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Camera. Passa la fiducia sull'articolo 10 richiesta dal governo sul ddl anti-corruzione

Con 461 sì e 75 no la Camera ha dato il via libera alla fiducia sull'articolo 10 del testo anti-corruzione

pubblicato il 13 giugno 2012 , 661 letture
l'Aula di Montecitorio
Con 461 sì e 75 no la Camera ha dato il via libera alla fiducia sull'articolo 10 del testo anti-corruzione. L'articolo 10 delega il Governo ad adottare un testo unico per disciplinare, in caso sentenze definitive di condanna per delitti non colposi: l'incandidabilità a diverse cariche elettive e di governo a livello centrale, regionale e locale e al Parlamento europeo; il divieto di ricoprire alcune cariche elettive e di governo proprie degli enti locali; le ipotesi di decadenza o sospensione dalle cariche in caso di sentenze di condanna successive all'elezione o all'assunzione della carica.

La Camera sta ora discutendo della seconda fiducia richiesta dal governo ovvero quella riferita all'articolo 13 del disegno di legge, che definisce i reati di corruzione tra privati e di traffico di influenze.

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"L'incandidabilità in conseguenza di sentenze definitive di condanna può essere applicata già alle prossime elezioni politiche del 2013 se il governo eserciterà, come è sicuramente possibile, la delega in tempo utile". Lo dichiarano Oriano Giovanelli e Donatella Ferranti, del gruppo Pd alla Camera firmatari di un ordine del giorno.

"In coerenza con un nostro emendamento e con quanto affermato nella nostra dichiarazione di voto - spiegano - abbiamo presentato un ordine del giorno, che ci auguriamo sarà approvato domani, nel quale è contenuto l'impegno per il governo 'ad esercitare la delega in tempo utile affinché le norme in questione si applichino alle prossime elezioni per la Camera dei deputati e per il Senato della Repubblica''.





"Finalmente il nostro ordinamento potra' avere una legge 'anticorruzione' che riteniamo assolutamente necessaria". Così Pina Picierno, deputata del Pd, che osserva: "Nel nostro Paese il vero spread è rappresentato dalla dilagante corruzione, che costa circa 60 miliardi in termini di danno erariale, e che ci pone in ambito internazionale dietro i più evoluti paesi occidentali. E' dal dopo-tangentopoli che si avverte la necessità di strumenti normativi e sistemi di controllo efficaci per un forte contrasto dei fenomeni corruttivi, ma in tutti questi anni siamo stati incapaci di misure adeguate, e anzi si e' fatto di tutto per non ostacolarne la diffusione".
Poi, aggiunge: "Quello che emerge dalle inchieste e' solo la punta dell'iceberg di un 'sommerso' dalle dimensioni gigantesche.
Per queste ragioni- conclude Picierno- occorre approvare una legge per contrastare la corruzione, che avremmo voluto più incisiva, restituendo dignità alla politica e fiducia ai cittadini".
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