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L'Urlo dei diritti

Festa Nazionale dei Diritti

, 1226 letture
set 13 2012
set 24 2012

Ore 21:30 - Festa nazionale dei Diritti
Carroponte - Sesto San Giovanni (MI)

Milano 2012 loc.jpg
Il tredici settembre prende il via la Festa Nazionale dei Diritti, nell'ambito della Festa provinciale Democratica milanese, al Carroponte di Sesto San Giovanni. 
L'inaugurazione sarà un evento politico irrituale, ove si parlerà di diritti attraverso letture di testi, racconti, poesie, recitazione, dando così una interpretazione emozionale e suggestiva del tema della Festa. 
L'evento, dal titolo L'Urlo dei Diritti, vedrà avvicendarsi sul palco Ettore MARTINELLI, Enzo AMENDOLA, Monica CHITTO', Roberto CORNELLI, Giuseppe CRUCIANI, Elio DE CAPITANI
Alessandra KUSTERMANN, Eliona MARGJONI, Roberto MUZZETTA e Cecilia STRADA, accompagnati dalle suggestioni musicali di Sarah Demagistri, Alberto Turra e Davide Tedesco.

Confidando di averti nostro ospite, ti chiediamo di inoltrare l'invito al tuo indirizzario, affinchè l'urlo dei diritti possa giungere alle orecchie di tanti.
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commenti

#1  giulio fedele, 14/9/2012

LA NOTTE BUIA DELL'ETICA E DEL DIRITTO. Per monti il diritto, le regole, l'etica non esistono: esiste solo il mercato (selvaggio). Non è questa una mia personale interpretazione del monti-pensiero, ma il credo dichiarato da monti reiteratamente e senza tentennamenti. Anche qualche giorno fà il prof ha rimproverato che in Italia è mancato spesso e manca quello che lui, senza alcun pudore, definisce 'pragamatismo', intendendo per tale la necessaria soccombenza del diritto e dell'etica di fronte a quelle che -secondo la sua personale visione- sono le 'leggi' e le esigenze del mercato. Al momento di insidiarsi al governo, il prof profuse al grande pubblico, in una nota trasmissione televisiva, la sua lectio magistralis in materia, dichiarando e in seguito ribadendo -colla solita mancanza di pudore- che d'ora in poi in Italia i problemi (in particolare quelli del lavoro) non potranno essere più risolti in base alle regole del diritto, ma solo secondo quelle del mercato. In un'intervista premonitrice (evidentemente già da allora il prof 'scaldava i motori'!) di qualche anno fà al Sole 24ore (22.8.08), il prof elogiava, espressamente ponendosi tra gli 'ammiratori inveterati degli USA', 'la capacità dimostrata dalle autorità federali in risposta alla crisi: SI METTONO DA PARTE LE REGOLE, si interviene, si salva...'. Insomma, per Monti, la crisi è ll'effetto del rispetto delle regole dell'etica e del diritto, che come tali devono essere bandite per superare la crisi: non è mai venuto il dubbio al prof che, al contrario, come rileva Guido Rossi, 'le grandi crisi sorgono quando il diritto fa vacanza'? Si è accorto il prof che, come dice in sostanza anche Zygmunt Bauman in un articolo pubblicato su McroMega, la crisi mondiale è nata proprio dalla sistematica violazione (e dalla mancanza) delle regole -del diritto e dell'etica- da parte della finanza e del mercato? E che quindi occorrono più regole -di diritto e di etica- per stroncare quegli abusi e porre rimedio alla crisi, e non il contrario? No, il prof non si è ancora accorto e non può accorgersi di questo: portatore di una monoculare visione (dovuta a una monocultura economicistica, che avrebbe bisogno di allargare la vista oltre i suoi ristretti confini a mezzo di qualche buona lettura: si consiglia, per cominciare, 'La lotta per il diritto', Rudolf von Jherig ), il prof ritiene che, per superare la crisi, il diritto e l'etica vanno banditi, lo stato di diritto smantellato per essere soppiantato con una sorta di “moderno” Stato-farwest (per la verità, in questo proseguendo l’opera meritoria già iniziata dal governo Berlusconi, col quale, il prof ha più volte ribadito, esplicitamente ed orgogliosamente, il rapporto di continuità), in cui Costituzione, principi dell’ordinamento giuridico, leggi e regole non contano più. Quella limitata visione impedisce, evidentemente, di vedere un aspetto essenziale della società, quello dei diritti civili e sociali sanciti dalla costituzione, che non sono vuote forme simboliche, ma fondamenta della società (ubi societas, ibi ius) e dello stato (che appunto per questo si qualifica nel binomio inscindibile Stato-di diritto), espressione stessa della sostanza della democrazia, della libertà e dell’uguaglianza. E dunque, iniziamo una civile 'LOTTA PER IL DIRITTO', per il DIRITTO AI DIRITTI, perché il sole porti via questa buia notte del diritto e dell'etica!

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