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Fassina: Un patto tra produttori per ridurre il debito pubblico

Lasciamo stare le agenzie di rating, figlie dell'ideologia liberista dell'autoregolazione dei mercati

di Stefano Fassina,  pubblicato il 14 luglio 2012 , 1618 letture
debito pubblico
E al loro destino di irrilevanza, cantano come sempre, quando il sole è già alto. Guardiamo, invece, ai fondamentali per capire quanto avviene nell`euro-zona e provare a cambiare rotta prima di colpire l`iceberg.

L`euro ha un "difetto congenito": è insostenibile date le divergenti dinamiche di competitività tra i Paesi membri e la condivisibile indisponibilità dei nord-europei alla transfer union. Per i suoi primi 10 anni di vita, il credito facile delle banche internazionali (tedesche incluse) ai Piigs ha finanziato i deficit delle loro bilance commerciali e trainato la crescita dell`ex-area del Marco. Siamo stati una private debt union, un`unione fondata sull`indebitamento delle famiglie (la Grecia è caso unico). Poi, nel 2008, la giostra si è fermata per lo sgonfiamento delle bolle immobiliari e finanziarie e la conseguente zavorra sulle banche. La diagnosi è condivisa a Berlino, Bruxelles e Francoforte. 

Lo scontro culturale e politico, tra conservatori e progressisti, nell`euro-zona è sulla cura. La ricetta dei conservatori e di larga parte delle tecnostrutture comunitarie prevede, per ciascun Paese in deficit di bilancia commerciale, la "svalutazione interna": contrazione della domanda, attraverso politiche di bilancio soffocanti, per ridurre l`import; riduzione del costo del lavoro, attraverso l`ulteriore indebolimento del potere contrattuale dei lavoratori e delle lavoratrici, per aumentare l`export. È la linea imposta anche al governo italiano, raccomandata ancora due giorni fa nell`ultimo bollettino della Bce. A Francoforte e Berlino sono soddisfatti dei nostri interventi di finanza pubblica, ma delusi dall`incapacità del governo di indebolire i sindacati e quindi preoccupati per l`insufficiente riduzione delle retribuzioni. Per rimediare, dopo il tentativo a vuoto di smantellare l`art 18, si passa a delegittimare le rappresentanze di lavoratori e imprese. 

Colpevoli, quest`ultime, per visione lungimirante del proprio interesse, non per generosità, di cercare un patto tra produttori, invece che procedere ad atti unilaterali stile Fabbrica Italia. Al di là delle conseguenze drammatiche sulle condizioni di lavoratori e lavoratrici, imprenditori piccoli, medi e grandi, giovani e meno giovani senza lavoro, la strada della svalutazione interna seguita nell`area euro non funziona. 
Gli spread elevati sono soltanto colpa degli avvoltoi della finanza? Non illudiamoci. Sono conseguenza di politiche di austerità auto-distruttive che ampliano le divergenze economiche tra i Paesi euro e rendono insostenibile sul piano economico, sociale e politico la moneta unica. In Italia, abbiamo raggiunto, tra impennate di tasse e tagli a servizi sociali fondamentali, un avanzo primario intorno al 4% del Pil (il doppio della Germania), innalzato brutalmente a livelli record l`età di pensionamento, scolpito l`equilibrio del bilancio pubblico in Costituzione, approvato al volo un Fiscal Compact impossibile. 

In Grecia, il povero Papandreu ha realizzato un abbattimento del deficit senza precedenti storici e determinato sull`economia e sulle persone gli effetti di una grande guerra. Irlanda, Portogallo e Spagna continuano a tagliare welfare e retribuzioni. Eppure, tagli di spese, aumenti di imposte e regressione delle condizioni del lavoro non sono mai sufficienti a ridurre il debito pubblico. Perché? 
Perché affossano l`economia reale. E, dati i legami economici e finanziari, spingono fuori asse anche i conti pubblici in Olanda e frenano la Germania in una inevitabile stagnazione. 

 A quanto deve arrivare la disoccupazione, in particolare giovanile e femminile, per prendere atto che il modello tedesco non è generalizzatile? Affinché qualcuno abbia un attivo di bilancia commerciale (la Germania), qualcun altro deve avere un passivo (i Piigs). È, per costruzione, un gioco a somma zero. Non può essere a somma positiva. Insistere sulla strada deflattiva della svalutazione interna per correggere gli squilibri macro-economici porta inesorabilmente alla fine della moneta unica. 

