Dal mondo
Marino: "Poco è cambiato per le comunità all’estero"
“Siamo in una fase politica molto particolare: siamo costretti dalle congiunture economiche, storiche e politiche, a sostenere con lealtà e coerenza, un Governo di cui non facciamo parte e che, su molte cose, compie scelte ben diverse da quelle che compiremmo noi se governassimo e che sono frutto anche del sostegno determinante del Pdl”. “Questo ci porta spesso, per senso di responsabilità (e scusate se uso una frase ormai inflazionata, ma vera), ha dover accettare, sostenere e votare in Parlamento, provvedimenti verso i quali siamo particolarmente critici e che non avremmo accettato se a governare fosse stato Berlusconi”. Così Eugenio Marino, responsabile nazionale per il Pd all’estero, nel suo intervento all’Assemblea della Circoscrizione estero che si è tenuta venerdì. “È il prezzo più alto che paghiamo proprio alle scelte disastrose e scellerate operate nei quattro anni passati proprio da Berlusconi e al fatto che poi si sia dimesso, lasciando spazio a un nuovo Governo di emergenza che ha il compito di avviare la ricostruzione economica, politica, etica e sociale del Paese – ha detto Marino, che ha aggiunto - una ricostruzione che, in questa fase, avviene con l’aiuto ancora determinante di chi ha distrutto, quindi una ricostruzione quanto meno anomala”. “Ma si tratta comunque di una fase transitoria e che durerà fino alle prossime elezioni. Il problema, però, è che sulle nostre comunità all’estero, con questo Governo, non si è ancora visto un atteggiamento di discontinuità sostanziale con le politiche del Governo Berlusconi. Se si esclude, infatti, una atteggiamento di maggior rispetto almeno formale, che si esplicita attraverso i primi riferimenti in Aula alle comunità del Presidente Monti, l’atteggiamento dialogante dei sottosegretari Catricalà e de Mistura e del Ministro Terzi nell’ultimo periodo, che hanno cominciato a dialogare con i partiti, il Parlamento e il CGIE, nella sostanza delle cose – secondo l’esponente del Pd - è cambiato troppo poco” . “Vedo, infatti, - ha sottolineato Marino nel suo intervento di venerdì - una continuità nel proseguire sulla strada del distacco tra Stato italiano e comunità italiane nel mondo. Penso a come anche questo Governo continui a operare dei tagli: nonostante i tre milioni e mezzo recuperati per lingua e cultura, assistenza e funzionamento Comites, le risorse già largamente mortificate e insufficienti, continuano a diminuire. Come si continua a tagliare – ha detto l’esponente del Pd - i servizi, visto che la spending review di cui si sta discutendo, prevede ulteriori chiusure di consolati, nonostante gli auspici fatti dallo stesso Ministro Terzi e la relazione della stessa Commissione sulla spendig rewiev del Mae che dimostrava come il bilancio tra spese di mantenimento delle strutture consolari all’estero e recupero di risorse fosse fortemente attivo: dai servizi consolari si ricava quasi il doppio di quello che si spende per farli funzionare”. “Inoltre – ha aggiunto Marino nel corso dell’Assemblea dei delegati della Circoscrizione estero - penso a come si continui a rinviare le elezioni dei Comites e del CGIE. Questa è stata una scelta a mio avviso sbagliata. E ancor più sbagliati sono stati il metodo con cui ci si è arrivati e le motivazioni”.