I TEMPI L'intesa sarà presentata dal ministero del Lavoro e dell`Istruzione alle parti sociali, poi passerà alla Conferenza Stato-Regioni
Via libera della Conferenza delle Regioni allo schema di accordo per la regolamentazione dei profili formativi dell'apprendistato per la qualifica e professionale, con l'apprendistato professionalizzante e quello di alta formazione e ricerca, una delle tre tipologie formative previste dal nuovo Testo unico di settore (Dlgs 167/20n).
Si tratta del primo, importante step tecnico-giuridico per rivitalizzare uno strumento contrattuale mai decollato in Italia e su cui ora sono pronti a investire Governo e parti sociali, orientati a farlo diventare il canale d'ingresso principale dei giovani nel mercato del lavoro.
Lo schema di accordo, di cui Il Sole 24 Ore è venuto in possesso, dopo questo primo passaggio sarà presentato dal ministero del Lavoro e da quello dell'Istruzione alle parti sociali, sentite le quali passerà all'esame della Conferenza permanente per i rapporti fra Stato e Regioni, in programma il prossimo 15 marzo, per essere sottoposto ad approvazione definitiva.
L'accordo definisce, in particolare, gli standard minimi formativi che le Regioni dovranno assicurare per il nuovo contratto destinato a giovani dai 15 ai 25 anni, nonché il monte minimo di ore da destinare alle attività di formazione «interna o esterna all`azienda» degli apprendisti.
Nel primo caso si fa riferimento ad una serie di figure nazionali -22 per l`apprendistato in qualifica, 21 per i diplomi professionali quadriennali- già indicate nel Repertorio nazionale dell'offerta di istruzione e formazione professionale istituito ai sensi dell`articolo 18, comma 2, del Dlgs 226/2005. Si tratta di un`ampia casistica che spazia dagli operatori dell'abbigliamento ed elettronici ai tecnici edili e del legno, tutte figure che «saranno articolabili in specifici profili regionali». Saranno gli enti territoriali, in buona sostanza, a ridefinire con loro leggi le figure professionali che usciranno dall'apprendistato, attagliandole alle esigenze locali.
Più spinoso il discorso relativo al monte ore minimo formativo. Su questo fronte si tratterà di definire a livello regionale (o provinciale, nel caso del Trentino e dell`Alto Adige) quanta parte della formazione dovrà essere svolta in azienda e quanta nelle scuole professionali, tenuto anche conto - si legge nell'accordo «della possibilità, nel caso di apprendisti di età superiore ai 18 anni, di riconoscere crediti formativi in ingresso alla luce delle competenze possedute». Il rischio da evitare è che la formazione in azienda resti residuale, anche se lo stesso Dlgs 167/2011, richiamato dall'accordo, stabilendo che modalità «di ulteriore formazione aziendale» siano stabilite dalla contrattazione collettiva, apre la strada a ulteriori finestre d'istruzione a carico datoriale. «Il documento approvato - fa sapere Gianfranco Simoncini, assessore alle Attività produttive, formazione e lavoro della Regione Toscana, che coordinala Commissione istruzione e lavoro della Conferenza delle Regioni - è passato con l'accordo di tutti, senza problemi. È chiaro, però, che sarà molto importante il regolamento successivo che riguarderà la certifìcazione della formazione».
Un tema, questo, su cui è forte la sensibilità delle organizzazioni imprenditoriali, a partire da Confindustria, che temono ulteriori aggravi burocratici, stavolta, di fonte regionale. Il problema potrebbe essere almeno in parte risolto dalle Agenzie del lavoro, che stanno lavorando con il sindacato ad un accordo per poter assumere apprendisti e "girarli" poi in somministrazione alle imprese.
LA FORMAZIONE
L'accordo definisce gli standard minimi da garantire
Si fa riferimento a figure nazionali. Un'ampia casistica che spazia dagli operatori dell`abbigliamento ed elettronici ai tecnici edili e del legno, tutte figure articolabili in specifici profili regionali
LE FASCE D'ETÀ
Non solo più minorenni ma anche giovani under 25
Dilatata rispetto al passato è anche la fascia di età degli apprendisti di primo livello. Ma finora la maggior parte dei contratti di apprendistato è stata attivata per la classe di età 18-24 anni
LE ORE DI ATTIVITÀ
Da risolvere il nodo del monte ore minimo formativo
Si tratterà di definire a livello regionale (o provinciale, nel caso del Trentino e dell`Alto Adige) quanta parte della formazione dovrà essere svolta in azienda e quanta nelle scuole professionali
I COSTI
Le imprese temono i costi degli aggravi burocratici
Il problema potrebbe essere in parte risolto dalle Agenzie del lavoro, che stanno lavorando con il sindacato ad un accordo per poter assumere apprendisti e "girarli" poi in somministrazione alle imprese
LE TAPPE
Passaggio ton le parti sociali e in Conferenza Stato-Regioni
L'accordo sarà presentato ora ai ministeri del Lavoro e dell`Istruzione alle parti sociali. Poi passerà all'esame della Conferenza Stato-Regioni, in programma il prossimo 15 marzo