È urgente cambiare rotta. Va realizzata subito una fiscal union e dato all`eurogruppo il potere di autorizzare la presentazione della legge di bilancio ai Parlamenti nazionali. Va allentata la morsa dell`austerità autolesionistica e attribuita al Fondo "Salva-Stati" licenza bancaria per svolgere funzioni di deterrenza credibili a garanzia dei debiti sovrani. Va sostenuta la domanda aggregata privata e pubblica attraverso la redistribuzione del reddito e gli investimenti innovativi finanziati da project bonds per ridurre le divaricazioni di competitività. Insomma, sul piano politico, nell`area euro e in Italia, è urgente che le forze progressiste prendano il timone e promuovano un Patto tra produttori, orientato a ridurre il debito pubblico attraverso lo sviluppo sostenibile. 
Altrimenti, l`involuzione economica e democratica in corso è irreversibile.
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commenti

#8  peppe, 20/7/2012

vorrei chiedere ai responsabili del PD, se dopo le prossime elezioni in caso di vittoria del centro sinistra,COSA INTENDE FARE SULLA RIFORMA DELLE PENSIONI?vuole modificare qualcosa o lasciare lo scempio che ha fatto la FORNERO? Secondo me sarebbe meglio arrivare vicino a questo risultato più gradatanente.

#7  Franco Antongiovanni, 18/7/2012

Gli spread sono elevati, e questo continuerà a far aumentare il debito pubblico per molteplici ragioni:1.Enorme spesa pubblica improduttiva: i nostri dipendenti statali hanno una produttività almeno del 50% inferiore a i loro colleghi del di là delle Alpi. 2. Enorme evasione fiscale: la Corte dei Conti dichiara un'evasione fiscale superiore ai 100 miliardi/anno. 3. Debolezza della nostra economia: piccolo non è bello, piccolo è debole, è sinonimo di poca ricerca, di poca innovazione, di lavoro a basso valore aggiunto. Cosa producono le nostre industrie farmaceutiche? E le nostre industrie elettroniche? 4. Per via di una tassazione sbagliata che colpisce soprattutto il lavoro e troppo poco il capitale. In Austria, da dove scrivo, le rendite finanziarie sono tassate al 25%, l'aliquota IRPEF sui redditi superiori ad euro 60.000 è del 50%, esiste la tassa di successione. 5. Abbiamo una classe politica corrotta ed interessata soprattutto al mantenimento della propria poltrona. Il governo tecnico, pur portando avanti riforme drastiche sulle pensioni e sul lavoro non ha minimamente pensato a mettere mano ad una riforma fiscale che porti più equità. Perchè non si promuove una riforma che preveda la detrazione dall'imponibile di fatture pagate ad artigiani e professionisti? Questa avrebbe tanti effetti positivi. Poichè l'aliquota minima IRPEF è maggiore dell'aliquota IVA, pur restando quest'ultima a carico del soggetto fruitore del servizio, tutti avrebbero interesse a farsi rilasciare fattura. Ne risulterebbero: emersione del lavoro nero, recupero dell'IVA ora evasa, trasferimento del carico IRPEF su quei soggetti che oggi evadono e quindi, oltre che maggiori introiti per lo Stato, anche una maggiore equità fiscale. Dovrebbe essere istituito anche l'obbligo di ricevuta fiscale per i tassisti. Basta con le caste privilegiate, basta con la auto blu e con gli altri privilegi alla casta dei politici e al loro riciclaggio nelle amministrazioni regionali, provinciali, comunali, enti statali e parastatali. Basta anche con i doppi incarichi ed i doppi stipendi. Quanti ce ne sono nelle condizioni dell'on.le Tabacci che percepisce lo stipendio di parlamentare e quello di assessore al bilancio del Comune di Milano? Poichè non è S. Antonio non può essere in due posti e fare due lavori: ben che vada è a mezzo servizio sia di quà che di là. E' una vergogna.

#6  Franco Antongiovanni, 18/7/2012

mi scuso per gli errori di battitura, leggi emersione lavoro nero e recupero IVA. Un cordiale saluto.

