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Violante: "Tocca ai cittadini scegliere i parlamentari"

Intervista a Luciano Violante di Michele Cossi - La Gazzetta del Mezzogiorno

di Luciano Violante,  pubblicato il 10 febbraio 2012 , 161 letture
Presidente Luciano Violante,il confronto per la legge elettorale sembra andare avanti con la logica dello «stop and go». A che punto è la trattativa?

«Il confronto è tra tutte le forze politiche. Ieriabbiamo incontrato il Pdl, oggi (ieri, ndr) Sel e la prossima settimana l'Italia dei valori, i Verdi, il Terzo Polo e la Lega. Credo poi che occorrerà fare il punto e passare alla fase successiva che è quella del lavoro concreto delle Camere».

Al di là dei grandi principi - bipolarismo e fine dell'epoca dei nominati - si sono fatti concreti passi avanti? 

«C'è una convergenza molto larga su alcuni punti di fondo che per noi sono irrinunciabili.Prima questione: va messa nel cestino la legge Calderoli, che non va cambiata, ma sostituita totalmente. Seconda questione: nessuno deve essere escluso, la legge deve essere il risultato del consenso più ampio. Se qualcuno non la vota, sarà perché si esclude da solo».

Ma quali devono essere i punti fondamentali?

«Innanzitutto deve permettere la scelta dei parlamentari da parte dei cittadini e deve favorire, ma non imporre, la costituzione di maggioranze siano omogenee e in grado di governare».

E sul bipolarismo?

«Finora quello coattivo, che si è manifestato sia con la legge Mattarella sia con la Calderoli, ha messo insieme non le forze che avevano lo stesso programma, ma quelle che avevano lo stesso avversario. Quindi si vincevano le elezioni, ma poi quelle forze non erano in grado di governare».

Anche nel Pd ci sono scuole di pensiero diverse sulla legge. Qual'è l'orientamento prevalente?

«C'è il pieno consenso interno alle posizioni espresse nelle trattative».

Sul ritorno al proporzionalismo?

«Al proporzionalismo puro no, perché sarebbe un meccanismo che farebbe esplodere il sistema politico. Pensiamo a una clausola di sbarramento al 4 %, e a seggi che vanno in più a forze o alleanze più rappresentative. Un meccanismo proporzionale alla tedesca, con correzioni maggioritarie».

Bocciato il modello spagnolo?

«Si va verso il modello tedesco. Almeno, questo è l'orientamento allo stato attuale delle trattative».

Nel Pdl nota una reale volontà di andare ad una accordo?

«Il Pdl attraversa una fase difficile che noi rispettiamo. Ma chi ostacola il cambiamento della legge elettorale o lo impedisce si pone contro la volontà degli italiani. Vogliamo che la riforma sia fatta in questa legislatura. Le forze politiche hanno delegato al governo Monti la crisi economica e hanno attribuito a se stessi la risoluzione della crisi politico-istituzionale. Sono tenute a operare in questa direzione».

Solo legge elettorale o anche riforme istituzionali?

«Si lavora alla legge elettorale e ad alcune riforme costituzionali».

Sarà possibile predisporre un pacchetto di riforme in pochi mesi?

«Sarà possibile differenziando il lavoro tra le due Camere. Se non si fa questo sarà difficile riuscirci».

Quindi i cittadini torneranno ad eleggere il loro parlamentare?

«Ogni collegio avrà il suo parlamentare».
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