Rassegna stampa

Pittella: "Sull'Europa Matteo avanza proposte convincenti"

Intervista a Gianni Pittella di Massimo Franchi - L'Unità

di Gianni Pittella,  pubblicato il 12 dicembre 2013 , 748 letture
Onorevole Pittella, i maligni sostengono che lei è stato l`ultimo a salire sul carro dei vincitori di Matteo Renzi. Però è stato il primo ad essere stato ringraziato dal neo segretario Pd nel suo discorso post vittoria. Una bella soddisfazione.

«È brutta questa espressione "salire sul carro". Io nelle primarie mi sono giocato la faccia, ho sfidato le più infauste previsioni: mi davano all`1 per cento e invece sono arrivato al 6 per cento. Un risultato eccezionale. Dopo di che ho ascoltato i miei sostenitori, ho fatto una sintesi delle mie proposte e le ho presentate a Renzi. Da lui ho avuto risposte entusiasmanti».

Entusiasmanti? Su quali punti?

«Prima di tutto sul ruolo dell`Europa. Renzi ha dimostrato una consapevolezza incredibile della centralità della battaglia europea e su questo tema sta accelerando in modo spaventoso. Sa benissimo che ci sarà una battaglia campale sull`Europa in cui Grillo e i populismi avranno gioco facile ad attaccarci. Noi non possiamo essere quelli che semplicemente difendono questa Europa».

Come riuscirci? Le istituzioni europee vengono sempre più percepite come «i burocrati cattivi»...

«Con Renzi abbiamo già fissato tre punti. Primo, modificare il patto di stabilità. Secondo, preparare una costituente per gli Stati uniti d`Europa. Terzo, una rivoluzione giovanile che parta dal rendere obbligatorio l`Erasmus per tutti i giovani tra i 16 e i 35 anni. In più affido a Renzi anche altre proposte su cui stiamo lavorando: un nuovo ruolo per la Bce, non solo tenutaria dei prezzi, ma anche di crescita e occupazione. L`altro tema è il superamento della troika Commissione, Fmi e Bce, un`immagine spettrale che ha massacrato la Grecia».

Una questione su cui Renzi ha sorpreso molti è l`adesione al Pse. Questo ha facilitato la sua decisione...

«Sì. E mi va molto bene l`idea di Renzi che il Pd nel gruppo abbia un ruolo di pungolo per superare le timidezze per esempio criticando il programma della nuova grande coalizione tedesca sulle politiche europee».

Quindi possiamo annunciare che Gianni Pittella si ricandiderà come parlamentare europeo, no?

«La mia ricandidatura? Questo non lo decido io. Lo sceglierà Renzi».

Che invece ha già annunciato di non ricandidare Rosi Bindi e Massimo D`Alema...

«No comment. Ripeto, sono scelte che spettano totalmente al nuovo segretario».

Durante le primarie il suo cavallo di battaglia è stato il Mezzogiorno. E lì ha preso il grosso dei voti. Su questo tema com`è andato il dialogo con Renzi?

«Sì, è il mio cavallo di battaglia e sono rimasto molto deluso da come la precedente segreteria del partito ha trattato il tema. Il Pd in questi ultimi mesi nel Mezzogiorno non c`è proprio stato. E non è un caso che proprio al Sud ci sia stata una flessione di partecipazione alle primarie di domenica. Non c`è stata una politica che considerasse il Mezzogiorno come volano della crescita dell`intero Paese. Il Sud non è un settore tra i tanti da trattare, è un`area su cui si gioca il futuro dell`Italia. E Renzi questo lo ha capito, impegnandosi per farne un`area economica speciale, puntando su infrastrutture, lotta alla criminalità, sfruttando le sue ricchezze: ambiente, turismo e cultura. In più io con il mio nascente Laboratorio democratico metterò a disposizione le energie nate dalla mia candidatura per rinnovare i gruppi dirigenti del Pd al Sud, a partire dai congressi regionali».

A proposito di partito. Secondo lei Cuperlo avrebbe fatto bene ad accettare la presidenza del partito offerta da Renzi?

«Penso che Renzi sia stato intelligente a proporgliela senza metodo mercantile perché in questo momento difficilissimo per il partito tutti devono essere coinvolte. Domenica all`assemblea nazionale, nella quale noi non abbiamo chiesto posti nonostante il "diritto di tribuna», sarebbe bello eleggere tutti assieme Cuperlo presidente».

Un`ultima curiosità: sul web spopola il suo video in inglese su trattato di Bruxelles. Come risponde a chi la critica? 

«Moltissimi politici italiani non lo parlano proprio l`inglese! Il video è di 2 anni fa e io avevo appena iniziato a studiarlo. In questi anni l`ho molto migliorato: sono pronto a dimostrarlo. E ricordo che in quel video ho sbagliato un solo accento. E comunque il video mi ha fatto una pubblicità incredibile».

Fonte: L'Unità

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