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Rassegna stampa

Il concorso per la scuola è una richiesta del PD

di Giovanni Bachelet - l'Unità

di Giovanni Bachelet,  ,  pubblicato il 31 agosto 2012 , 979 letture
Dopo aver proclamato il 12 agosto che fra le dieci priorità del PD c'è la "abolizione del Titolo Quinto della Costituzione" (non è in nessun documento o dichiarazione di vertice del PD ma corrisponde in compenso ad una bizzarra campagna estiva del Corriere), la Repubblica ha arruolato ieri i "dirigenti PD" fra i sostenitori della tesi secondo cui il concorso non andrebbe fatto e tutti i nuovi posti della scuola andrebbero ripartiti fra i "vincitori" del concorso del 1999 e i precari abilitati delle graduatorie ad esaurimento, non solo per il 2012-13, come sta avvenendo, ma anche per il 2013-14, e, presumibilmente, fino alla fine dei secoli. Perché? Secondo Repubblica per ragioni elettorali: come se il PD non fosse un partito nazionale progressista, ma un partitino di nicchia che, per 400mila voti, si fa un baffo dell'articolo 97 della Costituzione (nella pubblica amministrazione si entra per concorso), delle giovani generazioni, del merito e della qualità della scuola. Da presidente del Forum Nazionale Politiche Istruzione del PD e deputato della VII commissione mi ribello a questa caricatura. Nell'unico documento ufficiale in proposito (Dieci punti per la scuola di domani, approvato all'unanimità dall'assemblea nazionale di Varese a ottobre 2010) il PD dichiara testualmente che "va garantito un equilibrio tra immissioni dalle graduatorie e nuovo reclutamento". In due interrogazioni ai Ministri pro-tempore, i deputati PD hanno sollecitato "concorsi che, sulla base del merito e un adeguato contingente di posti, consentano tanto ai migliori insegnanti già in graduatoria di accelerare il proprio ingresso negli organici, quanto ai migliori laureati degli ultimi anni, conseguita la nuova abilitazione, di giocare le proprie opportunità" (agosto 2011) e "se avviati immediatamente, contribuirebbero ad immettere stabilmente nel sistema scolastico nuovo personale, fortemente motivato, a vantaggio della didattica e dell'offerta formativa" (febbraio 2012). Per questo, alla festa nazionale del PD, ho espresso viva soddisfazione per il concorso della scuola, e non sono stato certo fischiato. L'ha espressa in questi stessi giorni, in un'intervista, Luigi Berlinguer (l'ultimo ad aver bandito un concorso per la scuola); l'ha espressa da poco Fausto Raciti, segretario dei giovani democratici, sulla prima pagina di questo giornale. Se altri autorevoli dirigenti ed ex ministri hanno espresso motivate perplessità, è perché la recente esperienza Miur in fatto di concorsi nazionali (anch'essi a lungo reclamati dal PD: dirigenti scolastici e TFA) è stata catastrofica. E' importante premere affinché tempi e modalità di un evento tanto atteso e importante risultino da un lato a prova di ricorso (il che richiede una nuova task force concorsuale di indiscusso profilo culturale e tecnico) e, dall'altro, coerenti con i principi di equità verso tutti gli aspiranti all'insegnamento –giovani e meno giovani che lavorano da anni nella scuola senza la certezza del posto di lavoro– e soprattutto verso la qualità e la stabilità della scuola e dei suoi insegnanti, che il PD ha da sempre propugnato.
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#9  Giovanni Bachelet, 10/10/2012

