani ha concluso l’incontro citando Togliatti: "Come diceva Togliatti, i partiti sono la democrazia che si organizza ed è padrona di sè. Dunque - ha esortato - non abbandonate l'idea che di là della frammentazione di oggi non possa esserci un ruolo per i partiti e per il Parlamento".
servizi
Trovi questo documento anche in

Mi piace

dillo ai tuoi amici

Inserisci le email separate da una virgola  
il tuo nome  
la tua email  
un breve messaggio  
 
L'utente, nel premere il pulsante "invia", dichiara di aver letto e approvato l'informativa sul trattamento dei dati.
[*]