“E’ molto importante parlare di garantismo oggi, perché si chiude una stagione nella quale questa parola è stata usata come strumento di mistificazione", ha commentato
Andrea Orlando, responsabile giustizia del PD, a margine Seminario dal titolo “
Garantismo, la cultura delle garanzie nel processo penale”, organizzato dal Forum Giustizia della Direzione nazionale del Partito democratico e dal Centro Studi PD.
"Il garantismo - ha aggiunto Orlando - è stato associato a impunità mentre noi stiamo ragionando su come ridare significato originario alla parola, cioè la radice di un sistema di garanzie che rimetta al centro la persona e in particolare parta dalle persone più deboli proprio quelle che invece sono state trascurate, mortificate nel corso di una stagione nella quale la legislazione ha imposto una sorta di doppio binario: miti con i forti e cruenti e brutali con i deboli. Questa è considerazione di partenza di una discussione che credo sia molto ricca, utile e attuale”.
“Bisogna ridare nuovo significato alla parola garantismo intanto riappropriandosene – ha considerato ancora Orlando - non usandola a sproposito, facendola diventare una sorta di bandiera di chi crede appunto che la società debba ruotare attorno ai diritti fondamentali dell’uomo. Credo che questo sia il senso per riprendere in mano alcune battaglie importanti come quello dell’abolizione del reato di immigrazione clandestina, come quello della ratifica di convenzioni che impediscono la tortura, come quello che riduce allo stretto necessario il carcere sia come pena che come strumento di custodia cautelare. Queste sono questioni sule quali si debba caratterizzare il progetto politico e la cultura politica del Partito Democratico”
Ha presieduto i lavori Donatella Ferranti, capogruppo PD in commissione Giustizia della Camera, coordinati da Silvia Della Monica, capogruppo PD in commissione Giustizia del Senato.
Sono intervenuti al Seminario:
Guido Calvi,
Pierluigi Castagnetti,
Luigi Ferrajoli,
Emanuele Macaluso,
Luigi Manconi,
Giovanni Palombarini,
Anna Rossomando e Giuliano Amato, che ha concluso i lavori.