Caro Saverio, SSIS e concorso sono nati insieme per opera del Ministro Berlinguer: il meccanismo del doppio canale consentiva a diverse categorie di precari storici (pre-SSIS) nonché a quelli che via via si sarebbero abilitati presso le SSIS (dove si era ammessi per concorso) di entrare nelle graduatorie (allora dette permanenti) dalle quali veniva pescato a scorrimento il 50% dei posti di ruolo disponibili, e/o, in quanto abilitati SSIS o equiparati, di partecipare a concorsi di merito svolti ogni tre anni per l'assegnazione del rimanente 50% dei posti di ruolo ogni anno disponibile. Questo canale concorsuale era pensato per riequilibrare, nelle graduatorie troppo affollate, il crescente e ingiusto "danno anagrafico" che avrebbero subito gli abilitati SSIS degli anni via via successivi. I quali, infatti (parlo degli abilitati SSIS degli anni piú recenti, che sono in coda e vengono chiamati per piccole supplenze ogni morte di papa)sono invece contenti del concorso, che rappresenta per loro una opportunità. Un partito nazionale e democratico deve avere a cuore la qualità della scuola, gli studenti, i docenti e gli ATA di ruolo, i lavoratori della scuola precari: deve cercare il bene comune, il bene di tutti, non di alcuni sí e altri no. Per farlo occorre restituire risorse e posti alla scuola ed essere equi verso tutte le generazioni. Ottenendo questo, accelereremo anche l'entrata in ruolo di molti precari storici che non hanno voglia di fare altri concorsi senza tagliare la strada per sempre ad abilitati che hanno la sola colpa di essere nati troppo tardi. La battaglia di alcuni precari contro altri fregandosene della quantità e qualità delle risorse umane e strumentali per la scuola, invece, oltre che ingiusta, è anche, come già scrivevo, insostenibile politicamente e perdente nella società italiana: anche per i precari storici l'unica speranza non illusoria è una grande e unitaria battaglia democratica nazionale per la scuola.

#8  saverio, 27/9/2012

Resto sconcertato dal plauso del PD rispetto al concorso.... l'Italia adesso ha un problema di meno... mah! Sono un insegnante precario che ha investito molto per diventarlo, sia in termini di sacrifici personali e famigliari, sia in termini economici. Ho fatto un regolare concorso che ho superato accedendo alla Scuola di Specializzazione per divenire insegnante prima e poi ulteriormente specializzato per lavorare sulle disabilità. Il sistema delle Scuole di Specializzazione era il futuro, l'innovazione rispetto al Concorso, ci uniformavamo all'Europa... adesso, dopo non molti anni siamo ritornati indietro ... noi inadeguati, vecchi ... ci vuole il vento di novità del concorso....secondo me, prendete in giro la gente dalla quale vi allontanate sempre di più... io personalmente non vi capisco e ritengo non mi rappresentiate più. Addio

#7  Giovanni Bachelet, 25/9/2012

Due importanti note finali: (1) In queste settimane ho risposto secondo le stesse linee alle molte feste PD dove sono stato invitato e su Facebook, ma solo oggi riesco a rispondere anche a queste note sul mio articolo, che fino a poco fa mi erano sfuggite; (2) il concorso di cui parliamo è stato bandito oggi, secondo quanto da diverse settimane preannunziato dal Miur ai sindacati e confermato nell'audizione del Ministro Profumo alla Camera giovedì scorso.Trovate il bando qui: http://www.istruzione.it/web/ministero/cs250912

