Intervento

Contributo degli Apulian Democratic Volunteers

Circoli Pd Puglia

pubblicato il 21 giugno 2012 , 642 letture

Premessa 
IL PARTITO DEMOCRATICO COME PARTITO DEI CIRCOLI 

COSA SI INTENDE PER CIRCOLO? 
Il circolo si chiama Circolo perché è il luogo dove ci si siede in tondo. Ci si siede in tondo per essere alla pari e per far vivere la partecipazione, nei diversi modi possibili. Il Circolo è il luogo dove si è protagonisti politici perché aperti anche alle istanze civili, artistiche e sociali, anche quelle non immediatamente riconducibili alla nostra parte politica ma con cui si vuole restare in attitudine all'ascolto. Non si tratta quindi solo di una parte più piccola del Partito, come si intende con il termine Sezione che per l'appunto è una piccola sezione di qualcosa di più grande. La Sezione per sua natura sarà portata a riprodurre al suo interno le divisioni e gli schieramenti della parte più grande di cui partecipa. Al contrario il Circolo è il luogo dove per eccellenza il Partito si apre, si confonde con il suo territorio, partecipa delle sue istanze primarie, quelle che nascono dal vivere comune, dall'essere cittadini, ancora prima che si trasformino in azione politica. Il Circolo è l'unico luogo dove il Partito vive! Nelle stanze delle Segreterie il Partito prende decisioni. Nei luoghi del Potere esecutivo il Partito agisce in senso proprio. È invece nei Circoli che il Partito deve tornare a respirare. È nei Circoli che il Partito apre le finestre e partecipa delle istanze politiche, sociali e culturali del mondo. È nei Circoli che si lavora per il futuro del Partito, delle sue idee e delle sue capacità di rinnovarsi e crescere. I suoi stessi Segretari non possono continuare ad essere scelti in base a ripartizioni tra aree, correnti e comitati elettorali. Devono essere scelti dagli iscritti per le loro qualità di organizzatori, di trasparenza, di rispetto delle posizioni più diverse e soprattutto per la loro capacità di dialogo con il territorio in cui il Circolo opera. Non crediamo infatti sia un caso che lo Statuto parli di Coordinatore e non di Segretario. La collegialità di un Circolo è, infatti, un elemento fondativo e non secondario. E che a presiederlo vi sia un Coordinatore e non un Segretario non è dunque un fatto solo nominale ma indicativo di una differente proprietà. Ma quanti Circoli ha il PD che corrispondano a questa descrizione? Nessuno? Pochi? Abbastanza? In ogni caso troppo pochi per costruire non solo un nuovo partito ma un Partito nuovo. 

IL PD COME PARTITO DELLE PRIMARIE
Il Circolo del PD è il circolo degli elettori e non solo degli iscritti e verso di questi va rivolta attenzione e vanno attivate pratiche di partecipazione politica. Non è un caso che il Partito delle Primarie si è espresso soprattutto tramite i Circoli. Un Partito così fatto vede infatti il soggetto della propria sovranità negli elettori e non soltanto negli iscritti. Gli iscritti sono volontari e animatori del dibattito politico che deve sempre mirare a coinvolgere gli elettori, considerandoli parte organica del Partito e non solo massa elettorale nel caso delle Primarie. Solo in questo modo le Primarie potranno diventare lo strumento naturale di decisione e non saranno vissute dagli iscritti come una espropriazione di potere. Al contrario tramite le Primarie il Circolo deve poter essere in grado di instaurare un rapporto diretto con il suo elettorato, raccogliendo i dati sensibili già previsti dall'Albo degli elettori in uso ma spesso trascurati in modo colpevole. 

IL PD COME PARTITO DELLA DEMOCRAZIA PARTECIPATA 
Insieme quindi alle Primarie gli elettori iscritti nell'Albo devono essere consultati tramite tutti quegli strumenti previsti dallo Statuto, quali per esempio i Forum tematici o i Referendum. Occorre utilizzare il web 2.0 come forma di partecipazione politica, occorre fare attività permanente di formazione politica oggi sempre più carente, occorre interagire con le Associazioni che gli stessi elettori utilizzano come forme di cittadinanza attiva. 

