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Sicurezza, la destra contraddice se stessa

Rutelli: "Al sindaco la responsabilità diretta"

pubblicato il 21 aprile 2008 , 388 letture
Non si placano le polemiche sulla questione sicurezza, innescate nel dibattito politico dopo l'aggressione subita da una ragzza africana, ferita e stuprata ad opera di un immigrato rumeno nel quartiere La Storta di Roma. Il gravissimo atto criminale ha scatenato una battaglia politica tra centrodestra e centrosinistra, proprio in piena fase di campagna elettorale, dato che tra meno di una settimana i romani saranno chiamati ad espirmersi per il ballottaggio elettorale e a decidere chi sarà il loro sindaco tra Francesco Rutelli e Gianni Alemanno.

Il candidato del Pdl, in particolare, supportato da tutto il cartello elettorale e anche dagli alleati leghisti - che a fasi alternate continuano a manifestare il loro singolare interesse per le sorti della Capitale, salvo poi ricorrere a qualsiasi tipo di contumelia nei confronti dei suoi abitanti quando si tratta di accaparrarsi il voto del Nord - non ha esitato a cavalcare lo stupro con accoltellamento subito dalla ragazza del Leshoto per attaccare l'amministrazione cittadina di centrosinistra e il governo Prodi ancora in carica.

Secca la replica di Francesco Rutelli: "Alemanno dimostrerebbe molta più civiltà se si unisse a me nelle lotta alla criminalità, senza fare una campagna di speculazioni in queste ore difficili, in cui si deve rispetto per le vittime del crimine. La strumentalità è la peggior risposta per risolvere problemi reali ed è un atteggiamento che non gioverà a chi lo cavalca".

Anche perchè, se ci fosse da strumentalizzare, non sarebbe certo difficile per il centrosinistra impugnare alcuni atti compiuti dal governo Berlusconi tra il 2001 e il 2006 di certo non privi di conseguenze ed effetti problematici, come ricorda il neo-deputato Jean Leonard Touadì, già assessore capitolino alla Sicurezza. "Gianfranco Fini e Gianni Alemanno hanno fatto parte di un governo che, primo in Europa, nel 2002, ha fatto decadere l'obbligo del visto per i rumeni", favorendone così l'ingresso massiccio in Italia. "Roma - continua Touadì - ha gestito questa emergenza. Non bisogna fare sconti a chi vuole far tornare questa città verso nostalgie storiche. L'apparentamento con la Destra non c'è, ma rimane un brodo di sub-cultura preoccupante".

Ma tant'è. Mentre l'esponente del Pdl, incurante, prosegue nella sua attività di sciacallaggio politico, accompagnato da una squadra professionisti del mestiere, tra cui l'ineffabile sindaco di Milano Letizia Moratti che ha attaccato l'ex sindaco di Roma, ora segretario del PD Walter Veltroni, Rutelli dà la sua ricetta per combattere l'emergenza criminalità, che, occorre ricordarlo, non colpisce solo la città di Roma: "Il mio atteggiamento è quello di associare la civiltà dell'integrazione all'intransigenza nei confronti del crimine.


Per questo Rutelli pensa di mantenere per sé la delega sulla sicurezza, una volta eletto sindaco.
"Se sarò eletto – ribadisce il candidato - non ci sarà l'assessorato con delega alla sicurezza, che sarà mio compito". Nel corso di una conferenza stampa all'Hotel Parco dei Principi, Rutelli ha anche presentato la commissione consultiva per la sicurezza integrata, una squadra di esperti che lo affiancherà nei cinque anni di consiliatura.

"La sicurezza è un tema trasversale molto sensibile - aggiunge Rutelli - che esige una diretta responsabilità del sindaco". Per questo attiverà e guiderà personalmente le politiche per la sicurezza di competenza del Comune di Roma. Inoltre Rutelli sta pensando ad una “radicale riorganizzazione dei campi nomadi e delle presenze dei rom, che oggi come tale non è più sostenibile".

L'Italia infatti ospita una comunità romena di oltre un milione di persone e la grandissima parte è laboriosa e onesta. "Se sarò sindaco farò valere gli interessi dei cittadini nei confronti del legislatore, spero in maniera bipartisan".

Anche il candidato del centrosinistra alla presidenza della Provincia di Roma Nicola Zingaretti si è espresso sulla questione della sicurezza urbana. "Serve sicuramente tolleranza zero ma soprattutto prevenzione a mille. Si tratta di una questione estremamente seria e la differenza tra noi e la destra è che noi vogliamo risolverla e non cavalcarla per ottenere voti in campagna elettorale. Bisogna in primo luogo far funzionare la giustizia con la certezza della pena, in secondo luogo investire nelle infrastrutture come la video-sorveglianza nei luoghi meno sicuri, il potenziamento dell'illuminazione pubblica ed una maggiore presenza delle forze dell'ordine sul territorio. Questo è il modo più serio e responsabile per affrontare la questione".
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