Intervista

Fassina: "Una corsa al ribasso sulle condizioni del lavoro"

La Stampa - F. Schianca

pubblicato il 19 febbraio 2012 , 2276 letture
Solo un primo passo, «ora si chiede questo, poi si dirà che va ridotta la compensazione monetaria»
Dare risposte alle famiglie - Una politica oltre gli slogan - Stefano Fassina  Dare risposte alle famiglie - Una politica oltre gli slogan - Stefano Fassina
Ora si chiede di abolire l`art. 18, poi si dirà che la compensazione monetaria va ridotta, e così via». Su come invece vada rimessa al centro «la persona che lavora», Stefano Fassina, responsabile economico Pd, ha appena dedicato un libro. 
Perché oggi, sospira, «sull`arretramento delle condizioni lavorative si rischia una corsa al ribasso senza fine». 

E' una visione pessimista... 
«In Spagna, dove non c`è l`articolo 18, la compensazione monetaria era pari a 45 giorni per ogni anno lavorativo: è stata ridotta pochi giorni fa a 33. In Portogallo è stato superato il contratto nazionale di lavoro, mettendo i lavoratori in competizione al ribasso. In Grecia il salario minimo è passato da 750 a 600 euro». 

Quindi sull`art. 18 non si può mollare di un millimetro? 
«Si possono fare miglioramenti nelle procedure, perché è vero che l`incertezza della durata delle cause crea problemi. Ma non si può negare un diritto che invece va tutelato». 

Senza un accordo condiviso il Pd potrebbe arrivare a votare contro la riforma? 
«Non vedo perché un governo responsabile, con interlocutori responsabili come i sindacati, non debba riuscire a trovare un accordo condiviso». 

Che ne pensa dell`idea di togliere la cassa straordinaria e estendere la disoccupazione? 
«La cassa straordinaria in questi anni ha avuto avuto utilizzi impropri, bisogna intervenire su quello, ma è importante mantenere uno strumento che sostenga il reddito dei lavoratori durante la fase di ristrutturazione delle imprese». 

La sua posizione è condivisa da tutto il Pd? Al suo libro il senatore Ceccanti ha dedicato un articolo di critica.   
«L`analisi che propongo è larghissima maggioranza nel Pd. Ceccanti mi critica sull'uso che faccio delle riflessioni della Chiesa: ma né io né lui disponiamo dell`interpretazione autentica della dottrina sociale della Chiesa...». 
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commenti

#1  rino foschi, 19/2/2012

Aprescindere sulla sua giustezza o meno si fece una guerra ideologica su quattro punti di scala mobile ora è la stessa cosa si addossa tutta la responsabilità all'art.18.Tutti sanno cmpreso quelli che non sono esperti di politica del lavoro che il vero problema è incentivare l'ingresso e non l'uscita.Mi stupisce che un governo di tecnici si tiri indietro a cercare soluzioni difficili a un problema complesso e pieno di incognite .Perchè non si discute con gli imprenditori come incentivare la ricerca per produrre di più ma sopratutto meglio.Noi siamo in grado di fare prodotti ad alta tecnologia e qualità sfidando i concorrenti non sul prezzo ma sulla qualità.Se un imprenditore viene aiutato e non investe nel nostro paese deve restituire gli aiuti.Le mie soluzioni sono di un povero pensionato ma possibile che voi professori non possiate fare meglio?Avoi del p.d. discutete pure al vostro interno su quale strada prendere,dopodichè deve vincere la maggioranza ,non potete sempre dire tuteliamo sia gli imprenditori che gli operai .Non potete nemmeno dire che siete con i sindacati quando sapete benissimo che sono divisi quasi su tutto .facendo così non accontentate nessuno e non avrete mai un vostro d.n.a. UN partito di sinistra deve stare dalla parte dei lavoratori sapendo che siamo in un sistema capitalista dovete anche sapere andare a compromessi ma mantenendo la vostra identità.

#2 Gianfranco Nitti, 19/2/2012

VELTRONI S’ISCRIVE NELL’ALBO DEI REVISIONISTI DELL’ART. 18 E bravo Veltroni! Anche lui s’iscrive al club dei revisionisti dell’articolo 18 (intervista a Repubblica 19.2.2012).Quell’articolo costituisce una vittoria dei lavoratori, conseguita nel 1970, occorrerebbe quindi progredire ulteriormente, magari estenderlo anche alle imprese sotto i 15 dipendenti e non regredire a prima di 42 anni fa… Ma i revisionisti dell’articolo 18 sono in genere coloro che non ne hanno avuto e non ne avranno mai bisogno perché vivono di rendite parassitarie o di politica o di benefici sicuri, per cui per loro è facile cercare di smantellare una tutela che non gli serve. In ogni caso, Veltroni prese un PD al 33% e si dimise quando il PD crollò al 25% (elezioni sarde, 2009): valutate voi che valore abbiano i suoi interventi… Gianfranco Nitti

