"Ha ragione il ministro Severino: la revisione delle circoscrizioni giudiziarie è un intervento storico che va realizzato. Storici possono essere anche gli errori, per questo, nella loro attuazione. Credo sia giusto ascoltare il territorio senza assecondare i campanilismi. Come ha detto il ministro, ci sono previsioni che possono essere riviste in funzione di una maggiore efficienza del servizio".
Così Andrea Orlando, responsabile Giustizia del Pd.
"In particolare, – prosegue Orlando – penso che alcuni risparmi, realizzabili prevedendo tempi di attuazione del decreto più celeri, possano essere utilizzati per mantenere presidi importanti per alcune aree del Paese in ragione della effettiva fruibilità del servizio giustizia o a tutela di investimenti recentemente fatti in questo ambito".
"E' vero che l'esigenza è più forte nelle aree a forte presenza di criminalità organizzata, tuttavia quest'argomento non può produrre zone franche. Per quanto riguarda la Sicilia e la Calabria – continua Orlando – il provvedimento va probabilmente aggiustato sapendo, tuttavia, che il cuore dalla lotta al fenomeno mafioso è ormai collocato nelle distrettuali antimafia. Tra ciò che va rivisto, prevedendo eventualmente ulteriori chiusure, come ha deliberato in un recente ordine del giorno la Camera, c'è la cosiddetta ‘regola del tre' e cioè il vincolo, introdotto surrettiziamente nella legge delega in sede di conversione con un emendamento, che prevede il mantenimento di almeno tre tribunali per ogni distretto di Corte d'Appello. Una regola che se mantenuta produrrà evidenti sperequazioni, mentre un ulteriore obiettivo che credo debba porsi l'azione riformista del governo è il superamento dell'attuale assetto delle Corti d'Appello".
"Una forte preoccupazione va espressa per le misure che estendono al ministero della Giustizia il blocco del turnover fino al 2016. In assenza di altri provvedimenti, penso alla mobilità da altre amministrazioni, o a interventi di reclutamento almeno provvisorio di personale giudiziario amministrativo, rischia di determinarsi la chiusura di molti uffici e non in ragione della loro soppressione per legge, ma in conseguenza dei vuoti di organico. Infatti, la riorganizzazione della geografia giudiziaria produrrà effetti di efficienza sul personale da qui a diversi anni, mentre, ogni anno a partire da questo il saldo negativo nelle piante organiche è di 1500 unità in meno a causa dei pensionamenti, a fronte di una carenza già accertata di quasi 6000 unità. I vuoti in questione non sono peraltro uniformemente distribuiti e raggiungono picchi del 40% in alcuni fondamentali uffici. Mi auguro – conclude Orlando – per questo che intervengano correttivi in grado di affrontare quella che a mio avviso è l'emergenza tra le emergenze del servizio giustizia: garantire l'adeguatezza e l'efficienza del personale della giustizia".