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Picierno: " Sud e preferenze. Si rischia il clientelismo"

"La prima questione in questo momento è la Terra dei fuochi: un territorio assolutamente in ginocchio, non solo per le malattie, ma anche dal punto di vista economico"
L'intervista a Pina Picierno, Responsabile Legalità e Lotta alle mafie Pd di Gimmo Cuomo, Corriere del Mezzogiorno

pubblicato il 11 dicembre 2013 , 340 letture
Pina Picierno
Pina Picierno, originaria di Teano, deputata e ora membro della segreteria nazionale del Pd, tutto cominciò con una tesi di laurea. Ne ricorda il titolo? 

«Ricordo il titolo: "Analisi del linguaggio politico degli anni Ottanta, confronto tra Craxi e De Mita a Mixer". Non è vero, però, che iniziò tutto con la tesi. Perché iniziai a fare politica al liceo quando avevo 16 anni». 

Cosa spinse una ragazza di poco più di venti anni ad appassionarsi alla storia dei grandi «vecchi» della politica? 

«Era la storia del nostro Paese». 

Renzi sa della tesi? 

«Penso di sì, era nei giovani della Margherita con me». 

Esiste un aspetto comune a De Mita e a Renzi? 

«Appartengono a due epoche, a due mondi diversi». 

Renzi in campagna elettorale non ha sottolineato particolarmente l`esistenza di una questione meridionale né ha ipotizzato soluzioni possibili. Come lo spiega? 

«Abbiamo condotto una campagna congressuale, non elettorale. Con la distribuzione delle deleghe c’è stata una grande attenzione per il Mezzogiorno. Non sono l`unica meridionale ad essere entrata in segreteria». 

Le sue priorità? 

«Quelle legate alle deleghe che mi sono state assegnate, cioè legalità, lotta alla criminalità e Mezzogiorno. Il primo e il secondo, naturalmente, sono temi nazionali e transnazionali. Per cambiare il Mezzogiorno, invece, bisogna cambiare innanzitutto la politica, superare i familismi. La prima questione in questo momento è la Terra dei fuochi: un territorio assolutamente in ginocchio, non solo per le malattie, ma anche dal punto di vista economico. Il decreto del Governo è un punto di partenza, ma c`è bisogno di proseguire su quella strada. Tra gli altri obiettivi, il miglioramento della normativa antimafia e di quella sullo scioglimento dei Comuni». 

Che effetto fa ereditare la delega che è stata di Umberto Ranieri? 

«Nessun effetto particolare anche se conosco e stimo Umberto da tanto tempo. Ora c`è una nuova generazione». 

La vedremo più spesso in tv? 

«Stasera (ieri, ndr) sono a Ballarò». 

Quale conseguenze avrà in Campania l`elezione di Renzi? 

«Spero che anche il partito campano ritrovi la voglia di cambiare. Finora il Pd è stato in Campania come a livello nazionale una grande occasione mancata. Mi auguro che finalmente si realizzi quello per il quale è nato il Pd». 

È vero che sarà in corsa per segreteria regionale? 

«Non mi risulta, assolutamente no». 

Lei è stata eletta per due volte in Parlamento grazie alla buona posizione in lista. Le fa paura dovere probabilmente affrontare il battesimo delle preferenze? 

«La seconda volta ho affrontato le primarie. A prescindere dal mio destino, comunque, penso tutto il male possibile delle preferenze che significano clientele. La legge attuale va cambiata, ma nella direzione immaginata da Matteo, magari Mattarellum a doppio turno, con i collegi». 

Il renziano Enzo De Luca, è una grande risorsa o un grande problema per il Pd campano? 

«Né risorsa, né problema. Innanzitutto deve decidere se vuole fare il sindaco o il sottosegretario». 

Lei ha trentadue anni. Alla stessa età molti giovani laureati del Sud aspettano ancora la prima occupazione. Restare nella propria terra è una condanna a morte? 

«Mio fratello, per esempio, è ingegnere informatico, ha 18 mesi meno di me ed è precario. Finora è stato faticoso rimanere qui e donare il talento alla propria terra. Non deve essere più così». 

Chi è stato secondo lei il più grande pensatore meridionalista? 

«Mi piace più parlare degli uomini che hanno cambiato la storia del Mezzogiorno. Per esempio Pio La Torre, al quale questo Paese deve l`istituzione del reato di associazione mafiosa o la legge sulla confisca dei patrimoni mafiosi». 

La tecnologia: i-Pad o tablet Android? 

«I-Pad». 

Facebook o Twitter? 

«Tutti e due». 

Un politico può essere nuovo senza usare i social network? 

«Il social network è uno strumento come tanti. Si può essere nuovi anche senza usarli. Ma è indiscutibile che ti consentono un contatto diretto con chi vuole parlarti». 

Secondo lei Massimo D`Alema può avere un futuro politico? 

«D`Alema ha avuto un grande passato. Ma penso che sia terminato il ciclo della sua esperienza politica».
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