#3 Riccardo Franceschin, 19/2/2012

Al contrario dei commenti precedenti, sono completamente d'accordo con Veltroni. L'art.18 è solo un totem, si applica ormai solo ad una stra-minoranza di italiani, che come tutte le lobby difende i propri interessi. Invece va riscritto, estendendolo a tutti, ma cambiando dall'obbligo di reintegro a un indennizzo monetario, come pare voglia fare il governo. Perchè caro Rino Foschi, è vero che il problema è assumere, non licenziare. Ma nessuno assume se poi non si riesce a predire con esattezza i costi di un eventuale fallimento. Per incentivare gli imprenditori (anche stranieri) ad assumere in italia gli si deve fornire certezze del diritto, che non significa che possono licenziare quando vogliono e senza costi, ma che siano ben identificabili. Oggi l'art.18 non lo permette. Tutto qui..lo dico da elettore PD, CARI COMPAGNI, SMETTIAMOLA DI AFFRONTARE OGNI TEMA COME SE FOSSE BUONI/CATTIVI. Ci sono imprenditori senza scrupoli e imprenditori che si suicidano perchè non riescono a pagare i dipendenti.. Non vogliamo arrivare a questo

#4 Gionata Ferroni, 19/2/2012

concordo con Riccardo. E' chiaro che le aziende italiane non crescono, quando il mercato lo permette, perche' hanno paura di assumere. Rimanendo piccole, diventano vittime delle periodiche crisi che colpiscono l'economia. E in questo modo ci perdiamo tutti. Quella che viene chiamata "giusta causa" non e' un vero diritto, ed e' assente negli ordinamenti del lavoro dei paesi europei in cui il lavoro e' giustamente tutelato da ogni tipo di discriminazione. Si cancelli la cosiddetta "giusta causa" e invece si stimoli l'impronditoria a investire nelle aziende invece di arricchirsi e basta, tassando il patrimonio e detassando ricerca e sviluppo.

#5 Giulio G., 19/2/2012

Carissimi Dirigenti del PD, fatemi una cortesia, cacciate al più presto Veltroni, altrimenti caccerete tanti come me che ancora vi votano e ci credono. Cordiali Saluti.

#6 Gionata Ferroni, 19/2/2012

cacciare via il fondatore del PD perche' non e' d'accordo con la maggioranza del partito? E chi sei, Lavrenti Beria? A non credere nell'utilita' dell'articolo 18 come e' adesso siamo in tanti nel PD. Mi sembra che discuterne sia il minimo.

#7 mario bianchi, 19/2/2012

sono daccordo con giulio g. fuori walter dal pd, è uno sfigato e menagramo, con lui abbiamo già perso una volta e ciò basta

#8 dario d'angelo, 20/2/2012

veltroni cerca visibilità sulle spalle dei lavoratori facendo l'occhiolino alla destra, come ha fatto a roma vendendosi ai costruttori, che tanto poi hanno fatto eleggere alemanno. se guardiamo alle primarie le vince chi dice qualcosa di sinistra. ma davvero ci facciamo dettare l'agenda dalla fornero? sommergeteli di proposte anche provvocatorie ma che spostino il discorso.

#9 Amorino Schiavinato, 20/2/2012

sono un ex operaio di un'industria Trevigiana asentire Veltroni o i suoi simpatizanti la mancanza di posti di lavoro e dovuta al'articolo 18 ma le centinaia di miliaia di persone che stanno soffrendo per la perdita del posto dilavoro non sono la prova che si puo licenziare.compagno Vrltroni non ti fa male tutta questa soferenza vuoi armare ancora di piu chiè gia troppo armato e poco controlato se nel tuo cuore non c'e questo sentimento vai con Casini la il tuo pensiero trova sponda noi samo un partito di lavoratori .vai Fassina sei tutti noi e credimi siamo tanti

#10 David Federighi, 20/2/2012

Ma bravi! Dopo aver votato una riforma delle pensioni IGNOBILE, il PD si appresta ad attaccare anche l'articolo 18. Perchè il problema del mondo del lavoro, oggigiorno, sono i diritti dei lavoratori, vero? Rispondete ad alcune domande: per quale motivo io dovrei continuare a votare un partito che ha letteralmente distrutto il mio diritto alla pensione e adesso vuole attaccare anche l'articolo 18? Che differenza c'è tra voi e il PDL? E tra voi e la Marcegaglia? Confido in una vostra risposta... ps: grazie Veltroni! Finalmente qualcuno che dice cose di sinistra! Sigh....

#11 Gianfranco Nitti, 20/2/2012

Ribadisco la mia posizione. Lo statuto dei lavoratori fu una conquista epocale e l'art. 18 ne è parte fondamentale. Da 40 anni aree parassitarie e retrive della produzione lo attaccano e lo assediano; vuole Veltroni dar loro man forte? Si accomodi pure, ma i lavoratori non lo giustificano nè lo giustificheranno. Dopo i danni fatti al PD, se non in Africa, come sbandierava, si doveva ritirare magari nei suoi possedimenti, come fanno i leader seri di altri paesi, quando perdono ma invece si è unito al coro dei berluscones....