RISPETTO DELLO STATUTO 
Lo Statuto del PD è un progetto politico avanzato per lo stesso PD. Lo Statuto del PD non è solo un regolamento ma molto di più, rappresenta un punto di arrivo cui tendere. Occorre quindi che siano i Circoli a mettere in moto questo processo e portarlo avanti con spirito anche d'iniziativa e sperimentazione. Soprattutto occorre che i Segretari d Circolo siano in prima linea nel chiedere il rispetto delle norme statutarie ma anche nel formulare quelle richieste che portino il PD non ad arroccarsi su se stesso ma a perseguire la strada del suo rinnovamento e costruzione di una visione di sviluppo per il paese e dell'Europa. 

DAL PD VERSO GLI STATI UNITI D'EUROPA 
Lo Statuto del PD contiene in nuce una proposta politica avanzata anche per l'Europa. Non basta oggi guardare ad un fronte di alleanze con i partiti socialisti ma occorre che la novità politica del PD sia promossa su scala europea per una azione di costruzione di un soggetto politico nuovo in Europa che prefiguri in sé quelli Stati Uniti d'Europa di cui orgogliosamente dobbiamo farci promotori. Un obiettivo che non può non passare anche attraverso la costruzione di un soggetto politico unificante. 

UNA CASA COMUNE E NON LA CASA DI NESSUNO 
Un Partito che voglia essere pluralista e federativo delle diverse identità del centrosinistra, in un quadro di bipolarismo maturo come da sempre ci siamo prefigurati per il PD, un Partito siffatto deve essere vissuto come casa comune. Questo non vuol dire costruire una casa a cui nessuno tiene come oggi troppo spesso appare. Accade spesso che il PD sembri piuttosto la casa di nessuno. L'errore a nostro parere è nel concepire la Segreteria come luogo della continua mediazione. La mediazione se non basata su meccanismi di confronto e verifica rischia di sfociare nella mediocrità e nell'incapacità di dare al paese una visione per il suo futuro. Il rispetto delle minoranze non passa per questa strada, al contrario. Questo rende il Partito un luogo di conflitti interni mai risolti. In breve nemmeno il PD lo si governa bene restando al centro bensì usando gli strumenti partecipativi della democrazia deliberativa. I processi di democrazia deliberativa sono basati al contrario sul principio che sui singoli argomenti le opinioni si spostano radicalmente da quelle di partenze se sottoposte a una prova di argomentazioni che ne verifichino l'efficacia rispetto ai fini. Non si arriverebbe così a decisioni deboli perché mediate ma al contrario si prenderebbe una direzione decisa dopo aver ricomposto su ogni tema maggioranze e minoranze. Questo può consentire alle minoranze di pesare e fare maggioranza su singole battaglie senza diventare riserve protette ma incapaci di incidere sulle decisioni se non fuori dal PD e quindi senza contribuire alla sua storia. 

Proposte 
Sulla base di queste premesse abbiamo costruito una scaletta di proposte da portare all'attenzione della Segreteria Nazionale in occasione dell'Assemblea dei Segretari di Circolo del 23 giugno 2012 a Roma. 

1) BASTA CON LA LOTTIZZAZIONE INTERNA E IL MANUALE CENCELLI DENTRO IL PD 
Se non si vuole essere un partito di lottizzazione occorre non essere lottizzati NOI AL NOSTRI INTERNO! E invece: 
- I segretari di circolo sono nominati, di fatto, e non eletti. 
- I Delegati alle Assemblee provinciali non sono nemmeno votati ed eletti per finta. 
- Ancora peggio le nomine in Segreteria ad ogni livello. 

