ITALIANI NEL MONDO
[/aree/italiani_nel_mondo]
Dal mondo

Editoria, Cretti (Fusie): È necessario ridefinire i criteri di assegnazione dei contributi

di 9colonne Agenzia Giornalistica,  pubblicato il 7 giugno 2012 , 294 letture
Roma, 7 giu – “La mutata condizione socio-economica della comunità degli italiani all’estero, le cambiate modalità di produzione e di fruizione dell’informazione impongono un aggiornamento delle disposizioni normative che presiedono all’erogazione dei contributi per l’editoria italiana all’estero attualmente regolamentate da uno specifico articolo (nr.26) della legge 416 del 5 agosto 1981”. È quanto ha dichiarato il presidente della Fusie (Federazione unitaria stampa italiana all’estero) sentito oggi, insieme al segretario generale Giuseppe Della Noce, in audizione dalla commissione Affari costituzionali del Senato, nell’ambito dell’esame dei ddl 3305 e 3251 che prevedono interventi nel settore dell’editoria. Il presidente della Fusie ha chiesto che nell’ambito del dibattito relativo alla conversione in legge del DL nr. 63 – “Disposizioni urgenti in materia di riordino dei contributi alle imprese editrici, nonché di vendita della stampa quotidiana e periodica e di pubblicità istituzionale” - venga introdotto un articolo che modifichi l’articolo 26 della legge 416, e chiedere un’integrazione all’art 5 del DL nr.63 ora in esame: “Si tratta - ha aggiunto Cretti – di una richiesta dettata dalla necessità di ribadire, esplicitandola in un apposito articolo, la specificità dell’editoria italiana all’estero, per la quale l’accesso al sostegno pubblico deve essere fissato sulla base di requisiti relativi: alla sua anzianità (per la quale si propone un minimo di tre anni), alla sua reale diffusione all’estero, al suo apporto alla diffusione della lingua e della cultura italiana (l’informazione deve essere veicolata almeno nella misura del 50% in lingua italiana), al suo contributo alla promozione del sistema Italia all’estero, alla sua consistenza informativa”. “Auspicando, pur nella consapevolezza dell’attuale situazione congiunturale, un adeguamento del contributo totale, fissato da oltre 11 anni a 2,065 milioni di euro (art. 3 legge nr. 62 7 marzo 2001) da ripartire fra più di 100 testate” è “fondamentale - ha osservato Cretti - ridefinire i criteri con i quali i contributi vengono assegnati, e soprattutto il loro dosaggio che va attentamente ponderato”. Criteri che, ha aggiunto il presidente della Fusie, “devono essere per quanto possibile oggettivi e, fatta salva una quota-parte assegnata in modo equivalente a tutte le testate aventi diritto, ricalcano, tranne che in un’eccezione tutt’altro che marginale, quanto attualmente in vigore. Infatti, non potranno prescindere dalla frequenza della pubblicazione, dal numero delle copie effettivamente diffuse, da quello delle pagine stampate”. “Inadeguato”, perché “di difficile interpretazione” e “mai oggetto di una reale valutazione”, secondo Cretti è “il voto con il quale, secondo il vigente regolamento, dovrebbero essere valutati ‘la natura informativa e l’apporto alla conoscenza dei fatti italiani e dei problemi del lavoro italiano all’estero’”. In sua sostituzione si propone l’inserimento di un “nuovo criterio teso a valutare la consistenza occupazionale delle singole testate”. Dopo aver ricordato che “contenuta nel regolamento d’applicazione anche la nuova composizione della commissione, preposta a valutare l’ammissibilità delle testate che richiedono il contributo”, la Fusie ha chiesto che essa preveda “la presenza di esponenti della Presidenza del Consiglio Dipartimento per l’editoria, del ministero degli Esteri, della Fusie, della Federazione Nazionale della Stampa, del Consiglio generale degli italiani all’estero e della Consulta nazionale dell’emigrazione”. Inoltre, Cretti ha definito “oltremodo opportuno esplicitare rigorose e chiare modalità di controllo (fino a prevedere anche la certificazione del bilancio in caso di contributi che superino ad esempio i 50 mila euro), assegnando detta competenza ad uno specifico organismo”. L’audizione si è conclusa con la “richiesta di emendare l’articolo 5 del dl nr. 63 del 21 maggio 2012” e di inserire “un comma che stabilisca in modo esplicito che pubblicità istituzionale venga assegnata anche alle testate italiane all’estero, indicandone la quota-parte”.
servizi
 
Non ci sono commenti, vuoi essere il primo?

invia un commento

dillo ai tuoi amici

Inserisci le email separate da una virgola  
il tuo nome  
la tua email  
un breve messaggio  
 
L'utente, nel premere il pulsante "invia", dichiara di aver letto e approvato l'informativa sul trattamento dei dati.
[*]