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Comites Zurigo: Il rinvio delle elezioni lede un diritto democratico

di 9colonne Agenzia Giornalistica,  pubblicato il 5 giugno 2012 , 295 letture
Zurigo, 5 giu – “Le scelte del governo per ciò che attiene alle politiche per gli italiani all'estero portano, purtroppo, verso un vicolo cieco. La recente decisione di ulteriormente rinviare al 2014 le elezioni dei Comites, che lede gravemente un basilare diritto democratico, e la drastica riduzione delle sovvenzioni subita quest'anno dagli stessi, fa pensare ad una precisa volontà di svilimento del ruolo e delle funzioni che essi sono chiamati a svolgere”. Così si legge in una nota di Paolo Da Costa, Presidente Comites di Zurigo. “Il rinvio di quello che avrebbe dovuto essere il naturale, per altro regolamentato, ricambio dei membri dei Comites, e l'aver ridotto le loro disponibilità finanziarie, potrebbe seriamente compromettere il loro legame con i cittadini italiani che vivono all'estero. Ed è proprio per evitare che questo avvenga – si legge ancora nella nota - che ho deciso di continuare ad operare con rinnovato impegno per assolvere quei compiti per cui sono stato chiamato come presidente del Comites di Zurigo e, al contempo, per contrastare i principi lesi con il Dl del 25 maggio 2012. In attesa che si ripensi ai dispositivi ed alla Istituzioni che dovrebbero legare gli italiani all'estero alla Madrepatria stabilendone i reciproci (nuovi?) Diritti/Doveri (tra lo Stato italiano ed i cittadini che vivono fuori dall'Italia) ho deciso di scendere in campo in maniera ancora più concreta e operativa considerando che gli italiani all'estero sono stanchi di essere osservatori passivi!”. “Se essere italiani nel mondo – si legge nella nota del Presidente Comites di Zurigo - secondo alcuni, non potrebbe più avere un senso alla luce delle decisioni prese, da parte mia ritengo che la situazione attuale può costituire, invece, per tutti, un nuovo modo di esserlo. Accantoniamo, ma non dimentichiamo!, le elezioni dei Comites, le plenarie del Cgie, il futuro dei rappresentanti dei partiti all'estero e rimbocchiamoci le maniche iniziando a portare avanti battaglie concrete per far valere i nostri diritti smettendola di aspettare che siano gli altri a discuterne e trovare soluzioni senza interpellarci o lasciandoci fuori dai giochi! Proviamo a pensare ad un nuovo modo di essere italiani nel mondo”. “Con questi presupposti – si legge ancora nella nota di Da Costa - lancio la prima sfida attraverso una raccolta firme: la petizione ‘Imu: per gli italiani all'estero lo stesso trattamento previsto per l'abitazione principale’”. “La nostra comunità, che ha forti legami con l'Italia, oltre che di natura affettiva anche di natura economica, è stata colpita, finanziaria dopo finanziaria, da tagli profondissimi che hanno visto una riduzione del 78% al capitolo di spesa per gli italiani all'estero (servizi, corsi di lingua e cultura, assistenza) che hanno, di fatto, compromesso il futuro delle istituzioni ed i servizi a supporto della nostra collettività. Nel contempo – conclude la nota - per quanto attiene specificamente all'Imu che gli italiani residenti all'estero devono pagare, essendo stata qualificata, dal Governo Monti, la loro proprietà di famiglia come ‘seconda abitazione’, non vi sono stati né sconti né tagli”.
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