Comunicato stampa

Bisogna invertire la rotta, al centro impresa e lavoro

di Stefano Fassina,  pubblicato il 12 settembre 2012 , 706 letture
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"Bisogna invertire la rotta, mettere al centro impresa e lavoro perchè se non riparte l'economia reale non si riduce il debito pubblico e lo spread resta alto". Lo ha spiegato Stefano Fassina alle telecamere di Mattino5, parlando delle scelte di politica economia del governo.
"Io sono stato aspramente ciriticato quando ho evidenziato una banalita': e' evidente che quando si fanno manovre per 30, 40, 50 miliardi di tagli e tasse il Pil va giu' -ha aggiunto il responsabile economico del Pd-. Per questo mi stupisco che oggi ci si stupisca per le affermazioni del presidente del Consiglio. E' la linea della politica economica dell'area euro, che e' quella dei conservatori, che genera questa situazione in Europa".

Fassina ha spiegato che il Pd sostiene il governo perchè ha ripreso per i capelli il Paese che stava andando a fondo a causa del governo precedente, "è stata l'unica possibilità per  una svolta in un quadro largamente predeterminato dagli impegni del governo precedente".

Per il futuro, anche in vista delle prossime elezioni, comunque, "noi vogliamo una linea politica economica che abbia come priorità il lavoro e l'impresa per ridurre il debito pubblico. La redistribuzione del debito è essenziale", ha spiegato Fassina, "ecco perchè siamo per un'imposta ordinaria sui grandi patrimoni, per ridurre l'Irpef sui lavoratori e per fare ripartire i consumi".

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commenti

#4  rino, 19/9/2012

La vogliamo smettere di girarci attorno?decidete se siete dei politici o un partito che segue le banche e la finanza dimenticando il sociale? lo stesso Obama disse questa crisi cambierà il modo e la società.che cosa è cambiato fino ad oggi non è stato fatto niente per creare lavoro a differenza dei tedeschi che avranno fatto dei sacrifici ma almeno si vedono piccoli risultati .nonostante un governo di destra.Dite che se governerete farete qualche ritocco all'operato di monti .ma c'è da cambiare tutta l'impalcatura facendo pagare finalmente ai ricchi e con le detrazioni detassare i lavoratori.Olaf palme diceva non combattete la ricchezza ma la povertà io non sono daccordo perchè finchè c'è il ricco esisterà il povero.

#3  leonardo dini politico del pd, 15/9/2012

cacciari ci ha posto una domanda precisa vi allineate all'europa dal governo?proseguite il metodo monti?dove prendete i soldi per la crescita senza aumentare il debito pubblico?ho risposto e rispondo puntoper punto:no vogliamo indicare una linea all'europa ora i professori sono gli italiani e non dobbiamo fare compiti a casa ma farl fare a germania francia inghilterra.non proseguiamo monti aggiungiamo il di più di un governo politico,del differenziale su lavoro,sociale famiglie e pro operai e impiegati che monti non può avere,come ammette m.martone oggettivamente puntiamo a costruire la crescita con bersani col grande piano di piccole opere con i comuni io dini aggiungo l'investimento privato di massa di e in media e piccola industria,lo sviluppo del brand made in italy nel mondoe l'arrivo di tante industrie estere ma non da barbari a saccheggiarci ma a farci rinascere certo non nuove alcoa o thyssen è abete a dirlo non solo a ballarò io e da anni.