#6  Giovanni Bachelet, 25/9/2012

Anzitutto ricordo (come ho fatto anche nell'articolo dell'Unità del 31 agosto scorso) la posizione ufficiale del PD ("va garantito un equilibrio fra immissioni dalle graduatorie e nuovo reclutamento", assemblea nazionale Varese 2010, vedi http://www.partitodemocratico.it/doc/109007/) e le nostre due interrogazioni: agosto 2011 a Gelmini, http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=42428&stile=6, febbraio 2012 a Profumo, http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=49271&stile=6, firmate da tutti i deputati PD che si occupano di scuola. Ambedue queste interrogazioni sollecitavano il ministro pro-tempore ad avvalersi della delega a suo tempo ottenuta da Fioroni per riformare il reclutamento, oppure, in subordine, a bandire almeno un concorso secondo la legge vigente (Berlinguer 1998-1999), che prevedeva un concorso ogni tre anni ed è stata invece applicata un'unica volta nel 1999, e poi mai piú. Prima di richiamare informazioni che inizialmente (a giudicare dalle prime interviste fra agosto e settembre) neppure il Ministro dominava completamente, vorrei osservare che ormai, dati i tempi tecnici, l'unica legge con cui si può bandire un concorso per insegnanti in questa legislatura è, senza alcuna variazione, quella di Berlinguer. Quella, per intenderci, con la quale è stato bandito il primo e finora unico concorso, nel 1999. In queste circostanze sulle regole di accesso ed altre cose sulle quali il Ministro si è imprudentemente espresso nelle prime interviste (concorso per giovani ed altre sciocchezze) non c'è, in realtà, margine di interpretazione: il Ministro può soltanto applicare la legge che c'è. Le nuove regole concorsuali di cui Profumo parla spesso, confondendo le idee a lettori e ascoltatori, non si riferiscono all' attuale concorso, l'unico che Profumo bandirà durante il suo mandato, ma a ipotetici concorsi futuri, che qualche altro Ministro dopo di lui bandirà e lui vorrebbe fin d'ora regolamentare, benché la legislatura sia ormai agli sgoccioli. Un inciso: che su cose di questa importanza il Ministro faccia raffiche di annunci e interviste alla stampa e al tempo stesso tenga all'oscuro da un lato le scuole e dall'altro i partiti che lo dovrebbero sostenere in Parlamento irrita enormemente anche me. Però mentre per provvedimenti insulsi e sbagliati come quello sul merito (soldi allo studente piú bravo di ogni scuola etc.) abbiamo fatto opposizione frontale e ottenuto il ritiro, per provvedimenti che noi stessi abbiamo sollecitato l'irritazione può trasformarsi in implacabile controllo del Governo sulle procedure, ma non in un voltafaccia con cui, per dispetto al Ministro, rinneghiamo quel che abbiamo detto e fatto in tre anni; né può trasformarsi in una tela di Penelope che col pretesto di migliorare le procedure del concorso intende, invece, insabbiarlo. Sintesi delle regole salienti • in virtú della legge Berlinguer, il 50% dei posti di ruolo ogni anno disponibili continuerà ad essere assegnato per scorrimento dalle graduatorie (dove si accumulano punti in ragione del servizio prestato, e dunque dell'anzianità) mentre solo il rimanente 50% verrà assegnato ai vincitori del nuovo concorso ("doppio canale": metà per precari a scorrimento, metà per concorso) • i vincitori del concorso bandito fra pochi giorni sostituiranno quindi, nel "canale concorsuale", gli ultimi idonei (non vincitori, idonei) del concorso 1999; i quali, anziché arrabbiarsi, dovrebbero ringraziare il cielo per aver beneficiato di quel canale per 13 anni anziché 3 grazie alla negligenza di molti governi • sempre in virtú della legge Berlinguer, solo gli abilitati potranno concorrere • ciò equivale a dire che a questo concorso parteciperanno solo i precari attualmente in graduatoria, perché sono gli unici già abilitati (o hanno fatto la SSIS (medie e superiori), ultima partita nel 2007, o hanno una laurea abilitante, o erano abilitati da prima, o sono idonei del concorso 1999, che era abilitante; questi ultimi, nelle classi di concorso ancora affollate, sono quindi presenti in tutti e due i canali) • in queste circostanze il concorso servirà a fornire una chance di accelerare l'entrata in ruolo per quei precari abilitati che sono ancora lontani dalla cima della graduatoria, spesso (ma non necessariamente) per ragioni anagrafiche • c'è un'unica eccezione all'obbligo di abilitazione, che però non danneggia i precari abilitati e aiuta alcuni precari non abilitati a entrare in ruolo se lo meritano: sempre in virtú della legge Berlinguer, nelle classi di concorso ormai prive di un sufficiente numero di abilitati (graduatorie vuote o quasi, tipicamente capita nelle materie scientifiche-tecnologiche) potranno partecipare al concorso anche i laureati non abilitati; ciò consente