"La sentenza con cui la Consulta ha giudicato inammissibile l'ennesimo ricorso sulla presunta incostituzionalità della legge 194 era prevedibile e giunge benvenuta. E' chiaro che nel nostro Paese è in corso un attacco ideologico e strumentale ad una legge che in quasi 35 anni, e dopo una conferma referendaria, ha dimostrato di riuscire, in modo equilibrato, a contrastare la pratica dell'aborto clandestino e a contenere il ricorso all'interruzione volontaria. Adesso il problema è diventato semmai applicarla correttamente, contemperando due diritti: quello dei medici all'obiezione di coscienza e quello delle donne a scegliere una maternità consapevole". Lo dice
Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato.
“Apprendiamo con soddisfazione la decisione della Consulta, che conferma che la legge 194 è pienamente rispettosa del dettato costituzionale. Si tratta di una legge che tutela la maternità consapevole, rispetta la libera scelta delle donne e garantisce la loro salute: proprio per questi motivi deve essere difesa” Così
Roberta Agostini, responsabile conferenza delle donne del PD. “La 194 ha permesso all’Italia di dimezzare il numero degli aborti e di eliminare quelli clandestini. La possibilità per i medici di scegliere l’obiezione di coscienza non può pregiudicare il corretto funzionamento di un servizio sanitario. Invece di tentare di smontarla, dovremmo piuttosto garantirne l'applicazione in tutte le sue parti superando quegli ostacoli che rendono sempre più difficoltosa e parziale la sua piena attuazione in tante parti del nostro paese".
Per la senatrice del Pd
Vittoria Franco "le insidie tese alla legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza sono sempre sul suo cammino. Ma anche quest'ultima, tesa dal giudice di Spoleto, è stata sventata. La 194 viene confermata come una buona legge, che nei decenni ha portato alla diminuzione del numero delle interruzioni di gravidanza. Caso mai, oggi il problema è evitare che venga disattesa dalle strutture ospedaliere che non dispongono di personale medico non obiettore sufficiente".
"Sono sempre meno, infatti - prosegue Vittoria Franco - i ginecologi non obiettori; un numero eccessivamente esiguo che crea enormi difficoltà al rispetto della legge. Anche i consultori sono in grandissima sofferenza, con scarso personale e poche risorse, soprattutto in alcune aree del Paese, come il Mezzogiorno. Salvare la 194 significa anche salvaguardare le condizioni della sua piena applicazione".
"Io sono dell'opinione che uno stato laico debba avere una legge sull'aborto. La Consulta ha preso una decisione saggia basata sulla qualità e l'equilibrio della legge 194, che rispetta e protegge la salute della donna”. Così Ignazio Marino, chirurgo e senatore del Partito Democratico. “Più che cercare di abbattere una buona legge, sarebbe meglio porre attenzione ad altri elementi: viviamo in un Paese in cui manca purtroppo un progetto nazionale organico e strutturato di educazione alla sessualità responsabile, alla salute riproduttiva e alla contraccezione nelle scuole. A ciò si aggiunga la debolezza della medicina del territorio, sulla quale non si investe abbastanza: manca, nei fatti, da troppi anni una politica di potenziamento dei consultori che sono ormai poco piu' di 2000, circa 0,7 ogni 20.000 abitanti, mentre dovrebbero essere almeno 1 ogni 20.000. Elementi che rendono più incerta l'assistenza alle donne".