#2  giulio fedele, 14/9/2012

LA NOTTE BUIA DELL'ETICA E DEL DIRITTO. Per monti il diritto, le regole, l'etica non esistono: esiste solo il mercato (selvaggio). Non è questa una mia personale interpretazione del monti-pensiero, ma il credo dichiarato da monti reiteratamente e senza tentennamenti. Anche qualche giorno fà il prof ha rimproverato (con particolare riferimento allo Statuto dei lavoratori) che in Italia è mancato spesso e manca quello che lui, senza alcun pudore, definisce 'pragamatismo', intendendo per tale la necessaria soccombenza del diritto e dell'etica di fronte a quelle che -secondo la sua personale visione- sono le 'leggi' e le esigenze del mercato. Al momento di insidiarsi al governo, il prof profuse al grande pubblico, in una nota trasmissione televisiva, la sua lectio magistralis in materia, dichiarando e in seguito ribadendo -colla solita mancanza di pudore- che d'ora in poi in Italia i problemi (in particolare quelli del lavoro) non potranno essere più risolti in base alle regole del diritto, ma solo secondo quelle del mercato. In un'intervista premonitrice (evidentemente già da allora il prof 'scaldava i motori'!) di qualche anno fà al Sole 24ore (22.8.08), il prof elogiava, espressamente ponendosi tra gli 'ammiratori inveterati degli USA', 'la capacità dimostrata dalle autorità federali in risposta alla crisi: SI METTONO DA PARTE LE REGOLE, si interviene, si salva...'. Insomma, per Monti, la crisi è ll'effetto del rispetto delle regole dell'etica e del diritto, che come tali devono essere bandite per superare la crisi: non è mai venuto il dubbio al prof che, al contrario, come rileva Guido Rossi, 'le grandi crisi sorgono quando il diritto fa vacanza'? Si è accorto il prof che, come dice in sostanza anche Zygmunt Bauman in un articolo pubblicato su McroMega, la crisi mondiale è nata proprio dalla sistematica violazione (e dalla mancanza) delle regole -del diritto e dell'etica- da parte della finanza e del mercato? E che quindi occorrono più regole -di diritto e di etica- per stroncare quegli abusi e porre rimedio alla crisi, e non il contrario? No, il prof non si è ancora accorto e non può accorgersi di questo: portatore di una monoculare visione (dovuta a una monocultura economicistica, che avrebbe bisogno di allargare la vista oltre i suoi ristretti confini a mezzo di qualche buona lettura: si consiglia, per cominciare, 'La lotta per il diritto', Rudolf von Jherig ), il prof ritiene che, per superare la crisi, il diritto e l'etica vanno banditi, lo stato di diritto smantellato per essere soppiantato con una sorta di “moderno” Stato-farwest (per la verità, in questo proseguendo l’opera meritoria già iniziata dal governo Berlusconi, col quale, il prof ha più volte ribadito, esplicitamente ed orgogliosamente, il rapporto di continuità), in cui Costituzione, principi dell’ordinamento giuridico, leggi e regole non contano più. Quella limitata visione impedisce, evidentemente, di vedere un aspetto essenziale della società, quello dei diritti civili e sociali sanciti dalla costituzione, che non sono vuote forme simboliche, ma fondamenta della società (ubi societas, ibi ius) e dello stato (che appunto per questo si qualifica nel binomio inscindibile Stato-di diritto), espressione stessa della sostanza della democrazia, della libertà e dell’uguaglianza.

#1  paolo50, 12/9/2012

Sostenere la ripresa e l'occupazione è prioritario ma pensare che questo sia centrale per l'abbattimento del debito è fuorviante. Per farlo servono patrimoniali e recupero dell'evasione fiscale con destinazione abbattimento del debito. Per cominciare si dovrebbero dire due parole sulla elusione fiscale : permetterete ancora che le più grandi aziende italiane abbiano le holding domiciliate in Lussemburgo e via andare che dunque pagano lì le loro imposte ? Sto parlando delle più grandi banche, per esempio, che - pur generando la quasi totalità dei ricavi sul ns territorio - pagano aliquote irrisorie in Lux o in Irlanda. E per l'evasione cosa pensate di fare ? Aldilà, ovviamente, dell' "inasprimento dei controlli" che lascia un po' il tempo che trova. Qual è l'idea innovativa al riguardo ? Perché ci vuole qualcosa di diverso (di opposto ?) per vincere una battaglia che perdiamo da più di trent'anni...

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