Abbiamo raggiunto un accordo nella maggioranza su ammortizzatori sociali e flessibilità in entrata, ma adesso resta aperto il nodo degli esodati. Speriamo di scioglierlo con il provvedimento sulla spending review». Cesare Damiano, capogruppo Pd alla Commissione Lavoro della Camera, e già ministro del Lavoro nell`ultimo governo Prodi, è soddisfatto dei 10 punti contenuti nell`emendamento al decreto sviluppo, frutto di un accordo dei partiti che sostengono Mario Monti, ma facilitato soprattutto dall`avviso comune siglato da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria. Avverte però che temi come quello degli esodati adesso non vanno trascurati, e che anzi non si debba più agire «nella logica dei numeri, ma stabilendo precisi criteri, e possibilmente una clausola di salvaguardia che tuteli tutti quei lavoratori che sforassero le quantità già stabilite, spesso troppo rigide».
Riassumiamo 110 punti dell`emendamento.
Si rinvia innanzitutto l`Aspi, la nuova indennità di disoccupazione, di un anno: invece che nel gennaio 2013, scatterà nel gennaio 2014. Nel contempo si avvia un monitoraggio del sistema di ammortizzatori attualmente vigente con le parti sociali. Sulle partite Iva, si rinvia l`aumento dei contributi pensionistici, e si modificano i criteri di calcolo per stabilirne l`autenticità. L`intervallo necessario tra un contratto a termine e l`altro viene affidato alla contrattazione e non più alla legge. Si aumenta íl nu- mero di apprendisti nei settori e si permette di cumulare i voucher con la cassa integrazione. Si ripristina la cassa integrazione per le aziende ammesse a procedure concorsuali se vi sono prospettive di ripresa dell`attività. Si escludono i contratti a termine fino a 6 mesi dalla base di calcolo dell`organico che fa scattare l`obbligo di assunzione di lavoratori invalidi.
Come mai avete rinviato l`Aspi?
Abbiamo chiesto il rinvio di un anno perché prolungandosi la crisi ben oltre il 2012, temiamo che le aziende anticipino i processi di ristrutturazione in un momento segnato dalla crescita della disoccupazione: i nuovi ammortizzatori forniscono mia tutela inferiore rispetto ai vecchi.
Sul tema del lavoro sembra che nella maggioranza, alla fine, dopo screzi e scontri, poi vi ritroviate sempre. E dire che dal Pdl al Pd, avete impostazioni piuttosto diverse su questi temi.
Per noi l`impegno unitario è in continuità con le dichiarazioni fatte da Mario Monti a Montecitorio prima della fiducia sul ddl che regola il mercato del lavoro. Il governo si era impegnato a intervenire su tre fronti: esodati, ammortizzatori sociali e flessibilità in entrata. Abbiamo tutti ritenuto che gli ultimi due temi fossero indivisibili, poi ovviamente ciascun partito dà più attenzione a questo o a quello. Non è una margherita da sfogliare, tutto si tiene insieme e l`emendamento che è venuto fuori dà corso all`impegno preso dal presidente del, consiglio. Naturalmente è positivo che sia intervenuto l`avviso comune delle parti sociali, che abbiamo recepito completamente.
Ma l`avviso comune di Cgil, Cisl, Uil e Confindustria apre una nuova stagione di «concertazione» in salsa montiana? O è soltanto un`intesa dettata dall`emergenza?
Io credo che l`avviso comune sia stato importante, e ci ha aiutato a trovare soluzioni unitarie in Parlamento. Detto questo, spero che l`emergenza della situazione induca su questa strada virtuosa e la consolidi.
Passiamo al fronte ancora caldo, quello degli esodati: abbiamo assistito a settimane di tira e molla, di scontri e accuse incrociate sui numeri. Non è che magari dai partiti riuscite a indicare alla ministra Fornero una direzione più chiara e soprattutto che salvaguardi tutti?
Credo che sicuramente vada individuato un metodo per risolvere una volta per tutte questo problema. Ci sono almeno tre nodi da risolvere:
1) Che fine ha fatto il decreto interministertiale sui primi 65 mila esodati? Io ho presentato una interrogazione, perché siamo in luglio e non è ancora stato inserito in Gazzetta ufficiale.
2) Per i dipendenti pubblici in esubero si propone una deroga al sistema pensionistico appena riformato fino a tutto il 2014: non sarebbe meglio rendere tutto più semplice ed estenderlo anche a privati e autonomi?
3) La ministra ha aggiunto di recente altri 55 mila esodati, e siamo così a 120 mila. Ma devo dire che siamo stanchi dei numeri, piuttosto chiediamo dei criteri chiari. E una clausola salvaguardia se si sforassero i numeri. Infine, per quanto riguarda gli esodati in mobilità, non va bene la formula degli accordi "stipulati in sede ministeriale": va estesa, perché non include i tanti accordi stipulati negli uffici provinciali del lavoro.