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La mia fiducia nelle nuove generazioni

Giorgio Napolitano - La Stampa

di Giorgio Napolitano,  pubblicato il 24 maggio 2012 , 300 letture
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*Pubblichiamo un estratto dell`Intervento del Presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano alla Cerimonia di commemorazione del
Giudice Giovanni Falcone

Quello di oggi è un anniversario speciale, e non solo perché sono trascorsi vent`anni e il lungo tempo che ci separa dalle stragi di Capaci e di via D`Amelio ci consente bilanci e riflessioni di fondo sulla lotta contro la mafia, sull`impegno per la legalità e per la sicurezza.



Quello di oggi è un anniversario speciale anche perché gli orribili fatti della vigilia, la barbara sanguinosa aggressione alle ragazze della scuola di Brindisi, e ancor più tutto quello che sta accadendo in Italia, la situazione generale del nostro Paese, rendono importante, anzi prezioso, il richiamo all`esperienza di quel tragico maggio-luglio 1992, di quel drammatico biennio 1992-93; rendono prezioso il richiamo all`insegnamento e all`esempio di Giovanni Falcone.



La mafia, Cosa Nostra e le altre espressioni della criminalità organizzata rimangono ancora un problema grave della società italiana, e  dunque della democrazia italiana. Dobbiamo perciò, noi tutti, proseguire con la più grande determinazione e tenacia sulla strada segnata con il loro sacrificio da Giovanni Falcone e da Paolo Borsellino vent`anni fa. Se le stragi in cui essi caddero massacrati insieme a uomini e donne delle loro scorte segnarono il culmine dell`attacco frontale allo Stato, ai suoi rappresentanti più temibili nello scontro diretto e quotidiano con il crimine organizzato, e se gli attentati della primavera de11993, e il loro torbido sfondo, si esaurirono in se stessi, la mafia seppe darsi altre strategie, meno clamorose ma noumeno insidiose.



Da allora le diverse organizzazioni criminali tra le quali in particolare la `ndrangheta, e in forme violente e spietate - hanno coltivato vecchi e nuovi traffici profittevoli e invasivi, conservando e acquisendo posizioni di potere soprattutto sul terreno economico, anche attraverso pesanti condízionamenti della vita politico-istituzionale. E oggi - nel quadro della crisi generale che l`economia italiana ed europea sta attraversando, con pesanti riflessi negativi anche sulla condizione finanziaria e sulla capacità d`azione dello Stato - la compenetrazione tra la criminalità e l`attività economica è divenuta un nodo di estrema rilevanza per il Mezzogiorno. Un nodo soffocante per ogni possibilità di sviluppo in queste regioni: in cui la crisi favorisce l`azione predatoria dei clan criminali, e questi tendono a porsi come procacciatori di occasioni di lavoro, sia pure irregolare, «nero», in un contesto di disoccupazione crescente e disperata. (...) La lotta contro mafia, `ndrangheta, camorra e altre consociazioni criminali, è dunque più che mai una priorità per tutto il Paese.



Già Falcone e Borsellino avevano chiarissima la visione della pericolosità del dispiegarsi della mafia sul versante della penetrazione nella vita economica e nei più sofisticati circuiti finanziari e non solo nel Mezzogiorno ma anche nelle regioni del Nord e in più vaste reti internazionali. E una pericolosità crescente ha via via acquistato in questo senso la `ndrangheta calabrese. Ecco i nuovi fronti dell`impegno a combattere, colpire, debellare la criminalità organizzata.



Che questa possa oggi anche tentare feroci ritorni alla violenza di stampo stragista e terroristico, non possiamo escluderlo. Un sollecito e serio svolgimento delle indagini sull`oscura, feroce azione criminale di Brindisi potrà fornirci elementi concreti di valutazione. Ma una cosa è certa: questi nemici del consorzio civile e di ogni regola di semplice umanità, avranno la risposta che si meritano. Se hanno osato stroncare la vita di Melissa e minacciare quella di altre sedicenni aperte alla speranza e al futuro, se lo hanno poi fatto a Brindisi, in quella scuola, per offendere la memoria di una donna coraggiosa, di una martire come Francesca Morvillo Falcone, la pagheranno, saranno assicurati alla giustizia. E se hanno pensato di sfidare questa stessa commemorazione, oggi a Palermo, dí Giovanni Falcone, delle vittime della strage di Capaci a vent`anni di distanza, stanno già avendo la vibrante prova di aver miseramente fallito. (...)



E venendo ai più vicini giorni di dolore e di sgomento che abbiamo vissuto, lasciate che lo dica anch`io come lo ha detto il presidente del Consiglio: che cosa magnifica sono state le reazioni, le risposte alla viltà criminale dí Brindisi, venute dai giovani e dal popolo di quella città e subito, di slancio, di tante altre città italiane. La Repubblica, le sue istituzioni, ne sono fiere: sono fiere innanzitutto di voi ragazze e ragazzi di Brindisi. (...)



Facciamo affidamento sulle forze dello Stato, sulle migliori energie della società civile, sulle nuove generazioni. Vedete, incontro in molte occasioni ragazze e ragazzi più o meno dell`età di Melissa, di Veronica e delle loro compagne, di tante e tanti di voi presenti in quest`aula, e colgo, in questa generazione, una carica di sensibilità, di intelligenza, di generosità che molto mi conforta, che mi dà grande speranza e fiducia. E perciò voglio dirvi: completate con impegno la vostra formazione, portate avanti il vostro apprendistato civile, e scendete al più presto in campo, aprendo por- te e finestre se vi si vuole tenere fuori, scendete al più presto in campo per rinnovare la politica e la società, nel segno della legàlità e della trasparenza.

L`Italia ne ha bisogno; l`Italia ve ne sarà grata.


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