-­- Basta con il Manuale Cencelli all'interno del PD. I patrimoni identitari sono una ricchezza ma devono organizzarsi autonomamente dal PD e non pretendere alcuna posizione di rendita. Dentro il PD aree e correnti devono sciogliersi senza agire come componente in quota percentuale, nel PD si è tutti iscritti alla pari. 
-- Basta con gli iscritti come truppe cammellate per dare peso alla propria componente. Gli iscritti sono coloro che partecipano attivamente alla vita del Partito e non coloro che si mettono una tessera in tasca. Si può finanziare il Partito anche da elettori, iscriversi è assumersi il carico di organizzare ed elaborare.. Se si mette fine al Manuale Cencelli questo avverrà automaticamente perché nessuna conta di percentuali sarà utilizzata per avere potere nel Partito. 
-- Nel PD gli elettori devono avere più peso; devono esserci elettori ed iscritti, così come distinti dallo Statuto, quindi con gli elettori come base di sovranità sulla linea del Partito e nella scelta delle cariche monocratiche ed gli iscritti come base dell'azione organizzativa e di elaborazione della linea. Oggi gli elettori sono chiamati solo per i Gazebo (che da soli non fanno le Primarie e tantomeno il PD aperto). 

2) FINANZIAMENTO AI CIRCOLI 
-­- Il finanziamento pubblico deve essere interamente destinato ai Circoli. 
-­- Saranno poi i Circoli a scegliere con i loro Delegati i funzionari ai livelli provinciali e regionali di loro competenza ma sulla base dei Curricula e non di appartenenze. 
-­- Saranno sempre i Circoli con i loro Delegati, realmente eletti, a destinare le opportune percentuali per i capitolati di spesa generali coperti da cassa comune. 

3) USO DEL REFERENDUM INTERNO 
-­- Il Partito deve usare il Referendum interno nei suoi Circoli ma non per sanare conflitti interni quanto come normale strumento di democrazia deliberativa, aprendosi permanentemente ai suoi elettori per verificare il consenso sulla propria azione e dialogare con la società civile. 
-­- Chi non è d'accordo con la linea del Partito sul fronte in cui occupa posti di responsabilità nazionali deve avere il coraggio di chiedere un referendum interno come previsto dallo Statuto che verifichi la tenuta del Partito su quelle scelte mettendo in gioco o le sue dimissioni o un cambio di linea della Segreteria nazionale. 

4) PRIMARIE A DOPPIO TURNO O CON SCELTA ALTERNATIVA DI BALLOTTAGGIO 
Per avere primarie davvero aperte e sui programmi occorre che tutti i Circoli siano aperti e attrezzati per tale impegno ma occorre anche che ci siano: 
-­- Tempi lunghi con obbligo per i Segretari di Circolo di organizzare e far funzionare le assemblee di presentazione delle liste pena il decadimento dall'incarico (si propone l'istituzione di commissari elettorali che rilevino numero dei partecipanti e controllino la conformità al vero dei verbali obbligatori) 
-­- Deve essere garantito il Ballottaggio o con il Doppio Turno, come il Partito Socialista in Francia, oppure con sistema di scelta alternativa indicativa già al primo turno della preferenza alternativa (come nel sistema elettorale australiano). 
-­- Ci auguriamo di avere una nuova Legge elettorale a luglio e che sia uninominale e bipolare ma in ogni caso vogliamo le Primarie anche per i candidati utilizzando liste di sostegno ai Candidati Premier. 
-­- Obbligo di presentare il Programma dei primi 100 giorni di Governo e la rosa dei Ministri (al secondo turno modificabile se vi sono apparentamenti tra candidati del primo) 
-­- Ogni Candidato Premier deve avere Liste di sostegno da utilizzare per la formazione successiva delle liste elettorali di collegio del Partito Democratico. Potranno esserci liste di sostegno di altre formazioni politiche che saranno libere di comportarsi come credono. 
-­- Albo Pubblico degli Elettori perché le primarie del PD sono sempre aperte e se esistono Partiti che scelgono di non confluire nella casa comune lo facciano ma noi ci rapportiamo all'intero elettorato ed il problema è loro non nostro , quindi ben venga se qualche loro elettore è anche il nostro, in ogni caso è solo la pubblicità di questi ALBI che consente sia che le primarie siano alla pari per tutti sia che non si giochi alle truppe cammellate. Non esistono ragioni di privacy perché chi vota alle primarie firma una liberatoria! Non esistono differenze tra primarie del PD e primarie di coalizione perché anche le seconde vedono il PD partecipe e la natura pubblica degli ALBI ELETTORALI è una condizione sine qua non. 