di competere per un posto in ruolo anche ai precari non abilitati che da anni (per penuria di abilitati) insegnano, e alla scuola di assumere subito un nuovo gruppo di docenti di qualsiasi età selezionandoli per merito, rafforzando e sottraendo all'instabilità sistematica degli ultimi anni settori disciplinari scientifico-tecnologico dove i nostri ragazzi sono deboli • sempre in virtú della legge Berlinguer, al Ministro restano da decidere le prove e poco altro • il Ministro ha annunciato che bandirà tali concorsi solo per le classi in cui ci sono piú di 100 posti da assegnare; questo è un compromesso che viene incontro ai precari allergici ai concorsi: in un certo numero di classi si continuerà, come piace a loro, ad entrare solo per scorrimento; ed alleggerisce il Miur da un certo numero di concorsi (il totale delle classi di concorso è 183, farne un po' meno appare una scelta realistica) Un po' di numeri (fonti: Tuttoscuola, Orizzonte Scuola e dati Miur) • 144.000: il numero totale dei salvati secondo l'Apocalisse, MA ANCHE il numero dei precari (o idonei del 1999) entrati a scorrimento nel ruolo degli insegnanti dal 2007 ad oggi attraverso il doppio canale: 50 mila nel 2007, 25 mila nel 2008 (Fioroni-Gelmini), i rimanenti 48.000 nel triennio 2009-2011 (Gelmini); 21.000 entrati adesso, in questo settembre 2012 (Gelmini-Profumo); i numeri sono approssimati alle migliaia • 150.000: le immissioni per scorrimento originariamente previste dal piano triennale di riassorbimento di Fioroni • 6 anni: il tempo in cui si è (quasi, come vedete) completato il piano di riassorbimento di Fioroni; il tempo è stato doppio rispetto al tempo originariamente previsto dal piano, che era di 3 anni, per effetto dei tagli Gelmini-Tremonti, che hanno ridotto il numero dei posti in ruolo da assegnare • 20%: percentuale degli insegnanti attualmente in ruolo per effetto delle immissioni da graduatorie dal 2007 ad oggi sul totale degli insegnanti in servizio • 6.000 (= 150.000 – 144.000): precari abilitati che dovrebbero essere rimasti nelle graduatorie ad esaurimento • 165.000: i precari abilitati che, invece, si trovano oggi nelle graduatorie ad esaurimento • domanda importante: come mai arrivati ad oggi i precari abilitati nelle graduatorie ad esaurimento sono 165.000 e non 6.000? ovvero, gli oltre 150.000 precari che in questi 5 anni hanno nuovamente riempito le graduatorie degli abilitati, da dove sono usciti? ovvero ancora, come mai le "graduatorie ad esaurimento" di Fioroni non sono quasi esaurite dopo l'assunzione di 144.000 precari nel periodo 2007-2012? [A questa domanda provo a rispondere dopo, ma anticipo che è mal posta: Fioroni aveva promesso di riassorbirne 150.000 in tre anni, ma già ai suoi tempi erano piú di 150.000 i precari delle graduatorie permanenti] • 38 anni: età media dei 165.000 precari abilitati che oggi sono nelle graduatorie ad esaurimento • 30 anni: età minima dei 165.000 precari abilitati (ultima SSIS 2007) • osservazione: chi è sopra i 38 anni ha potuto partecipare almeno ad un concorso (quello del 1999) e non l'ha vinto; se è oltre i 47 anni ne ha persi anche altri precedenti; chi è sotto i 38 anni non ha, invece, mai potuto partecipare a un concorso, ovvero questo è il primo che la Repubblica consente loro di tentare: un atto, a mio avviso, di doverosa riparazione ed equità rispetto ai loro colleghi piú anziani in graduatoria, che hanno avuto questa opportunità Torno alla domanda di prima: come mai, malgrado l'immissione di 144mila precari fra il 2007 ed oggi, in quelle graduatorie che dovrebbero essere quasi esaurite sono "ricicciati" quasi altrettanti precari? Le cause e concause del continuo riformarsi di questo enorme numero di precari nella scuola, sono, secondo me: 1. la piú grande anomalia italiana: mancanza di concorsi regolari nel tempo, a fronte della ovvia necessità di un regolare afflusso di insegnanti (da ciò derivano anche altri fenomeni ignoti all'estero, come i numeri mostruosi di concorrenti quando dopo anni e anni si bandisce un nuovo concorso, l'inevitabile corollario dei test di preselezione cretini ed arbitrari, ricorsi a valanga, etc etc) 2. il Miur che, sotto la spinta del Mef, presenta in ogni finanziaria un organico inferiore a quello consistente con la domanda scolastica nei vari ordini e gradi di scuola, e poi all'inizio dell'anno scolastico rifa i conti, "scopre" a mo' di Vispa Teresa che gliene servono di piú, e assume supplenti annuali; su questo il PD ha martellato in questi anni, e spero bene che se andremo al Governo terremo fede all'impegno di abbandonare questo obbrobrio e finanziare un "organico funzionale" che metta per sempre insegnanti e scuole al riparo dalla piaga del precariato 3. la spinta corporativo-sindacale sulle commissioni, che ha prodotto un