Dal mondo
Emigrazione, Migrantes: italiani all’estero sono oltre 4 milioni
Roma, 30 mag - Sono 4.208.977 (per il 47,9% donne) gli italiani residenti all’estero e incidono sulla popolazione residente in Italia nella misura del 6,9%. Gli oriundi, invece, sono stimati oltre i 60 milioni. Sono i dati emersi dal settimo Rapporto Italiani nel Mondo realizzato dalla Fondazione Migrantes e presentato oggi a Roma. Si tratta di statistiche “approssimative per difetto”, come spiegato dagli stessi autori, perché “non è possibile registrare tutti quelli che continuano a emigrare” soprattutto molti “giovani che lasciano alle loro spalle una situazione di precarietà e si recano all’estero (talvolta con ripetuti spostamenti e senza un progetto definitivo), facendo perno per lo più sulle reti familiari come confermano anche i dati Eurispes 2012, secondo cui quasi il 60% degli italiani tra i 18 e i 24 anni si dichiara disposto a intraprendere un progetto di vita all’estero. Per inquadrare in maniera completa il fenomeno della mobilità bisogna tenere conto, quindi, dei flussi tradizionali e dei nuovi flussi, stabili o pendolari, come anche dei lavoratori stagionali (59 mila solo verso la Svizzera) e delle migrazioni interne, anche queste ancora consistenti (109 mila si sono trasferiti dal Meridione nel Centro Nord). Le mete preferite dell’emigrazione sono la Germania, il Regno Unito e la Svizzera, anche se non manca chi si dirige in paesi più lontani. Per quanto riguarda i capitoli di spesa per gli italiani all’estero, il Rapporto Migrantes 2012 mette in evidenza una situazione “molto problematica”: “ridimensionamento della rete diplomatico-consolare, mancanza di risorse per la promozione della lingua e della cultura italiana, come anche per il sostegno del sistema produttivo italiano e dell’attività dei Comitati degli italiani all’estero. I capitoli di spesa dello Stato riguardanti gli italiani all’estero, da 58 milioni di euro stanziati nel 2008 sono diminuiti a 16 milioni di euro nel 2012 (-72%)” si legge nel rapporto presentato oggi. “La carenza, però – si legge ancora -, riguarda le risorse finanziarie e anche le idee progettuali. La società statunitense, ad esempio, è sempre più attratta dall’Italia e dalla sua lingua, il cui insegnamento però rischia di perdere posizioni se non viene adeguatamente sostenuto”.