#12 paolo toso, 20/2/2012

Caro Fassina, ti ho sentito parlare della nuova IMU quale imposta patrimoniale che permetterebbe di recuperare imposte evase e divenute patrimonio (immobili). Hai ragione. Considerato il livello di evasione fiscale e di disordine morale (corruzione e criminalità) di questo Paese è del tutto evidente che questa nuova imposta andrà a colpire anche i "vecchi" evasori. Mi permetto però di farti riflettere sul fatto che colpisce in modo assolutamente sproporzionato chi per tutta la vita non ha evaso neppure un centesimo e pur lavorando ha investito in mattoni. Credo che tu dovresti avere - sinceramente penso anche che tu ce l'abbia - la sensibilità per distinguere tra quell'evasore ipotetico al quale ti riferivi e il lavoratore di ieri e magari pensionato di oggi, con reddito fisso e interamente tassato. Facciamo un esempio. Tizio che ha fatto l'operaio per 43 anni durante la sua vita ha acquistato la casa dove abita, un appartamento di 80 mq. al mare, ed ha ereditato dai genitori un appartamento in città di circa 110 mq. Il valore catastale di questi tre immobili, rivalutato 1,6 volte assomma ad euro 650000. L'IMU che dovrà versare viene ad ammontare ad euro 5.000. Sia il secondo che il terzo appartamento sono sfitti. Il terzo per la precisione ospita una famiglia di albanesi immigrati che ha pagato l'affitto per due mesi e da due anni non ha più pagato nulla. Questo signor Tizio ha una pensione di euro 1460. La moglie ha la pensione minima. Vorrei chiederti e con te al Parito Democratico, questo signor Tizio merita di essere trattato come quell'evasore al quale facevi riferimento tu? Mi piacerebbe che il Parito Democratico si facesse carico di queste disparità prodotte dal Governo Monti. Un saluto cordiale.

#13 sandro righi, 20/2/2012

Discutere se mettere mano all'art. 18 quando ancora oggi stiamo assistendo a controlli della guardia di finanza che mettono in evidenza come in ITALIA il livello di evasione sia ancora ad altissimi livelli. io sono un lavoratore precoce , che ha sempre pagato le tasse non credete che sia ora di di recuperare risorse da questo versante ? io non sono contro a chi guadagna con una attivita' e che faccia vedere che ha soldi ma pretendo che paghi il giusto , come credo sia ora di punire sia i falsi invalidi ma anche chi attesta le invalidita' , togliendo risorse a chi realmente ne ha diritto. io ho sempre votato PD ma comincio a non sentirmi piu' rappresentato .

#14 Danilo Bruno, 20/2/2012

Veltroni dice bene, anzi già che ci siamo io sarei per abolire altri articoli di legge che impediscono la crescita economica del paese, ad esempio la norma che punisce come fosse un reato la riduzione in schiavitù: pensate che conquista sarebbe per noi dipendenti, specie per i giovani, un bel posto a tempo indeterminato da schiavi. enormi quantità di investimenti stranieri sarebbero attratti da un costo del lavoro pari a un piatto di minestra e una capanna; oltretutto ne sarebbe avvantaggiato il mezzogiorno, dove le suddette non andrebbero neppure riscaldate durante la stagione invernale, in 5 - 10 anni si arriverebbe alla piena occupazione... Le "giovani promesse" della classe dirigente ex PCI e ex DC (vedi Letta) ancora una volta si rivelano per quello che sono: essere cinici, senza più riferimenti ideali, che pensano solo al loro posto dentro al partito e in parlamento. Io a un PD con questi un voto non lo darò più. Caro Bersani, non penso sarò l'unico......

#15 alessandro pozzan, 20/2/2012

all'ombra dell'invincibile articolo 18 riposa in pace il Partito Democratico, giunto, dopo eroica battaglia, all'estremo sacrificio con l'unico rimpianto di non aver ben capito che cos'altro, nel frattempo, stava succedendo.

#16 Gionata Ferroni, 20/2/2012

in inghilterra e in germania non hanno l'articolo 18 come il nostro, i lavoratori pero' sono tutelati lo stesso (io lo so perche' ci ho lavorato 10 anni), guadagnano di piu' e la disoccupazione e' piu' bassa. Se i loro imprenditori sapessero di non poter licenziare quando il mercato va in crisi non assumerebbero e sarebbero arrangiati come noi.

#17 Aliso C., 20/2/2012

Faccio una premessa: Veltroni, D'Alema ed altri sarebbe ora che facessero non uno ma due, tre passi indietro. Però sull'art. 18 si sta facendo una canea incredibile e si spaccia tutto ciò come "difesa di civiltà" (dice Camusso). Non condivido e ritengo che l'art. 18 non vada ideologizzato, nè demolito con l'obbiettivo di ridurre diritti e mettere in ginocchio i sindacati (orientamento più volte intrepreso dal berlusca e suoi scagnozzi, Sacconi per ultimo). Tuttavia non va dimenticato che cosa disse nel 2001 -Sì DUEMILAUNO- il padre putativo dello Statuto dei Lavoratori: Gino Giugni, “padre” dello Statuto dei lavoratori: “Lo Statuto dei lavoratori, in generale, e l'articolo 18, in particolare, hanno funzionato abbastanza bene. Da qualche anno, ormai la struttura normativa si è fatta vecchia, non è più efficace. Certo c'è modo e modo di cambiare” (21 agosto 2001). Ecco, il punto è tutto qui, "c'è modo e modo di cambiare". Ma cambiare si può e si deve. Del resto lo ha ammesso lo stesso Bersani a 8,1/2, ma pare che Fassina in quell'occasione avesse altro da fare.