5) I CIRCOLI E IL WEB NON SONO IN CONTRADDIZIONE 
-­- Cosa ha fatto il PD per usare al meglio e senza pregiudizi i nuovi mezzi di comunicazione? Troppe volte abbiamo sentito i si però sulla bocca di funzionari e coordinatori timorosi di perdere il controllo della situazione. Altre volte abbiamo sentito fare solo demagogia sul WikiPD senza che mai si traducesse questo in una vera azione incisiva e coraggiosa. Eppure nel nostro statuto sono previsti i Circoli Online e in teoria ogni Circolo dovrebbe avere i suoi strumenti anche di radicamento informatico. Piangere oggi sul ritardo o denigrare il senso di esperienze cresciute sul web 2.0, come il Movimento 5 stelle, è sbagliato. Investiamo subito le risorse di finanziamento pubblico su questo ma senza cercare di imbrigliare il dibattito. Non dobbiamo avere paura e dobbiamo essere in questo all'avanguardia. E' già tardi ma non è mai troppo tardi per rimediare e tocca alla Segreteria del Partito farlo. 

6) RIPENSARE LE FORME DELLA DEMOCRAZIA PER SALVARLA 
-­- Dove governa il PD deve portare la democrazia partecipata anche nella macchina amministrativa dello Stato. I nostri eletti non possono assumere atteggiamenti di autoreferenzialità. Gli eletti devono confrontarsi da una parte con gli iscritti, sulla coerenza della loro azione rispetto alla linea del Partito e per avere un sostegno nell'elaborazione di questa istituendo e dialogando con le Commissioni. Dall'altra parte occorre che tutto il Partito s'impegni nella costruzione di nuovi strumenti di democrazia sia diretta, sia partecipata, sia deliberativa che vadano non in contrasto con quelli tradizionali della rappresentanza ma in loro sostegno. La crisi dei sistemi di rappresentanza rende sempre più urgente che il PD assuma questo come proprio compito politico prioritario, ridando fiducia e prestigio alla dimensione politica e non arroccandosi in difesa di privilegi di apparato denominando tali istanze come “antipolitica”. 

7) INCOMPATIBILITA' DELLE CARICHE E LIMITI DI MANDATO 
-­- Basta con doppi e tripli incarichi. Vanno rese davvero incompatibili tutte le funzioni di rappresentatività, quelle politiche, quelle organizzative ed economiche, quelle nelle assemblee elettive di ogni grado, dalle Circoscrizioni al Parlamento. Senza deroghe. 
-­- Nessuna deroga nemmeno alla norma statutaria dei tre mandati. Chi li supera deve tornare a fare politica dentro il Partito se vuole, e non andranno disperse né le competenze né l'esperienza. 

Redatto dagli APULIAN DEMOCRATIC VOLUNTEERS come contributo alla discussione interna dei Circoli del PD di Puglia e successivamente sottoscritto anche da INSIEME PER IL PD e richiesto da altri Circoli PD d'Italia come base di discussione.
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commenti

#8  bepi, 23/6/2012

cari amici ,ho cercato sul sito il programma del'assemblea : l'unica cosa l'ho trovata in uno degli Inteventi "Programma Assemblea nazionale dei Segretari di Circolo" Pensavo di trovare un elenco (sperando non lungo, di tematiche da affrontare ed invece praticamnete tutto lo scibile umano, non c'è limite al parlarsi addosso. Non si possono fare così le assemblee !! Devono essere preparate su questioni precise. Chi le vuole così , mira alla loro inutilità , all'essere improduttive. A parte il piacere di trovarsi e di sentire molte condivisioni politiche, di aver fatto una bella gita a Roma, il massimo che puo' rimanere sarà u documento generico sul quale ovviamente ognuno non potrà non essere in accordo , che lascerà il tempo che trova. Questo fa il paio al famoso invito "rimbocchiamoci le maniche ": suscita un po' di senso di appartenenza, ma dopo un po' , se non sorretto ad contenuti ed iniziative visibili, genera indifferenza. PD significa forse Parolai Disimpegnati ? Buon lavoro

#7  bepi , 23/6/2012

cari amici, noto che alle ore 0,15 del 23 c.m. gli interventi sono 18 e i commenti la metà. Non è un gran che , non ti pare ? Perchè succede ? E' un problema da sollevare in assemblea ?

