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Comunicato stampa

Mafia, Fiano: "Da Gasparri demagogia e memoria corta"

di Emanuele Fiano,  pubblicato il 21 agosto 2012 , 645 letture
"Se ha notizia di reati denunci i responsabili non faccia solo propaganda".
 
"La consueta polemica estiva di Gasparri non riuscirà a farci dimenticare chi è stato al Governo insieme a lui tra il 2008 e il 2011 in questo Paese. Non riuscirà a farci dimenticare le responsabilità dell'alleanza Lega -Pdl per gli oltre 3,5mld di finanziamenti tagliati al comparto sicurezza, dopo aver promesso per anni più forze dell'ordine, più mezzi e città più sicure. La consueta polemica di Gasparri non riuscirà neanche a farci dimenticare che sotto il governo Berlusconi da lui appoggiato furono pochissimi i beni sequestrati alle mafie utilizzati per rifinanziare le forze dell'ordine". 

"Proprio un anno fa il ministro dell'interno Maroni scriveva a Berlusconi e Tremonti chiedendo il rifinanziamento di un miliardo di euro per il suo ministero pena il collasso del sistema sicurezza. Le responsabilità della condizione difficile in cui versa il sistema sicurezza italiano sono da ricercarsi soprattutto nei tagli del precedente Governo. Se Gasparri conosce nomi e cognomi di magistrati intenti a pratiche clientelari nell'assegnazione di beni confiscati alla mafia li denunci alla procura della repubblica oppure eviti la demagogia preelettorale".

 
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commenti

#1  Pereira50, 22/8/2012

Collegare, l'infarto che ha stroncato la vita a Loris D'Ambrosio alla vicenda che lo ha visto coinvolto in una delle vicende piu' torbide della Repubblica, è un fatto sconcertante del quale ognuno sarà chiamato prima o poi a renderne conto di fronte al Tribunale della Storia. Ma ancora più grave è il fatto di accusare di questa morte il magistrati di Palermo e i pochissimi giornalisti che chiedono verità e giustizia. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano in questa occasione ha molto deluso non gli estimatori a singhiozzo, o quelli d’ultima ora,ma, principalmente, quelli che Lo hanno conosciuto e stimato da quarant'anni: avrebbe fatto molto meglio ad osservare un religioso silenzio; ma, in qualche modo Lo si può comprendere anche se non giustificare: infatti, è parte in causa: è Lui che, inopinatamente e sconsideratamente, è messo sotto accusa. Evitando di mettere sotto accusa, di inchiodare alle sue responsabilità Nicola Mancino: l'unico vero colpevole, responsabile, unico di questa morte - se collegata alla vicenda - perchè se non è chiaro se l'intervento del Quirinale aveva il fine di influenzare gli inquirenti, se trasmettere la lettera di Mancino al Procuratore Generale della Cassazione, sia stato un atto dovuto o un modo mascherato per intervenire con tutta la sua autorità sui procedimenti in corso, è certo che Nicola Mancino ci ha provato. Nicola Mancino,ex Ministro degli Interni ed ex Vicepresidente del CSM, ha ammesso, obtorto collo, di aver incontrato Paolo Borsellino, anche se per una stretta di mano fugace, mentre nella lettera al Corriere della Sera del 17.07.2009, ha confermato le parole di Paolo Borsellino, riferite da Mutolo: dobbiamo interrompere, mi ha telefonato il Ministro ! E’ questa conferma che inchioda Nicola Mancino alle sue responsabilità, è questo aspetto che – a mio modesto parere - è stato ed è colpevolmente sottovalutato. Accanto all’imputazione di falsa testimonianza va contestato a Nicola Mancino il reato di interruzione di pubblico servizio e di intralcio alla Giustizia: infatti, convocando Paolo Borsellino al Viminale, salvo poi non incontrarlo o incontrarLo di sfuggita per una fugace stretta di mano, ha interrotto un atto giudiziario importantissimo. Credo che la lettera al Corriere dovrebbe essere inserita nel procedimento come prova a carico. Non c’è bisogno di acume investigativo o di una particolare preparazione giuridica. Prima dell’autorevole conferma, quelle parole non avevano valore di prova perché erano state riferite da Gaspare Mutolo un pentito: da verificare e riscontrare da elementi altri, in modo oggettivo, per altra via. E allora perché, nessuno dico nessuno degli esimi giornalisti direttori di importanti giornali che rappresentano il quarto potere ha insistito e incalzato su questo punto ? Su questa palese contraddizione, quando Mancino con protervia ha continuato spudoratamente a negare l’incontro ? Ora finalmente c’è un giudice a Palermo, un giudice che continua a fare domande, quando le risposte non sono convincenti - e che ci sta a fare un giudice se non fa domande – Mancino è costretto, ” veritatis viribus,” dalla forza della verità, ad ammettere di averlo incontrato e corre ai ripari, cerca aiuto per far tacere questo Giudice . Ora che NICOLA Mancino sta trascinando nella palude limacciosa del POTERE inquinato, la Presidenza della Repubblica. Ora che anche Maurizio Gasparri, che ebbe a definire il CSM, forse non a torto, una cloaca, chiede che sia fatta chiarezza e Chi sa parli , dica la verità perché Verità è Giustizia, è desolante assistere ad unanimi prese posizione di autorevole esponenti del PD, come quella del Responsabile della Giustizia Orlando, che scendono in campo a sostegno di Nicola Mancino e gridano al complotto, contro la presidenza della Repubblica.

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