#18 riccardo nogara, 20/2/2012

ILPOTERE DEMOCRATICO DEL CONSUMATORE COSMOPOLITA Dalla parte dei consumatori e lo siamo tutti: imprenditori e lavoratori,elettori di destra e di sinistra,amministratori ed amministrati,criminali e cittadini onesti,cattolici e laici,sposati e separati, eterosessuali ed omosessuali, insegnanti e scolari, malati e medici, genitori e figli ...........Tutti vogliamo i prodotti migliori per prezzo e qualità  e tutti vogliamo far parte della loro produzione. Stiamo arrivando alla globalizzazione del mercato mondiale. Ormai quasi tutti gli abitanti di questo pianeta sono mossi dal desiderio di essere consumatori e produttori, perchè¨ ognuno possa migliorare le proprie condizioni di vita. Che il lavoro nobilitasse l'uomo, l'abbiamo sempre saputo purchè¨ lavori e libero nelle scelte del consumo. C'è¨ stata l'era del consumismo, che in parte c'è ancora , come ancora c'è, chi non ha di che per vivere. Ora, con il risveglio dei cinesi,indiani,brasiliani, degli ex comunisti e del mondo mussulmano, è iniziata l'era del consumatore-produttore con un mercato di prodotti diffuso in tutto il pianeta e sempre più facilmente raggiungibile sul web. E tutti cercano di produrre per soddisfare le richieste possibilmente di tutti i consumatori a prescindere dal sesso, dal colore della pelle, dal credo religioso e politico, dal luogo di provenienza. Le lotte tra capitale e forza lavoro sono insensate e paradossali: sono solo ostacoli al raggiungimento dello stesso obiettivo:il consumo del prodotto migliore per qualità  e prezzo, del quale entrambi sono anche protagonisti. Marx va messo nel cassetto. Il capitalista moderno (o meglio l'imprenditore moderno), contrariamente a quello descritto da Marx e quello autoritario di Stato o quello descritto da Alberto Asor Rosa "eterno accumulatore che sogna di sostituire la fastidiosa forza lavoro con le macchine che producono macchine",ha bisogno di realizzare un progetto con lavoratori per produrre un oggetto o servizio che devono avere qualità  e prezzo per essere scelti dai consumatori, altrimenti sia imprenditore che lavoratori resteranno solo consumatori poveri. Del tutto fuori luogo è il sindacalismo del muro contro muro, del lavoratore contro il padrone predicato in piazza s. Giovanni a Roma da Maurizio Landini e difeso da Paolo Flores d'Arcais su Il fatto quotidiano del 20/10/2010. Contro il Governo, invece, si! Quando non mantiene le promesse fatte in campagna elettorale. In questo caso imprenditore e sindacato saranno assieme per un unico motivo. Leggendo l'articolo di Giorgio Bocca "dove sbaglia Marchionne" su L'espresso del 29/07/2010, mi permetto di chiedermi dove sbaglia Bocca? Egli, infatti, sostiene che "l'idea del potere in una impresa come in uno Stato , debba avere mano libera sui dipendenti e sui cittadini, è¨ di quelle dure a morire". Nelle democrazie avanzate (al contrario delle dittature) il potere politico è¨ del popolo che sceglie i suoi candidati ed il potere dell'impresa è inesistente se non ha un prodotto che soddisfa le esigenze del cittadino consumatore. Come pure in una libera economia globalizzata (al contrario di quelle monopolistiche) la produzione offre enormi possibilità  di scelta per il consumatore cittadino. Per rispondere a Giorgio Bocca dico che il potere dell'impresa invece in Italia è morto per tutte quelle imprese con prodotti che non destano interesse al consumatore per qualità e prezzo. il potere dello Stato, invece vivo e rampante per abdicazione del popolo che paga le tasse, reso ormai a stato di suddito. Su la Repubblica del 29/12/2010 Ichino dice che una parte della sinistra deve smetterla di sostenere che "Pomigliano e Mirafiori violino i diritti fondamentali dei lavoratori". Ed io aggiungo che questa sinistra per continuare consolidare il suo potere di posizione rischia di mettere in fuga il capitale o meglio i progetti, l'assenza dei quali rimane il prodotto della disoccupazione ed il degrado individuale e sociale. La Marchionne-Fiat sta chiedendo ai lavoratori, in un libero mercato globale, di adeguarsi alle esigenza fondamentale di stare nel mercato; cioè¨ produrre auto sempre più competitive ,sempre più apprezzate dal consumatore senza se e senza ma, altrimenti saranno altre ad essere preferite ed acquistate . Il libero mercato globale, non fa distinzione tra imprenditore e lavoratore .Riconosce solo il prodotto richiesto dal consumatore che è anche imprenditore e lavoratore, capitale e forza lavoro indissolubilmente insieme. Semmai questi due dovranno stringere un patto di solidarietà  finalizzato a produrre oggetti (auto o altro) che possano sempre più catturare l'interesse del consumatore cosmopolita, perchè ci saranno altri imprenditori - lavoratori che faranno gli stessi oggetti nel resto del mondo .E nel mondo ci sono ricchi e molti poveri. Questi ultimi giustamente vorranno, quanto meno, essere meno poveri anche se a scapito dei ricchi,che per questo attualmente sono in crisi. Tuttavia, dovranno ugualmente essere competitivi per continuare a vendere, non perdere quote di mercato, pena la scomparsa del capitale e l'azzeramento della forza lavoro. Infatti la Marchionne-Fiat trova conveniente produrre negli Stati Uniti, in Polonia, Brasile,da ultimo in Serbia, dove ha trovato condizioni molto favorevoli per i contributi economici dell'Europa, dello Stato Serbo ed una tassazione molto inferiore sul costo del lavoro rispetto all'Italia. Lo Stato Serbo è¨ povero e vuole essere meno povero! Lo Stato Italiano è¨ ricco, ma non ha risorse da investire e per detassare il costo del lavoro. Infatti, da molti anni non ci sono investitori stranieri in Italia e molte eccellenze produttive italiane sono costrette a delocalizzare e così le eccellenze professionali ad emigrare. Certo! Inseguono le richieste del consumatore cosmopolita. Mentre il Governo italiano insegue le leggi