numero enorme di idonei oltre ai veri vincitori del concorso del 1999 4. squilibri nel numero di ammessi alle SSIS rispetto all'effettivo fabbisogno: ogni anno il Ministero faceva un decreto che però anziché su una seria progammazione ratificava i desiderata delle università (trasmessi dai “Comitati Regionali Universitari”); alcuni, non tutti, tra questi Comitati Regionali hanno esagerato (Puglia e Sicilia in testa) 5. malgrado tutto ciò, le SSIS producevano intorno a 10.000 abilitati all’anno, la Formazione Primaria intorno a 5.000; nei 165.000 ci sono pertanto molti precari precedenti alle SSIS, ovvero (come già accennato) ai tempi di Fioroni erano ben piú di 150,000 6. quinta in ordine di tempo, ma non certo di importanza: i tagli Gelmini-Tremonti 7. infine, in anni in cui si contraevano i posti da assegnare continuavano a non bandire concorsi né di vecchio né di nuovo tipo, anche noi del PD ci abbiamo messo del nostro: abbiamo contrbuito, per ragioni di equità, ad un'azione "tampone" (condivisa peraltro da tutte le forze politiche) a difesa di alcune categorie di precari o abilitati che via via si trovavano ad essere abilitati (per esempio i laureati di Scienze della Formazione Primaria, la vecchia laurea in Pedagogia) ed esclusi dalle graduatorie solo perché nati nell'anno sbagliato; anche questo ha contribuito a riempire di nuovo le corrispondenti graduatorie, che infatti per la scuola primaria sono anche oggi strapiene Osservazioni finali • Finché non si facevano concorsi di nessun tipo era forse inevitabile, per ragioni di equità, intervenire "a tampone" anche se questo ha gonfiato ulteriormente le code; ora però che la soluzione equa, sistematica, civile e costituzionale (articolo 97) viene ripresa in mano (certo in attesa di un diverso formato e percorso concorsuale), non possiamo menare il can per l'aia, invocando un ritardo che equivale a un insabbiamento, proprio noi che (unici fra tutte le forze politiche, con due interrogazioni da voi co-firmate) abbiamo per due volte indicato al Ministro pro-tempore la vecchia legge come soluzione estrema cui ricorrere quando null'altro fosse piú possibile. • Ripensarci e non voler piú fare concorsi finché l'ultimo precario non sia stato immesso in ruolo per semplice scorrimento, equivale a sconfessare la linea dell'assemblea nazionale del 2010 e, come per primo ha segnalato sull'Unità lo scorso 27 agosto il segretario dei Giovani Democratici, continuare a violare, dopo 13 anni senza concorsi, la sostanziale equità che il "doppio canale" realizzerebbe verso le diverse generazioni se, come previsto dalla legge vigente, si facesse un concorso ogni tre anni. • Se non abbiamo cambiato linea e, accanto al 50% di immissioni dalle graduatorie, vogliamo, in quest'ultimo anno di legislatura avviare un concorso fatto bene (il primo dopo 13 anni) per il rimanente 50% dei posti, allora dobbiamo sapere che per espletarlo ci vuole circa un anno anche ad essere ottimisti, quindi o si bandisce ora, oppure non si bandisce piú in tempo utile per assumere i nuovi insegnanti nel 2013-2014. • Attenzione, però: per definire commissioni e procedure concorsuali a regola d'arte e a prova di ricorso (diversamente dagli ultimi due concorsi per dirigenti scolastici e per il TFA che sono stati un disastro) c'è tempo anche dopo il bando. Fra il bando e la prima prova, che potrà essere anche due o tre mesi dopo il bando, abbiamo il tempo per incalzare implacabilmente e dettagliatamente il governo perché il concorso stavolta si faccia bene; questo è quel che io e Francesca Puglisi abbiamo detto in due articoli sull'Unità del 31 agosto e del 1mo settembre: http://www.partitodemocratico.it/doc/241937/il-concorso-per-la-scuola-una-richiesta-del-pd.htm http://www.partitodemocratico.it/doc/242110/scuola-serve-equilibrio-sul-concorso.htm • Al di là del concorso, per la stabilità e qualità della scuola ma anche della vita degli insegnanti, dobbiamo a mio avviso anche, se non soprattutto, continuare a chiedere con tutta la nostra voce, senza mai stancarci, piú posti per la scuola, per l'organico funzionale, etc. Questo è giusto ma è anche l'unica via possibile, a mio avviso, per curare definitivamente la piaga del precariato. La battaglia progressista e di interesse generale per la scuola e la sua qualità si può infatti sostenere e vincere nel Paese, e in tal caso avremo salvato anche il lavoro di molti insegnanti oggi precari; invece la difesa senza se e senza ma di un particolare segmento dei precari (vale a dire i precari anziani allergici ai concorsi che non si accontentano del 50% e vorrebbero il 100% dei posti per anzianità) a me pare non solo inconciliabile con le nostre delibere assembleari del 2010, ma anche, e soprattutto, impossibile da sostenere e vincere nella società italiana.