#6  bepi, 22/6/2012

non ho alcun problema di riservatezza (la privacy è un connotato di che tipo di cultura, popolare forse? ); la mia email è gdelzot@tin.it

#5  bepi, 22/6/2012

COSA SI INTENDE PER CIRCOLO? Ed io mi domanderei anche :"Che cosa si intende per "tessera" ? Credo che il suo possesso debba dar diritto a contare , ovviamnete per la piccola percentuale relativa, alle scelte del partito. La differenza tra gli iscritti ed i simpatizzanti è che i primi vogliono partecipare piu' direttamente,agli altri basta star a guardare interessati. A proposito : non è possibile che la madre di tutte le leggi, cioè quella elettorale , non sia oggetto di un vastissimo dibattito della base che ovviamnete deve prima essere informata sulle varie opzioni, sia in senso tecnico che bel senso delle differenze politiche. Io nelle richieste ( ma non dobbiamo andare col cappello in mano) che pretenderei da Bersani metterei quasta al primo posto ; sono i massimi dirigenti che devono organizzare il dibattito per poi raccogliere i pareri, non possono lasciare all'iniziativa singola .

#4  bepi, 22/6/2012

I CIRCOLI E IL WEB NON SONO IN CONTRADDIZIONE Anzi !!!! Però il Web deve essere usato bene non in senso monodirezionale (infomativo dall'alto al basso) nè nel senso, se ne vedono molti, di "sfogatoio" : anche questo deve essre organizzato per produrre risultati

#3  bepi, 22/6/2012

FINANZIAMENTO AI CIRCOLI Stiamo attenti che non sia del tipo "a prescindere" dall'attività che ciascuno fa; l'entità del finanziamneto non la mettterei nemmeno in relazione agli iscritti , ma bensì a programmi di lavoro a preventivi di spesa ed a spese effettive .Questo impegna anche ad un maggior interesse di iniziative

#2  bepi, 22/6/2012

cari amici e(o compagni, mi associo al segretario del mio circolo (udine7)Claudio Cosmaro nella valutazione del vostro documento. Mi permetto di contribuire in qualche modo riprendendo alcuni titoli dei vostri capitoli 1) BASTA CON LA LOTTIZZAZIONE INTERNA E IL MANUALE CENCELLI DENTRO IL PD . Condivido al 100% ma , visto che ci sono ancora alcuni che si definiscono Bersaniani, o Franceschiniani o Mariniani,o quelli che vengono dal DS o dalla Margherita, quando si tratta di comporre, ad esempio un gruppo o una lista, quali sono i criteri per superare quelle categorie che finiscono per essere determinanti in quelle occasioni ? Occorre qualcge regoletta in piu'? (non sarei amante del proliferare di queste, ma , diciamocelo, anche tra noi sono necessarie; occorre che qualcuno le faccia rispettare e non ci sia alcun "fair play" . Oppure occorre una cultura diversa ? Sarebbe piu' ausoicabile, ma anche piu' difficile. Allora, visto che condividiamo le stesse preoccupazioni, perchè non partiamo da qui e cerchiamo un approfondimento per rendere attuabili nella pratica quotidiana questi principi ? Ad esempio io credo che il vissuto personale non possa esser elemento incidentale nella valutazione e , che , per contro, l' esser rappresentante di qualche categoria non debba essere un qualcosa in piu' (a volte questi rappresnetanti di categoria sono arrivisti e anche malvisti dai propri rappresentati). Dai, proviamo ad aggiungere qualcosa. Buon lavoro bepi del zotto - udine

#1  Claudio Cosmaro, 21/6/2012

Mi piace il vostro documento anche perchè riprende molte delle cose che abbiamo scritto nel documento proposto dal circolo PD online "il nostr tempo: impegniamoci!" http://www.impegniamoci.it

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