ad personam ed ad aziendam. La globalizzazione del mercato significa richiesta mondiale di ridistribuzione del benessere e rimedio a dìsugualianze ingiustificate (secondo i principi di libertà legalità e fraternità-diritto e democrazia).Metà  del mondo in media guadagna 30 mila dollari all'anno, l'altra metà  3 mila. Quest'ultima (prevalentemente nei paesi asiatici) aspira di arrivare a 10 mila tra 10 anni. I lavoratori cinesi, dal capitalismo monopolista di Stato, accomulatore di armi e di potere sui cittadini-lavoratori, sono stati costretti per un lungo periodo ad essere consumatori senza possibilità  di scelta (senza diritti e libertà ).Da qualche tempo lo Stato padrone, non più costretto difendersi dal resto del mondo, ha concesso un pò di libertà  d'impresa allo scopo di ridurre il divario tra ricchi e poveri, offrendo, quindi, al mercato più prodotti di consumo. Ora, i lavoratori cinesi che hanno acquisito un pò più capacità  di consumo e di conseguenza anche diritti, stanno scoprendo il sindacato che li difenda dallo Stato padrone. Mentre la leadership cinese, di cui il Presidente Hu Jintao e Primo ministro Wen Joiabao, insediata da 8 anni con lo scopo di guidare uno sviluppo sociale armonioso. E' molto preoccupata. Infatti, il Comitato centrale del partito comunista cinese(PCC), secondo la stampa cinese, deciderà  una spesa di 4 mila miliardi di yuan per il quinquennio (2011-2015) per tagliare le tasse, finanziare l'energia alternativa, la protezione ambientale e le telecomunicazioni. Con lo scopo di fronteggiare il preoccupante divario di crescita tra ricchi e poveri che mette a rischio la tenuta della tanto auspicata "società  armoniosa" ed i duri attacchi degli Stati concorrenti per la vessatoria politica di espansione commerciale mondiale. Gli Stati concorrenti (Tutto l'occidente sviluppato) stanno attraversando,infatti, una gravissima crisi di sistema produttivo, basta pensare come capo fila gli Stati Uniti, dove è iniziata con il tracollo finanziario ed ora in ginocchio per l'alto tasso di disoccupazione. Anche in Italia succede da alcuni anni che il divario tra ricchi e poveri è molto aumentato, provocando una grave disarmonia sociale espressa ultimamente in continue proteste di vario tipo per la perdita del lavoro o per le gravi inadeguatezze nel posto di lavoro e scioperi per disfunzione di molti servizi sociali. Addirittura, Piero Ostellino lo definisce un "clima da guerra civile". Le organizzazioni dei lavoratori e degli imprenditori sono tutte gravemente preoccupate:sia per l'inerzia del Governo che per la globalizzazione mondiale del mercato che comporta sicuramente una nuova strategia produttiva. La competizione si è¨ esacerbata, per i circa 4 miliardi di cittadini poveri che stanno scoprendo il mercato come possibilità  di produrre e di consumare di più per migliorare le loro condizioni di vita. Ho ascoltato, a suo tempo, il discorso della Presidente della Confindustria Emma Marcegaglia al forum dei piccoli e medi imprenditori a Prato e quello del segretario della CGL Guglielmo Epifani a Piazza S. Giovanni a Roma . Sono entrambi molto arrabbiati:l'una in difesa degli imprenditori e l'altro in difesa dei lavoratori. Ma per difendersi da chi? Per la prima volta dallo stesso nemico :da questo Governo ladro di promesse mancate. La maggioranza dei consumatori lo ha votato perchè¨ fosse aumentata a ciascuno la capacità  di acquisto, producendo di più e meglio. Invece successo quello che di solito avviene negli stati governati da regimi autoritari e corrotti, dove il potere di acquisto aumenta e di molto per chi non produce beni di consumo, per aver acquisito, violando le leggi democratiche, posizioni di privilegio, parassitarie e confliggendo i propri interessi personali con quelli di tutti i cittadini. Si certo i lavoratori se la prendono ancora con il capitalista esoso e sfruttatore. E' Piero Sansonetti che vede, ancora, in Marchionne il demolitore del più forte dei sindacati operai per poter poi imporre un nuovo schema di relazioni industriali, nel quale il capitolo "diritti del lavoratore" diventi puramente e semplicemente una variabile del profitto".Avrebbe dovuto farsi un controllo oculistico, con nuovi occhiali avrebbe visto che non è Marchionne il demolitore, ma la partitocrazia. Avrebbe distinto il capitalismo dei mafiosi, quello del pubblico clientelare, degli evasori fiscali, dal capitalismo delle idee e progetti per lo più con poco capitale (dei piccoli e medi imprenditori), dei ben intenzionati a scommettere con il mercato. Alcuni già  con prodotti di grande interesse per il consumatore sia nazionale che internazionale, altri in gravi difficoltà  ed alle volte costretti a licenziare i propri lavoratori con sofferenza a tal punto che alcuni ( circa un centinaio) arrivano anche al suicidio, alcuni per incompetenza,ma per la maggioranza, per l'elevata tassazione sul lavoro, l'arretratezza delle infrastrutture, la diffusa corruzione,che costa al cittadino che paga le tasse 60 miliardi e circa 120 di evasione fiscale secondo la Corte dei Conti ed i gravissimi ritardi di quasi tutte le pubbliche amministrazioni centrali, regionali,provinciali, comunali e le deprecabili consorterie per il pagamento di circa 60 miliardi di prodotti acquistati da cittadini fornitori . A questo proposito,sta intervenendo duramente anche il governo dell'Unione Europea per costringerle a pagare con tempi di mercato. Purtroppo, le proteste reiterate e finalmente insieme, della Confindustria, Abi e tutti i sindacati al Governo per la sua insopportabile inerzia,non hanno per lo più nessun ascolto oppure la risposta è sempre la stessa: non ci sono soldi. Non ci sono per lo sviluppo, la ricerca, le infrastrutture, la sicurezza e la giustizia, ce ne sono, invece, e molti per i corrotti, per chi evade le tasse, per le spese improduttive,per i voti di scambio, per i