Rassegna stampa

I diritti e il coraggio di Milano

Il registro delle coppie di fatto - omosessuali e non - annunciato da Pisapia si richiama ai principi scolpiti nella nostra Costituzione. Come accadde con i Dico, un tentativo contro le discriminazioni
Barbara Pollastrini - L'Unità

di Barbara Pollastrini,  pubblicato il 10 febbraio 2012 , 1548 letture
Ingerenze inventate. C`è chi, nel dibattito, chiama in causa il Papa. Sbagliato «arruolare» Ratzinger in un confronto che riguarda la città
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La capitale dei diritti e del bene comune", spesso Giuliano Pisapia evoca così l`ambizione di Milano. Non è solo un appello ai buoni sentimenti ma una chiave per uscire dalla crisi indicando una prospettiva di governo e la radice di un pensiero sulla comunità. In questo senso il filo "costituzionale" proposto dal sindaco per molte ragioni è il nostro.

Lo dico perché la storia migliore della città si è sempre intrecciata alla solidarietà e a uno sguardo laico e umano mentre quando questo vincolo si è spezzato si sono manifestate le regressioni peggiori. Ecco perché il voltar pagina di questa amministrazione ha un valore particolare, sia che si parli di dignità del lavoro o delle donne, della cittadinanza ai bambini stranieri o del riconoscimento di altri diritti come nel caso di un ambiente tutelato.

Si tratta di azioni diverse ma con una stessa finalità: ridurre quelle diseguaglianze profonde e spesso immorali che la crisi ha fatto esplodere e che bloccano come un macigno la stessa crescita economica di un`area metropolitana così vasta. Diseguaglianze materiali, e insieme civili e di opportunità. Lo scrivo sapendo che i diritti umani, sociali e politici - non sono divisibili perché non è divisibile la persona. Ma lo scrivo anche con la convinzione che senza diritti certi è più difficile costruire la casa dei doveri. E allora con il gesto simbolico del registro per le coppie di fatto omosessuali e non - Pisapia non si è solo richiamato al suo programma elettorale ma a principi scolpiti nella nostra Costituzione. In particolare agli articoli 3, sulla rimozione degli ostacoli all`esercizio di una compiuta uguaglianza e 29 sulla famiglia.

Nel merito il sindaco non ha proposto l`equiparazione tra matrimonio e unioni civili. Ha inteso però riconoscere in altri progetti di vita un vincolo di responsabilità. Da Ministra per i diritti e le pari opportunità, assieme a Rosy Bindi, affrontammo la materia. I Dico furono una mediazione non priva di limiti e una soluzione che non rispondeva alle convinzioni di ognuna. Ma si trattò del primo vero tentativo di una soluzione saggia che scuoteva l`indifferenza della politica verso coppie consolidate da anni di convivenza e da un comune investimento affettivo nel futuro.
Non ne parlo per riproporre quella formula. Lo ricordo perché più di uno commentò che anche così nasceva il Pd, e non per caso in quel passaggio si accesero molte speranze. Oggi, pure in mezzo agli ostacoli, da quella frontiera dobbiamo avanzare. E allora a proposito dell`utilizzo del fondo comunale di solidarietà, escludere da quelle risorse una specifica categoria che ne abbia i requisiti, single o coppie che siano, equivarrebbe a una discriminazione ingiusta e dolorosa.

Una sola aggiunta. Milano è una città densa di testimonianze generose di credenti e non, che hanno saputo porre avanti a tutto valori e virtù civiche in cui l`intera comunità potesse rispecchiarsi. Personalmente ho appreso molto da un pensiero religioso, in particolare la ricchezza del dialogo e dell`accoglienza. La buona politica, per parte sua, sa che in un mondo attraversato da differenze infinite la dignità di ogni persona è la bussola in grado di orientare le culture e l`azione dei governi. Sarebbe miope scordarlo oggi nel cuore di una discussione sul destino dell`Europa. Perché l`unità europea si può rilanciare solo facendo vivere le sue radici migliori, quelle fondate appunto sulla cittadinanza e sulla democrazia. Se non bastasse la cronaca, è la storia a rammentarcelo.

Pochi giorni fa si è celebrata la Giornata della Memoria e in fondo è la vicenda drammatica del `900, con le sue tragedie, ad aver fortificato la "civiltà europea" per come la conosciamo. In questo senso la stessa Carta europea dei diritti, con le successive direttive ai singoli Stati, è stata pensata proprio per combattere ogni forma di discriminazione. E per impedire al passato peggiore di rinascere, magari sotto nuove vesti. Quanto al rinvio di eventuali decisioni in attesa della visita del Pontefice, nutro un riguardo troppo profondo verso il Papa per "arruolarlo" in un dibattito che, per quanto significativo, coinvolge un`amministrazione.

A noi deve restare la convinzione che i diritti dei deboli non si devono scambiare mai per i più deboli dei diritti. Mi pare un punto di vista che va oltre i confini della mia città e che ci riguarda da vicino anche nel giudizio sul dopo Berlusconi. Questo perché se col governo Monti è stato evitato il baratro, adesso, insieme al sostegno non subalterno a questa transizione, abbiamo la responsabilità di costruire un`alternativa solida e forte di una sua ispirazione ideale.
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