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Rassegna stampa

Treu: "Ma con le misure per la crescita ci sarà la svolta

Il calo dell`occupazione giovanile è colpa della recessione, la riforma del lavoro crea la cornice legislativa adeguata allo sviluppo. la Repubblica - E. Occorsio

di Tiziano Treu,  pubblicato il 8 aprile 2012 , 311 letture
Era fondamentale modernizzare il Paese togliendoci di dosso la ruggine delle vecchie norme Tizian o Treu senatore Pd e mediatore con il governo

«Di cosa dobbiamo stupirci? Il calo secco di un milione di unità fra i lavoratori under 35 e l`aumento simmetrico di quelli più anziani, sono il frutto, malato ma purtroppo già ben conosciuto, della recessione violentissima che ha investito il nostro Paese da quattro anni a questa parte. Quando c`è una crisi, chi ha un posto gli resta attaccato con tutte le sue forze, e chi lo cerca non lo trova. Non se ne uscirà fino a quando non saranno varati provvedimenti concreti ed efficaci per la crescita». 
Tiziano Treu, giuslavorista, ex ministro del Lavoro, oggi senatore del Pd, è stato uno dei più oculati tessitori dell`accordo che ha portato al varo del ddl sul lavoro. Ed è fiducioso che la delicata mediazione porterà a frutti importanti. 

In che misura il nuovo articolo 18 migliorerà la situazione? 
«La riforma del mercato del lavoro non è una misura di sviluppo in sé ma contribuisce in modo fondamentale a creare una cornice legislativa adeguata in cui queste misure trovino posto. Lo stesso Monti l`ha spiegato: era fondamentale modernizzare il Paese togliendoci di dosso la ruggine delle vecchie norme. Le misure di crescita seguiranno». 

La Confindustria ha gelato tutti dicendo che così non cambia nulla
«Cambia moltissimo, invece. Parliamo dei licenziamenti economici: con la riforma spetta, come prima, al giudice analizzare con la massima attenzione il caso e verificare se c`è stato un abuso. Finora però se accertava l`abuso, era automatico il reintegro. Ora ha una facoltà in più: l`indennizzo o, in casi veramente estremi in cui palesemente il datore di lavoro aveva voluto falsare le carte, il reintegro. Tutto si gioca qui: se ci sarà davvero per l` azienda la necessità oggettiva dirinunciare ad alcune posizioni, potrà farlo cavandosela con un indennizzo che è stato pure ridotto nel massimo da 27 a 24 mesi. E` stato risolto un problema di rilevanza costituzionale, e cioè una differenza immotivata di trattamento fra cittadini, e sono stati smussati giustamente alcuni angoli. In tutto questo il potenziale riformatorio della proposta è rimasto immutato: è una riforma vera che ci allinea all`Europa». 

Non si rischia di sovraccaricare la giustizia? 
«C`è la conciliazione extra-giudiziale che viene resa di nuovo obbligatoria e sarà rafforzata proprio per far sì che in aula finiscano solo i casi più drammatici e complessi. Secondo le previsioni più accreditate, non ci sarà un boom di controversie del lavoro». 
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