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Un tavolo per la giustizia

Veltroni: una commissione che lavori per 60 giorni sulla riforma della giustizia

pubblicato il 15 dicembre 2008 , 634 letture
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“Anche noi diciamo che la riforma va fatta. E riproponiamo quel che abbiamo sempre detto: una commissione tra maggioranza e opposizione con la presenza di magistrati e avvocati che duri sessanta giorni”. Così Walter Veltroni a Milano, durante un incontro al teatro Strehler per sostenere la candidatura di Filippo Penati alla presidenza della Provincia. Poi a margine di un colloquio con il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, il segretario del PD ha ribadito: “quello a cui penso non è una commissione che serve a lasciare le cose come stanno, come ho sentito dire ma ad una modalità del tutto nuova di confronto, sull'esempio degli incontri con le parti sociali”.

“Penso – ha sottolineato Veltroni - a una modalità del tutto nuova in cui si superi il sistema freddo delle audizioni, in cui invece tutte le parti che si occupano di giustizia possano partecipare concretamente con le proprie idee. Poi il governo deciderà, il Parlamento deciderà". Per Veltroni "sarebbe saggio accettare questa proposta, invece di rilanciare lo scontro. Di fronte alla crisi che attraversa il Paese, sarebbe un segno di saggezza e responsabilità”.


"Siamo disponibili – ha spiegato il leader del PD - a creare un tavolo per discutere della riforma della giustizia a favore dei cittadini e delle imprese". "Un tavolo - ha chiarito Veltroni - che non deve durare sei mesi ma 60 giorni, con la partecipazione di magistrati e avvocati. Siamo invece assolutamente contrari, e lo saremo in futuro, ad un controllo del governo sulla magistratura", ha sottolineato il segretario del PD.

A giudizio di Veltroni è necessario che venga consentito ai magistrati l'uso delle intercettazioni telefoniche anche “per reati contro la corruzione, ma allo stesso tempo questi strumenti devono servire per le aule giudiziarie e non per i giornali tutti i giorni”.

Quindi il segretario del PD si è soffermato sulla crisi economica che sta attanagliando il Paese. “Il governo e il presidente del Consiglio sono inadeguati a governare e ad affrontare questa crisi. Stiamo entrando in una crisi che cambierà la vita di centinaia di migliaia di italiani. Nonostante questo, Berlusconi riceve a Palazzo Chigi le gemelle dell'Isola dei famosi come fosse un appuntamento istituzionale inderogabile rispetto alla cassa integrazione che sta colpendo migliaia di lavoratori. Non facciamo propaganda accusando il governo di questa situazione perché la crisi è mondiale, tuttavia Berlusconi è inadeguato a governare questa crisi".

Berlusconi e il suo governo hanno sbagliato di grosso ogni previsione. "In Italia - ha detto Veltroni - non è ancora stato predisposto un intervento per aiutare le figure sociali più deboli come gli operai delle fabbriche e i precari". La risposta quale è stata: la detassazione degli straordinari: "Quali straordinari? I magazzini sono pieni di merce e le aziende vanno in cassa integrazione” ha risposto Veltroni.

Anche il crollo del settore automobilistico a livello mondiale è stato al centro dell'intervento del segretario del PD. Di fronte ad “una riduzione gigantesca delle vendite di auto", qualora ci fossero interventi statali di sussidio negli altri Paesi si "altererà la concorrenza e l'Italia pagherà di più". Per questo, ha chiarito, "se lo faranno gli altri invito a mettere in campo, anche noi, incentivi al settore delle auto".

"Berlusconi - ha quindi spiegato Veltroni - governa ormai da molti anni e deve smettere di far finta di venire da Marte, se l'Italia è quella che è lui ha le sue responsabilità. La gente si sta ricredendo. Si stanno accorgendo della differenza tra le promesse e i fatti, si stanno accorgendo di queste prese in giro. Ci vorrà del tempo, anche perché il controllo sull'informazione è asfissiante, ma stiamo vedendo che l'impero di Berlusconi si sta sgretolando". Il premier ha ripreso a fare "con Di Pietro lo stesso gioco che faceva con Bertinotti, con l'obiettivo di scegliersi l'opposizione. Noi dobbiamo batterci per una grande forza riformista popolare".

E infine una battuta sul leader della Lega: "Ho letto Bossi sulla giustizia e mi sembra che qualche cosa non funzioni in questo Paese se è lui ad essere il più moderato. Bossi dà atto del ruolo del presidente della Repubblica e parla di dialogo. Berlusconi invece dice solo cose da campagna elettorale perché non è capace di governare e sa fare solo quella".

A.Dra

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