#5  salvo, 10/9/2012

gentili tutti; COMUNICO CON PROFONDO RAMMARICO CHE: - MALGRADO IO PER ESPERIENZE CULTURALI E STORICHE DELLA MIA FAMIGLIA TUTTA HO SEMPRE VOTATO PD (EX QUERCIA EX PARTITO COMUNISTA ECCT,) - MALGRADO RITENGA IL SEGRETARIO BERSANI PERSONA MERITEVOLE DI PROFONDA STIMA, ONESTO INTELLETTUALMENTE E CORRETTO. NON VOTERò PIù PD, NAUSETO DALLE SUE IDEE MALSANE SUL VERSANTE DELLA SCUOLA ... TUTTE TESE DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE AD ALIMENTARE LE LOBBI MERCENARIE DELLE SCUOLE PRIVATE. CONCORDO PERFETTAMENTE CON I POST PRECEDENTI ,...... BUONA FORTUNA E ADDIO "PD".........

#4  sandro, 1/9/2012

Dopo 23 anni di precariato vi accorgete della mia incapacità ad insegnare e ci buttate via, complimenti per un partito di sinistra. Tante sono le cose da dire in base alla vostra scelta, già bene espressa da diverse colleghe/i voglio solo dire che alle prossime politiche non sperate nel mio voto. Padova, 1.9.12

#3  sebastiano, 1/9/2012

Non solo concordo con i precedenti commenti, ma mi chhiedo e Vi chiedo il Ministro o chi per lui, ha idea dell'impatto che avrà la riforma Della sua collega Fornero sulla scuola? Credo di no, praticamente potrà andare in pensione solo la classe d'età dal 1950 in giù e parte della 1951. Per parte mia accoglierò l'invito di Giovanni Bachelet, da plurilabilitato e dopo una permanenza ormai più che decennale in graduatoria ad esaurmento per evidenti epocali tagli effettuati nell'organico di diritto, non voterò più il Partito Democratico, cui mio malgrado ho sostenuto con alcuni miei amici fin dalla nascita nel Barese, faremo parte di quei 400.000 voti in meno. Buona fortuna Zonno Sebastiano

