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Emigrazione, Bucchino (PD): come utilizzare quel che resta della legislatura?

di 9colonne Agenzia Giornalistica,  pubblicato il 15 febbraio 2012 , 68 letture
Roma, 14 feb - “I segnali di novità che il nuovo governo” sono “ricorrenti e da non sottovalutare”. Lo ha detto il deputato del Pd eletto nella circoscrizione Estero, Gino Bucchino che aggiunge: “Nel campo del risanamento finanziario, primo banco di prova in questi drammatici frangenti, ma anche in quello dell’etica pubblica e del dialogo con le forze sociali e con lo stesso Parlamento” e anche nel campo delle politiche migratorie “qualche novità, soprattutto di metodo, si percepisce”, aggiunge Bucchino. “Il ministro Terzi, tra i suoi primi atti, ha congelato – dice Bucchino - il programma di ulteriore chiusura dei consolati, si è incontrato con il presidente dell’Inps per valutare la possibilità di una migliore collaborazione con l’istituto previdenziale sul tormentato tema della previdenza per gli italiani all’estero, si appresta, forse, a riannodare il dialogo con il Cgie dopo le drammatiche rotture dell’era Mantica. Da parte dello stesso governo, poi, si è manifestato almeno un atteggiamento di ascolto nell’incontro richiesto dagli eletti all’estero con il sottosegretario Catricalà, senza tacere che nel cosiddetto ‘Salvaitalia’ si è risentito finalmente qualche accenno all’esigenza di puntare su una rinnovata internazionalizzazione per uscire dalla crisi che ci stringe”. “Tuttavia – aggiunge il deputato eletto all’estero -, la disponibilità e la buona volontà rischiano di non bastare. La destrutturazione del ponte che si era costruito con tanto lavoro tra lo stato italiano e le comunità all’estero è andata tanto avanti che non basteranno pochi atti di buon senso per riattivare un circuito virtuoso, come se niente sia accaduto”.
“Di cose da fare ce ne sono fin troppe” secondo Bucchino che tra le cose da migliorare suggerisce la rimozione degli “impedimenti amministrativi” per i discendenti di donne che in passato hanno perduto la cittadinanza per matrimonio con stranieri, aumentare le risorse per l’offerta di lingua e cultura italiana nel mondo, ripensare i tagli sulle convenzioni sanitarie per gli italiani indigenti in America Latina. “Il tempo è poco e le risorse limitate – sottolinea Bucchino -. Si tratta, allora, di scegliere. Di valutare, in dialogo tra Parlamento e governo, ascoltato il Cgie, quale sia la selezione più giusta da fare, quali cose considerare prioritarie e quali proiettare in un tempo più propizio. I segnali di discontinuità vanno bene, ma ora si tratta di fare presto per chiudere questa legislatura horribilis con qualche atto di discontinuità. Per riaprire, tra le nostre comunità, la speranza – conclude Bucchino - che si possa riprendere il cammino e che dell’Italia ci si può ancora fidare”.
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