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Tassa su permesso di soggiorno, il governo stoppa la Lega

Emendamenti ritirati dopo le proteste del PD. Minniti: "Per l'integrazione sarebbe un percorso a ostacoli"

pubblicato il 9 gennaio 2009 , 977 letture
sbarchi clandestini
Chi pensava che la Lega Nord avesse esaurito gli assi nella manica, dovrà ricredersi. È di poche ore fa, infatti, l’ultima perla prodotta dal carroccio: un emendamento al decreto anticrisi che prevede una tassa di 50 euro per gli immigrati che intendano rinnovare il permesso si soggiorno e l’obbligo di una fideiussione di 10.000 euro nel caso questi decidano di aprire una partita Iva. Un’idea brillante che, oltre a sollevare perplessità di ordine morale, visto che ancora una volta il governo decide di svuotare le tasche degli “ultimi della fila”, cozza con la tanto decantata intenzione di favorire l’integrazione degli stranieri.

Nel PD la proposta è stata accolta con sdegno. Livia Turco, capogruppo del PD nella commissione Affari Sociali della Camera, commenta incredula: “Sono norme razziste, discriminatorie e prive di buon senso, che fanno pagare agli immigrati la crisi e che avranno l’effetto di alimentare la clandestinità e l’insicurezza. Il risultato sarà che avremo un paese più povero e meno civile”. La deputata condanna questo “centro destra sempre più subalterno alla cultura leghista della paura che per il timore di essere scavalcata politicamente innesca una guerra tra poveri”

Il deputato PD Giulio Calvisi parla di “colpo mortale ai lavoratori immigrati”, mentre commenta ironicamente Andrea Sarubbi (PD), che in una nota evidenzia come questa proposta “segue altre geniali iniziative come il permesso di soggiorno a punti o l'obbligo di denuncia sanitaria”. “Quello che veramente indigna – prosegue Sarubbi - è l'avallo dato dal Governo a questi provvedimenti; la subalternita' culturale alla sottocultura leghista di questa maggioranza che invia il presidente Fini a fare solenni dichiarazioni ai convegni e lascia che sia l'intellighenzia della Lega a dettare legge in Parlamento. E' ora che tutte le forze sociali si mobilitino per impedire questa deriva becera e razzista al nostro Paese”.

Marco Minniti, ministro dell'Interno nel governo Ombra del PD, parla di “atteggiamento miope e sbagliato, che produce effetti contrari rispetto a quelli sperati". Per Minniti è "il punto di partenza ad essere sbagliato. C'e' infatti un complesso di proposte che mira a rendere più difficile la strada dell'integrazione. Una sorta di percorso ad ostacoli che non agevola il percorso di integrazione, che rende tutto più difficile e che soprattutto- conclude- non aiuta a combattere l'immigrazione clandestina".

Per Pier Paolo Baretta, capogruppo del Pd in commissione Bilancio della Camera, “Questo accanimento che la Lega sta perseguendo rasenta ormai il ridicolo”. Baretta ha poi aggiunto:"Non c'e' più una misura di razionalità. Ieri nel dibattito l'esponente della Lega, alle nostre critiche, ha sostenuto 'noi continuiamo a vincere le elezioni, voi continuate a perderle'. Diciamola in un altro modo: loro pur di sperare di vincere le elezioni non hanno neppure il controllo sulle loro azioni".

Perplesso e in netto disaccordo appare anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini: "Mi auguro che la maggioranza rifletta - ha detto - prima di varare norme che nulla hanno a che vedere con la doverosa lotta all'immigrazione clandestina, e che sono oggettivamente discriminatorie nei confronti dei lavoratori stranieri regolarmente presenti sul territorio nazionale".

Gli fa eco il leader del Partito democratico, Walter Veltroni. Il segretario parla di "una misura discriminatoria, una delle tante stranezze di una politica che la destra sta facendo, con una venatura di razzismo. Una posizione inconcepibile".

E a meno di ventiquattr'ore di distanza, il dissenso generale sembra dare i suoi frutti. Con una repentina inversione di rotta, infatti, il governo ha dato parere negativo sull'emendamento che prevedeva una tassa di 50 euro sul permesso di soggiorno, mentre la proposta di far pagare una fideiussione di 10000 euro agli immigrati che volessero aprire una partita Iva è stato addirittura ritirato dalla Lega. L'esecutivo ha tenuto a precisare che "gli emendamenti leghisti non erano stati concordati con il governo", affermazione dal sapore di retromarcia, visto che inizialmente le due proposte erano state presentate come progetto dell'intera maggioranza.

Oltre alla bocciatura dell'opposizione e del presidente della Camera, ha contribuito a costringere il Carroccio - e non solo - alla "ritirata", la nota scritta da "Avvenire", il quotidiano dei vescovi. Vi si legge: "Non basta pagare le imposte come viene richiesto a ogni cittadino, alcuni sono tenuti a pagarle con una maggiorazione, come fossero cittadini 'speciali' e destinati a restare tali". "Non è un controsenso - si chiede ancora il quotidiano della Cei - dichiarare la lotta contro la clandestinità e nel contempo penalizzare l'accesso al permesso di soggiorno che è il principale viatico per uscire da quell'area grigia?".

I.G.
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