#2  carla, 31/8/2012

Concordo pienamente con il commento lasciato da Rossella tanto che non ritengo utile ribadire i concetti da lei chiaramente esposti. Non vedo come l'ennesima trovata (neppure nuova) possa garantire il merito, non vedo come l'essere giovane di per sè possa essere considerato un valore (del resto questo è quello che mezza classe dirigente del PD va dicendo). Mi dispiace davvero constatare, ancora una volta, che sul tema della scuola il PD, di cui ho in tasca la tessera, come si diceva un tempo, si affretta ad assumere posizioni qualunquistiche basate sul pressapochismo e la scarsa conoscenza dei problemi che colpiscono chi nella scuola lavora da anni, senza alcuna garanzia, con serietà, subendo tutte le riforme, le ingiurie, i capricci di una classe dirigente che non riesce a colpire gli interessi delle corporazioni (avvocati, notai, persino tassisti, come ricorda bene Bersani), ma sulla scuola sfoga tutto il proprio delirio di onnipotenza. Mi si perdoni l'amarezza e lo sfogo, ma mi sembra che il forum tematico della scuola si ricordi della Costituzione, dell'Europa, del merito, delle riforme, delle nuove generazioni e così via a singhiozzo, con una buona dose di ipocrisia. Da militante forse dovrei solo pensarlo e non dirlo, ma credo che la misura sia colma. Forse faccio parte del partito sbagliato.

#1  Rossella, 31/8/2012

Sono un’insegnante di scuola primaria, plurilaureata in Lettere e in Scienze della Formazione Primaria e specializzata nelle attività per il sostegno degli alunni con disabilità. Oltre a me, ci sono molti altri insegnanti abilitati e regolarmente iscritti alle Graduatorie ad Esaurimento che mostrano il loro disappunto riguardo al Concorso di cui si parla in questi giorni. Insegnanti giovani e “non giovani” (se il metro di misura sono i 30 anni) che in questi anni, oltre a svolgere servizio presso le varie istituzioni scolastiche, hanno conseguito l’abilitazione frequentando la facoltà di Scienze della Formazione Primaria che, come immagino saprà, prevede un percorso di studio impegnativo comprensivo, oltre i vari insegnamenti, di laboratori e tirocini, e di prova concorsuale alla fine del percorso. Mi stupisco che alcuni esponenti del Partito Democratico sostengano in questo momento storico la prova concorsuale come canale che permetterebbe di “immettere stabilmente nel sistema scolastico nuovo personale, fortemente motivato, a vantaggio della didattica e dell'offerta formativa”. Può sostenere un simile punto di vista solo chi cavalca tesi qualunquistiche e conosce ben poco del sistema scolastico e di chi ci lavora ogni giorno. Noi che siamo in graduatoria oramai da diversi anni, e non certo per nostra volontà, garantiamo ogni giorno nel nostro lavoro non solo una forte motivazione (diversamente le assicuro che tanti di noi si sarebbero ben occupati di altro nella loro vita) ma anche esperienza e preparazione approfondita. Perché io, come tanti colleghi, dovrei sottopormi nuovamente ad una prova concorsuale suppletiva, quando sappiamo benissimo che i posti disponibili ogni anno per le assunzioni in ruolo solo risibili? Perché non si esauriscono le graduatorie vigenti ma se ne costituiscono di nuove? Perché creare un nuovo sistema di reclutamento quando lo stato non riesce a reclutare nessuno? L’unica verità che dovrebbe sostenere il Partito Democratico è che da anni si continua a perpetrare una truffa nei confronti di tutti i cittadini italiani che pagano ogni anno insegnanti assunti a settembre e licenziati a giugno senza mai ottenere una stabilizzazione e una continuità didattica per i loro figli a scuola. Aspetto cortesemente delle risposte….

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