privilegi, insomma per gli interessi individuali della casta. Mentre la Germania già  nel 2006, appena ha sentito l'avanzata inarrestabile nel mercato della Toyota, ha provveduto aumentando l'orario di lavoro, la flessibilità  dello stesso e riducendo l'alto costo del lavoro. Inoltre alla richiesta del sindacato di garantire il mantenimento dei livelli occupazionali fino il 2011,acconsentendo in cambio alla azienda il congelamento dei salari . Visto,poi,l'alto incremento produttivo per la forte richiesta del mercato, è passata  anche al regime dei tre turni, cioè¨ al pieno utilizzo degli impianti.Con un sindacato, dunque, che collabora, che accetta le riforma del mercato del lavoro e la flessibilità  della contrattazione collettiva, dando molto più spazio agli accordi aziendali (tutt'altro del salario variabile indipendente). C'è in forte incremento della produttività  ha avuto un Pil del 3,4% di crescita. E' il paese più competitivo d'Europa ed salari più alti..Merito di uno Governo che ha ridotto il costo del lavoro,un sindacato attento alla occupazione, aziende attente al mercato ed in più i media attenti alla corruzione come è¨ successo nel 2005, mandando a casa un potente sindacalista Peter Hartz compiacente con un altrettanto potente capo consiglio di fabbrica Klaus Volkert. In Italia, dove l'arte dell' arrangiarsi è una consuetudine, i consumatori in un mercato globalizzato, malgrado un Governo sprecone dal quale si sentono derubati di qualità di vita,stanno reagendo con accurate ricerche di acquistare comunque prodotti e servizi di qualità  a prezzi contenuti: low cost. E secondo l' interessanti ricerche di Dario Di Vico,pubblicate nel Corriere della sera, si sta sviluppando il mercato low cost del made in Italy.Purtroppo,anche, dopo la deludente esperienza di molti consumatori del mercato cinese dove c'era il prezzo molto basso ma merce contraffatta e pericolosa. Occorre premettere che, Il mercato low cost per avere successo con i consumatori, è¨ frutto di una approfondita ed attenta ricerca per come adeguare un prodotto di qualità  in un mercato democratico, anche al limite più basso del potere di acquisto del consumatore, tendenzialmente alla portata di tutti, perciò democratico.E' il risultato di un'ottimizzazione dei processi industriali e distributivi, di intensi e continui studi e ricerca in collaborazione con le università  per la continua innovazione dei prodotti già  presenti e di nuovi . Chi ci ha provato già  da molto tempo, come l' Ikea in Svezia e Benetton in Italia non hanno subito crisi e continuano incrementare il fatturato perchè hanno fatto molto risparmiare alle famiglie .Da allora il mercato low cost è in continua espansione arricchendosi sempre di più di prodotti e servizi a tal punto da far succedere quello che per la politica è impossibile. Nell'agroalimentare, per esempio, dopo la nascita della rete impresa Italia con le "Coop tricolori", hanno progettato di legare l'unità  della rappresentanza politico-sindacale delle tre maggiori con un fatturato di 130 miliardi, 12 milioni di soci e 1,1 milioni di lavoratori: Agci di tradizione laica,la Confcooperative di tradizione cattolica e Lega coop socialcomunista. Pur nella diversità  di cultura della cooperazione, c'è¨ una visione omogenea della modernità : parlano di ricerca, innovazione e patrimonializzazione dell'imprese come una sfida al mercato entusiasmante da condividere, sicure di aver ben interpretato le esigenze del consumatore. Anche dal Veneto, pubblicato da il mattino di Padova del 29/10/2010, un bell’esempio tra i tanti, esposto dal signor Luigino Rossi al quale,l’associazione nazionale dei calzaturieri, ha conferito, al teatro Ruzzante di Padova qualche tempo fa, il riconoscimento di fondatore del Cimac: centro che garantisce la qualità del prodotto. Figura rappresentativa del polo calzaturiero del Brenta con 12000 addetti, operante da oltre 50 anni senza aiuti dello Stato. E’ nel Veneto la Fiat virtuosa della scarpa, nata e cresciuta senza aiuti dello Stato. Dotata di 60 studi privati di free-lance che creano e vendono ogni giorno idee in tutto il mondo. Non esistono conflitti tra imprenditore e lavoratore, esiste invece una grande assenza della politica specie quella nazionale. In tempi di crisi la strategia vincente è creare le condizioni quanto più favorevoli possibili per raggiungere una produzione sempre più competitiva, tenendo conto che il consumatore sceglie il prodotto migliore per qualità e prezzo,allo scopo di migliorare le sue condizione di vita individuale familiare,sociale ed ambientale .Ognuno, però, deve fare la sua parte, lavoro di squadra che veda convergere imprenditori, lavoratori,pubblica amministrazione,tutti i servizi al cittadino e la politica preposta al raggiungimento dell’obiettivo ed attenta per intervenire tempestivamente in caso di eventuale ostacolo o difficoltà. Per quest'ultima,purtroppo, tutte quelli parti sociali interessate allo sviluppo di prodotti competitivi: confindustria, sindacati,banchieri, per disperazione di un Governo inesistente,hanno sottoscritto tutti insieme un documento in cui si chiede una svolta. Non più i soliti annunci del Premier e le ripetute invettive contro la giustizia, intercettazioni e la glorificazione delle sue imprese, ma atti concreti finalizzati unicamente al benessere di tutti i cittadini.Pure il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, da ultima la Banca centrale d'Europa ed indirettamente il mercato mondiale richiamano questa classe politica attenta alle ferie che a ridurre l'insopportabile debito pubblico dalla stessa prodotto in tanti anni di mal governo. Il vero nemico dunque, per chi avesse ancora dubbi, di tutti i cittadini di buona volontà è questa vetusta, appestata di previlegi e corrotta classe politica. 18/10/2010 Riccardo Nogara (ngrrrd@libero.it- http://riccardo666732blogspot.com )

