Meno di 40 righe, poco più di una cartella.
Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica e come tale Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, mette nero su bianco poteri, difesa e limiti del Csm, in una lettera al suo Vice Nicola Mancino destinata a pubblica lettura prima che l'organismo di autogoverno della Magistratura affronti in plenum il parere della commissione che boccia la norma blocca processi contenuta nel dl sicurezza del Governo, sottolineandone profili di incostituzionalità..
Se il Parlamento segnala le ricadute che alcune norme in discussione possono avere sullo "svolgimento della funzione giurisdizionale", il suo parere "non interferisce con le funzioni proprie ed esclusive del Parlamento". E’ questo il nocciolo della questione esposta dal presidente Napolitano nella lettera,
Napolitano esordisce esprimendo "piena condivisione" per il "disagio" manifestato da Mancino quando da Palazzo dei Marescialli è stata violata la "regola di riservatezza che andrebbe rigorosamente osservata da parte di tutti i componenti del Csm e delle sue commissioni nel corso della preparazione e discussione di atti impegnativi e di particolare delicatezza".
"Il suo severo richiamo - aggiunge - al rispetto di tale regola è da me fortemente condiviso".
Napolitano comunque sottolinea che “non può esservi dubbio o equivoco sul fatto che al Csm non spetti in alcun modo quel vaglio di costituzionalità cui nel nostro ordinamento sono legittimate altre istituzioni".
"Confido che nell'odierno dibattito e nelle deliberazioni che lo concluderanno - evidenzia ancora il capo dello Stato, che dell'organo di autogoverno delle toghe è il presidente - non si dia adito a confusioni e quindi a facili polemiche in proposito.
La distinzione dei ruoli e il rispetto reciproco, il senso del limite e un costante sforzo di cooperazione - conclude Napolitano - sono condizioni essenziali ai fini della tutela e valorizzazione di ciascuna istituzione, delle sue prerogative e facoltà".
Secondo il capo dello Stato "non può suscitare sorpresa o scandalo il fatto che il Csm formuli un parere - diretto al ministro della Giustizia - su un progetto di legge di assai notevole incidenza su materie di diretto interesse del Csm stesso". "Si tratta infatti - precisa Napolitano - di una facoltà attribuitagli espressamente dalla legge n. 194 del 1958, il cui esercizio si è consolidato in una costante prassi istituzionale".
"I disegni di legge su cui il Csm è chiamato a dare pareri - spiega il presidente della Repubblica - sono quelli 'concernenti l'ordinamento giudiziario, l'amministrazione della giustizia e ogni altro oggetto attinente alle predette materie'. I pareri sono dunque destinati a rilevare e segnalare le ricadute che le normative proposte all'esame del Parlamento si presume possano concretamente avere sullo svolgimento della funzione giurisdizionale".
Così "correttamente intesa", evidenzia il capo dello Stato, l'espressione di un parere del Csm "non interferisce con le funzioni proprie ed esclusive del Parlamento: anche quando, come nel caso dei decreti legge, per evidenti vincoli temporali, tale parere non abbia modo di esprimersi prima che il Parlamento abbia iniziato a discutere e deliberare".
La lettera del presidente Napolitano ha ricevuto l’apprezzamento bipartisan. Per il Partito Democratico è intervenuto il segretario del PD,
Walter Veltroni che ha ribadito come "il presidente della Repubblica cerca costantemente di restituire serenità al paese, di affermare una logica di rispetto delle regole e che ciascuno stia nel suo ambito costituzionale. Veltroni sottolinea la funzione di equilibrio preziosissima in questo momento" del presidente napolitano augurandosi "che tutti lo ascoltassero".
Veltroni auspica che tutte le forze politiche accolgano il monito del Capo dello Stato perchè "in poche settimane il paese è precipitato nel passato e non può restare prigioniero di un passato che già gli ha fatto tanto male, perciò io condivido il contenuto e l'ispirazione della lettera di Napolitano".
Anche
Antonello Soro capogruppo alla Camera, che ha sottolineato come "il presidente Napolitano ancora una volta ha espresso con equilibro e saggezza un orientamento al Csm di cui noi siamo molto soddisfatti”. Soro ha auspicato che a questo punto “non si riproducano conflitti tra poteri costituzionali e che venga rimossa la ragione ultima di questi conflitti”, sottolineando che “questo compete al Governo".
Infine
Anna Finocchiaro, presidente dei senatori PD, definisce "correttissimo il riferimento del Presidente Napolitano al fatto che il vaglio di costituzionalità spetti nel nostro ordinamento ad altre istituzioni: alla Corte costituzionale in sede di decisione, al Presidente della Repubblica in sede di controllo ed eventuale
riesame, nonché al Parlamento quando discuta di una pregiudiziale di costituzionalità". La Finocchiaro spiega come "tutti questi organi costituzionali, Csm compreso,
agiscono così in ruoli e funzioni diversi tutti riconosciuti dalla Costituzione, prima fonte alla quale ciascuno di essi deve fare riferimento". Poi per quanto riguarda "l'entusiasmo scomposto" della maggioranza alle parole espresse dal presidente nella lettera la Finoccgiaro lo ritiene "fuori luogo". E si domanda : "O non hanno capito, o peggio vogliono far finta di non capire".