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Rassegna stampa

Boschi: «È una riforma epocale, attesa da trent'anni. Non guardiamo la pagliuzza perdendo di vista la trave»

"I nuovi senatori a Roma un giorno o due alla settimana" - Intervista a Maria Elena Boschi di Monica Guerzoni - Corriere della Sera

pubblicato il 29 aprile 2014
«Siamo a un passo da un risultato storico».

Servirebbe un miracolo per approvare la riforma in Aula prima delle Europee...
«Anche se dovessimo metterci una settimana in più, è una riforma epocale, attesa da trent`anni. Non guardiamo la pagliuzza perdendo di vista la trave».
La voce di Maria Elena Boschi, ministro per le Riforme, i Rapporti con il Parlamento e il Programma, tradisce un filo di stanchezza: «Sono tranquilla. Non stiamo facendo le riforme per avere una bandierina elettorale, ma come base per il rilancio della politica economica e la credibilità della politica ».

Siete convinti che Berlusconi ve le lascerà fare? Forza Italia è spaccata e il patto è a rischio.
«Berlusconi ha ribadito il sostegno alle riforme e noi siamo abituati a rispettare i patti. Cambiare le regole con una maggioranza che includa l`opposizione è un plusvalore che va preservato».

Il dialogo con l`ex premier non vi imbarazza, dopo l`uscita sui lager e l`attacco a Napolitano?
«Le dichiarazioni di Berlusconi sono inaccettabili».

Il compromesso sul Senato elettivo reggerà alla prova dell`Aula?
«Stiamo discutendo delle modalità con cui sí individuano sindaci e consiglieri regionali. Poi penseremo alle tecnicalità con cui alcuni di loro andranno a fare anche i senatori, senza indennità».

La commissione adotterà il suo testo, è una vittoria del governo Renzi?
«Non è una vittoria di Renzi, ma del Pd e di tutti i partiti che hanno siglato questo accordo, compresa Forza Italia. Il fatto che l`esecutivo abbia mantenuto l`impegno di presentare una proposta entro marzo, che per venti giorni è stata sottoposta alla discussione pubblica, è un risultato per tutti i cittadini».

Sottoposta al fuoco amico...
«No. Abbiamo scelto una modalità nuova per arrivare al testo, raccogliendo le osservazioni di parlamentari, cittadini, professori. La proposta da cui siamo partiti è quella che gli elettori hanno votato alle primarie e lì siamo rimasti, con coerenza. E normale che ci possano essere delle modifiche, ma l`impianto non può essere snaturato».

Il testo è blindato?
«Nessuno lo ha detto. C`è una disponibilità a introdurre delle modifiche che non tocchino i punti qualificanti. Sul superamento del bicameralismo c`è un consenso ampio: avverto forte la responsabilità di passare finalmente dalle parole ai fatti».

Si ragiona di elezione diretta?
«Chi siede in Senato, come in Francia o in Germania, deve essere espressione dei territori e dunque sindaco o consigliere regionale».

Quanto lavoreranno i senatori?
«Tanto, ma nella loro regione. Non staranno cinque giorni alla settimana a Roma, ma un giorno o due. Non voglio mettere un limite... Però non siederanno a Palazzo Madama a tempo pieno, perché hanno il loro lavoro sul territorio».

Un dopolavoro per sindaci, come dice Berlusconi?
«Ma no... Anche Forza Italia condivide il fatto che il Senato non abbia le stesse competenze della Camera».

L`idea dei 21 nominati dal Colle ha sollevato molte critiche. Verranno eliminati?
«Vedremo, è una delle questioni su cui si sta lavorando. Credo che lasceremo la possibilità di nominarne fino a un massimo di cinque».

E i sindaci? Non sono troppi?
«È una delle richieste avanzate in commissione. Non c`è una preclusione. Nel sistema tedesco in effetti non ci sono sindaci, ma in Italia le municipalità rappresentano un pezzo della nostra identità. In molti chiedono di cancellare la presenza dei sindaci, ma ci impegneremo fino all`ultimo per garantire una loro rappresentanza».

Insomma, lei vuole che passi il testo che porta la sua firma.
«E una svolta epocale, che va ben oltre i singoli. Sono grata ai collaboratori del ministero che ci hanno lavorato a lungo, recependo i contributi dei migliori esperti a partire dalla Commissione dei 35. Il mio unico obiettivo è che passi una riforma seria e stavolta ci siamo».

L`Anpi lancia l`allarme sulla riduzione degli spazi di democrazia.
«Trovo questa polemica pretestuosa e lo dico da iscritta all`Anpi».

La sinistra del Pd si è placata, ma Vannino Chiti non ha ritirato il suo testo alternativo come lei gli aveva chiesto di fare.
«A dire il vero, non gliel`ho mai chiesto. Siamo a un passo dal fare quello che per anni abbiamo solo sognato: maggiore chiarezza di rapporti tra Stato e Regioni, semplificazione del procedimento legislativo, riduzione dei costi della politica. Il traguardo è a portata di mano e tutti abbiamo fatto uno sforzo dentro e fuori dal Pd. Rovinare tutto adesso per esigenze personalistiche sarebbe un errore».
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