#19 Giusi Liverani, 20/2/2012

abbiamo tolto la speranza del futuro ai giovani regalando contratti precari ed una vita in bilico il lavoro e le sue tutele devono essere di nuovo al centro dell'azione riformista del pd. in quanto a veltroni per evitare che la % di coloro che voterebberro PD continui a diminuire non è il caso che discuta all'interno del partito e se non condivide la linea della maggioranza ne tragga le conseguenze. Don gallo è sempre disponibile ad offrire una sala riunione.

#20 Angelo Caporal, 20/2/2012

Sono iscritto da due anni al PD. Dirigenti come Ichino e Veltroni per me starebbero meglio con PDL

#21 anita zorzi, 21/2/2012

Ho tentato di mandare una email a Veltroni, ma presuppongo che si sia fatto cancellare dall'elenco dei senatori per eccesso di ribasso , come le borse, visto che non campare nella lettera V. Approfitto quindi di questo blog per fargli arrivare un breve messaggio. "Leggo solo ora , con raccapriccio, un inciso della sua intervista a Repubblica di ieri, quello in cui lei dice che con D’Alema parlavate di cose serie, se ad esempio far vivere o morire il governo Prodi. A suo tempo si e’ capito benissimo chi ha fatto morire il governo Prodi, per consegnarci tutti nelle mani di Berlusconi, ma dirlo platealmente significa non avere un minimo di pudore! Faccia del bene all’Italia, si ritiri in campagna come Cincinnato, anche se con meno meriti di lui, non credo le manchino i beni al sole. Anita Zorzi"

#22 faustino mora, 21/2/2012

Buongiorno,ma che fine anno fatto gli esodati tolti dal milleproroghe?

#23 Paolo Luigi Maria Righini, 22/2/2012

Il sig. Fassina forse vive in un'altra dimensione, rispetti innanzitutto che ragiona in termini diversi, non citi per emergere una presunta maggioranza nel PD!!!! gli iscritti al Pd sono una parte esigua ed irrilevante rispetto all'elettorato, al popolo italiano, quindi cautela, meno arroganza, viva il sig. Fassina fra la gente, tutta la gente, non solo fra le mura dei circoli o nelle sedi della Fiom, Ha una lingua da sindacalista barricadiero ed ottuso, fermo nel pensiero al medioevo lavorativo. Sarò breve, ho sempre votato Pd ma ora sono in fase di riflessione. Uscite in strada fra le gente!!!!!!! Se volete combattere il qualunquismo dei movimenti vari siate coerenti e moralmente credibili.

#24 Giancarlo Valle, 22/2/2012

Vedo con dispiacere che tutte le difese dell'art.18 prescindono dall'analisi degli effetti sul lavoro per legarsi a ideologie di "conquista dei lavoratori" "civiltà" ecc. Ma sotto gli occhi di tutti che all'interno delle aziende (ed ancora più degli Enti "immortali", vi è un certo numero di lavativi che oltre al proprio non fare inducono all'imitazione negativa col risultato di perdita di efficienza dell'azienda o del servizio pubblico. Questo nel tempo ha fatto perdere retribuzione reale a tutti, ha scoraggiato impegni di miglioramento, ritenendo che tutto si potesse "ottenere" con la forza. E' certo che il consenso è meglio che il dissenso, ma se si deve recuperare capacità di sviluppo temo che a molte "conquiste" sia meglio rinunciare prima che non ci sia più il lavoro nè compensi dignitosi per chi dovrà fare o beneficiare dei servizi pubblici.

#25 vincenzo piccinno, 22/2/2012

staccate la spina a supermario bros. E' un replicante con la scheda madre in corto

#26 Emidio Cherri, 22/2/2012

Bravo Fassina,la posizione di veltroni e' largamente minoritaria.Nessun cedimento sull'art.18.