#5  Franco Antongiovanni, 18/7/2012

La Corte dei Conti dichiara un'evasione fiscale superiore ai 100 miliardi/anno, il 30% degli esercizi controllati evade, figuriamoci quelli non controllati. Lo spread aumenta. I miei amici tedeschi,austriaci, olandesi, danesi mi dicono: perchè mai dovremmo farci carico noi dei vostri problemi quando i vostri politici se ne fregano? Serve una riforma fiscale che sposti le tasse dal lavoro sul capitale. Serve una riforma che permetta la deduzione dall'imponibile IRPEF di fatture pagate ad artigiani e professionisti. Porterebbe ad emesione lavoro nero, recuoero IVA, trasferiemto gravame IRPEF su quei soggetti che oggi evadono. Obbligo dello scontrino fiscale anche per tassisti. In Austria, da dove scrivo, le rendite finanziarie sono tassate al 25%, l'aliquota IRPEF sui redditi superiori a euro 60.000 ammonta al 50%, esiste la tassa di successione. L'Austria è il Paese europeo con il più basso tasso di disoccupazione. Perchè non si agisce?

#4  franco, 16/7/2012

Il PD è un partito senza futuro. Troppe correnti, troppi centri di potere, nessuna linea politica condivisa. Io credevo in Fassina, Damiano, Orfini.Dopo lo scempio delle riforme Fornero su Pensioni e Lavoro ho capito che il PD è in mano ai Letta, Dalema, Ichino, Fioroni,Bindi & C.,che si nascondono dietro a Monti per avallare una macelleria sociale senza precedenti. Quindi il PD non avrà mai più il mio voto. Lo destinerò a SEL, PRC, IDV, a quelle forze che si sono schierate dalla parte dei lavoratori. Un modo diverso di uscire dalla crisi esisteva, così come esiste un'alternativa al neoliberismo, del quale, a quanto pare anche il PD è ormai paladino

#3  mauro, 16/7/2012

Qualche dubbio sul fatto che Fassina sia il "responsabile economico" del PD , viene spontaneo . Soprattutto sulla parola responsabile. Per esempio definire i sindacati portatori di " visione lungimirante del proprio interesse, non per generosità, di cercare un patto tra produttori, invece che procedere ad atti unilaterali" mi sembra non tanto voce del " responsabile economico del PD" quanto, piuttosto, voce di uno che cerca acriticamente appoggio per essere rieletto , cioè responsabile , anche economico, degli affari suoi . Uno dei tanti Bertinotti, PecoraroScannio, Mastella ecc, che come noto hanno fatto così tanto e così bene per questo paese. Questo è quello che passa il convento. Ma se è così. non vedo ragione di votare ancora PD . A scanso di equivoci: non mi piacciono neppure Di Pietro, Grillo, Casini o peggio Berlusconi, Ma non sono più disposto ha votare persone senza serietà ( Fassina in questo caso) che mandano tranqullamente il paese in malora.

#2  Francesco, 14/7/2012

Il PD non riesce a comprendere che i giovani si allontanano dalla politica poichè la casta continua ad autoproteggersi! Perchè i componenti del Parlamento, della Corte Costituzionale , Corte dei Conti ecc….in Italia sono così anziani, non solo, ma ogni componente ha vari incarichi e quando decide di pensionarsi prende una buonauscita che potrebbe salvare una intera azienda? Quando il PD si muoverà, quando sarà troppo tardi? Dimenticavo la classe dirigente del partito non ha mai lavorato, sono nati come politici di razza e come tali moriranno.

#1  mariok, 14/7/2012

Veramente paradossale. In un partito "normale", che per giunta si chiama "democratico", ti aspetteresti che le posizioni di Fassina, ben sintetizzate di seguito, si scontrassero in un congresso, attraverso primarie o altra forma di partecipazione della base, con quelle attualmente "prevalenti" di Letta, D'Alema, Veltroni e, di fatto, dello stesso Bersani. Ed invece nulla di tutto questo. Al di là di qualche mugugno, definito dalla stampa di partito e non come dei "mal di pancia", tutto sembra procedere in una sostanziale unanimità. Come spiegarsi tutto ciò, se non con l'esistenza di un patto di potere che tiene insieme questo partito?

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