#27 fabio angiolini, 23/2/2012

Il PD deve smettere di essere ambiguo. C'è fuori un mare di persone che non ne può più di questa destra e sarebbe pronta ad inondare di voti una sinistra che faccia la sinistra. La gente non capisce (e cosa dovrebbe capire?) quando viene detto 'l'ultimo problema è l'articolo 18'. Che significa è l'ultimo problema? Io dico che è il primo. Le grosse aziende ora non sanno più come liberarsi dei 50-55 enni che prima prepensionavano, assumendo poi giovani. Quindi se viene smantellato l'articolo 18, migliaia di lavoratori si troveranno senza lavoro. Il PD SMETTA di essere ambiguo. Difenda i lavoratori. Inoltre si impegni in una vera ridistribuzione della ricchezza, vera causa delle recessioni in atto. Se si vuole rilanciare i consumi bisogna utilizzare la ricchezza che giace ferma nei forzieri di pochi arci ricchi. Forse essere ricchi non è una colpa ma l'accumulo di ricchezza in mano di pochi è causa di povertà per molti. Con il 'genio' di Veltroni è stata eliminata in un colpo solo l'intera sinistra (Berlusconi non deve aver creduto ai propri occhi), ora credo che il PD sia all'ultimo appello: o scompare insieme al resto della sinistra o si afferma come partito della gente comune. NON C'E' una via di mezzo!

#28 Bruno M., 24/2/2012

Picoolissima osservazione: l'articolo 18 é assolutamente dannoso alla creazione di nuovi posti di lavoro o ampliamento delle assunzioni. ë un buon deterrente per nuovi investimenti ed assunzioni a vita come nello stato. È una realtá che ho vissuto in diretta per moltissimi anni e cosí ci vedono dall'estero. Una volta assunto un impiegato lo é a vita qualsiasi sia il suo comportamento. E non preoccupatevi, la professionalitá e la buona volontá sono sempre riconosciute, ce n'è così poca in giro e nessuno vuole perdere un buon collaboratore.

#29 Camilo Cienfuegos, 24/2/2012

già con le pensioni vi siete cagati sotto ,adesso anche con l'articolo 18. siete proprio dei buoni a nulla abassate i pantaloni ad ogni richiesta di quel bastar..do di monti, ma i voti non ve li da monti e quella baldrac..ca di fornero.addio pd,incapacci rimarrete sempre all'opposizione..

#30 Carmelo F., 27/2/2012

Leggendo alcuni commenti si ha l'evidenza del successo del bombardamento cui si è sottoposti dai media.Il governo Monti veloce ed efficace quando si è trattato di colpire lavoratori e pensionati balbetta ed arretra davanti alle corporazioni forti e ben rappresentate in parlamento,adesso però mostra di nuovo i muscoli, naturalmente verso i lavoratori che godono dell'incredibile privilegio di non poters essere licenziati se non per GIUSTA (riconoscibile come tale da un giudice) causa.Solo per cecità o per malafede si può sostenere che non si possa attualmente licenziare viste le vere e proprie tagedie vissute attualmente dai tanti lavoratori che vengono espulsi dal sistema produttivo.Nella realtà si vogliono semplicemente annullare diritti per tenere in soggezione i lavoratori sotto il ricatto del licenziamento.Ma chi esprime facili pareri su tale argomento ha mai lavorato in posizione subordinata a chicchesia(padrone o superiore gerarchico)? Il diritto nasce per difendere i deboli .Il sindacato,associazione di lavoratori,nasce per difenderli e mediante la contrattazione collettiva sottrarli al ricatto.Riguuardo alla prossima manifestazione della FIOM ho sentito Veltroni dire che a suo parere il partito per coerenza, non dovrebbe partecipare perchè appoggia il governo Monti.Giusto appoggiamo Monti qualunque cosa faccia.Brillanti i dirigenti del PD riusciranno anche stavolta a resuscitare se non l' impresentabile Berlusconi almeno i PDL.Il PD subisce un Monti che quando ne ha l'occasione esprime riconoscenza e magari elogi a Berlusconi,incontra, leggittimandolo, il segretario (NOMINATO) del PDL, ancora subisce provvedimenti in continuità dichiarata con il governo precedente.Cari dirigenti PD un conto è mostrare senso di responsabilità e non ostacolare l'azione dell'attuale governo un altro e contibuire a fare dimenticare le malefatte del precedente.Il PD non dovrebbe garantire appoggio incondizionato ad un governo che nei fatti fa l'interesse della destra,vedete come lo ha ben capito Berlusconi che è passato dall'ostilità al sostegno esplicito.Al contrario continuamemte dovreste dire che questo governo ha l'unico merito di rimediare ad una situazione indecente e che solo per questo lo sopporate (NON SUPPORTATE)dovreste continuamente rimarcare le differenze ideali e progammatiche con il PDL.Un partito che si voglia collocare nella Sinistra non può rimanere quasi neutrale dinnanzi alla difesa dei diritti dei lavoratori.

#31 antonio s., 2/3/2012

NON TOCCATE L'ARTICOLO 18.. ps. ieri sera a santoro, Bersani sembrava di destra..che tristezza.. il PD nn rappresenta piu nessuna sinistra.. ormai Bersani parla come Berlusconi.

#32 antonio s., 2/3/2012

FATE CADERE QUESTO GOVERNO DI DESTRA se ancora vi sentite di sinistra..altrimenti annullate l'articolo 18 e confluite nel PDL in un unico partito..cosi almeno lo sappiamo e sappiamo chi votare..

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